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LARS E UNA RAGAZZA TUTTA SUA
di Craig Gillespie
Sceneggiatura: Nancy Oliver
Fotografia: Adam Kimmel
Montaggio: Tatiana S. Riegel
Musiche: David Torn
Scenografia: Arv Grewal
Costumi: Kirston Mann
Interpreti: Ryan Gosling, Emily Mortimer, Paul Schneider, Kelli Garner, Patricia Clarkson, Nancy Beatty, R.D. Reid, Joe Bostick, Liz Gordon, Nicky Guadagni
Produzione: Sidney Kimmel Entertainment
Distribuzione: Kimmel International, DNC Entertainment, MGM
Nazionalità ed anno: USA, 2007
Durata: 106'
Data di uscita: 4 gennaio 2008
Titolo originale: Lars and the real girl
Sito ufficiale
Geeks di tutto il mondo, ecco la vostra rivalsa. Comicità spinta e doppi sensi triviali non hanno nulla a che spartire con la delicata e bizzarra fiaba nerissima già premiata dal pubblico al Torino Film Festival e destinata ancora a far parlare di sé. Nominato all'Oscar nel 2006, è Ryan Gosling (Half Nelson) a prestare il volto al tenero e buffo protagonista di questa strampalata love story.
Il rurale, tiepido Midwest Usa fa da cornice alla vicenda tragicomica del giovane Lars, perdutamente conquistato dalla bella (?) Bianca. La bambola gonfiabile - perché di questo si tratta - realizzata su misura per lui dai maghi di RealDoll.com, inquietante e improbabile (si spera) fabbrica online di camere d'aria antropoidi on demand, costituisce non l'oggetto sessuale ma la vereconda e muta fiancée del nostro, già profondamente disturbato. Segnato da una serie di traumi e fobie sedimentati nel subconscio, infatti, il timido impiegato presenta un giorno ad amici e parenti quella che qualifica come sua affascinante ragazza straniera, di famiglia e indole tradizionalista (dormire sotto lo stesso tetto? Non sia mai!), sfortunatamente paraplegica. Scarrozzare su e giù per il paese la plasticosa coinquilina sarà allora il compito principale dei freschi sposini Gus (Paul Schneider, incredulo e grossolano al punto giusto) e Karin (Emily Mortimer: adorabile, materna, iperprotettiva), fratello e cognata del protagonista, che accetteranno non senza difficoltà la grottesca nuova arrivata nella speranza di riportare l'innamorato impossibile coi piedi per terra.
Il tono sorridente, spesso partecipe e quasi commosso che via via la narrazione assume nell'accompagnare Lars durante il viaggio di ritorno verso la cosiddetta "sanità mentale" (virgolettare è d'obbligo) fa dell'opera prima di Craig Gillespie un ritratto mai boccaccesco, deliziosamente naif, valorizzato appieno da un Gosling innegabilmente in parte nell'abitare la terra di nessuno tra psicosi inoffensiva ed eccentrica normalità. Il cast, dedito a riprodurre tic e nevrosi della tipica cittadina americana sonnacchiosa, un po' bigotta e tanto repressa, ritrae però una comunità sorprendentemente solidale, positivamente terapeutica, consapevole dei propri limiti come delle proprie virtù. Sceneggiatrice altrove cinica e feroce, Nancy Oliver (da Six Feet Under con furore) qui guida lo spettatore con complice affetto e tocco garbato attraverso i quadretti paradossali che legano tra loro personaggi e dolori, drammi e risate in uno script mai davvero banale. La morale agrodolce incalza, è ovvio: ma come fargliene una colpa?

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