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BASTARDI
di Federico Del Zoppo, Andrés Arce Maldonado
Soggetto: Noa Paolotto, Dardano Sacchetti, Lorenzo De Luca
Sceneggiatura: Noa Paolotto, Dardano Sacchetti
Fotografia: Federico Del Zoppo
Montaggio: Eugenio Alabiso, Francesca Bracci
Musiche: Nicolino Matera
Costumi: Giovanna Russu
Interpreti: Franco Nero, Barbara Bouchet, Don Johnson, Pietro Genuardi, Massimiliano Caroletti, Mercedes Henger, Enrico Montesano, Giancarlo Giannini, Eva Henger, Massimo Vanni, Diego Conte, Riccardo Barbera, Randi Ingerman, Terry Schiavo
Produzione: New Light Film
Distribuzione: Onemovie
Nazionalità ed anno: Italia, 2006
Durata: 88'
Data di uscita: 4 gennaio 2008
Sito ufficiale
Le famiglie Iuvara e Patané, accomunate da odio ereditario, si ritrovano contro quando il giovane Luca (Caroletti, produttore esecutivo ed eroe per forza malgrado il fisico) uccide accidentalmente il rivale in amore Alessandro (Conte, neanche tre minuti in scena) in una gara in moto. Per scongiurare vendetta, gli Iuvara sono costretti a rubare per conto di Patané (Johnson) l'antica corona di Re Manfredi. Ma tra bastardi la fregatura è dietro l'angolo...
Il primo titolo italiano del nuovo anno è un segnale preciso e incoraggiante per la crescita del cinema nostrano: d'ora in avanti, infatti, si potrà solo far meglio. Prodotto da Nicolino Matera, celebre impresario di Cicciolina & Moana (nonché autore delle onnipresenti e spesso incongrue musiche) e girato a Trani nell'estate 2006, Bastardi vuol essere sulla carta un omaggio al cinema degli anni '70 (ma fa capolino Ocean's Eleven); la prova dovrebbe essere fornita dal cast di vecchie glorie, ma i risultati sono genuinamente scult.
La fotografia, curata dallo stesso Del Zoppo con abbondanti fuori fuoco, è oltremodo sconfortante nel mettere (letteralmente) in cattiva luce i protagonisti. A farne le spese più degli altri è la povera Bouchet, penalizzata in panni pacchiani da maliarda seduttrice e sempre pronta alla smorfia nel tentativo di rendere sfizioso uno script in cui nessuno sembra credere più di tanto. Difficile d'altronde restare concentrati con la Trevisan, in trauma da post-incidente, che ritrova la memoria a suon di gelati, tra assessori alla cultura e agenti assicurativi accuratamente scollate (Randi Ingerman e la rediviva Terry Schiavo ostentano sfacciatamente la mercanzia), Franco Nero perennemente svagato e la Henger impegnata nella più improbabile delle love stories col succitato Caroletti, il quale sopperisce alla scarsa prestanza fisica con l'ausilio di plateali extensions. Spicca per bruttura la corona di Re Manfredi, oggetto di contesa collettiva, con tanto di foderatura interna in similpelle bordeaux.
In molti si sono tirati indietro per tempo: i registi, originariamente, erano tre, mentre Don Johnson (Miami Vice, parecchi chili fa; imperdibile vederlo doppiato in barese) ha sostituito il defezionante Gérard Depardieu, che parla italiano e deve averci messo poco a capire che aria tirava; idem dicasi per la Ricciarelli. Giannini, viceversa, conferma la dote fuori dal comune di non sottrarsi davanti a niente: micidiali i suoi exploits con il Mac portatile che nemmeno riesce a chiudere.
Al di là dei facili (ma, credeteci, inevitabili) sarcasmi sulla realizzazione, quel che realmente manca a Bastardi per essere un autentico omaggio agli anarchici anni 70 è ciò che non si vede ma si intravede: sesso, sangue, violenza su uomini e donne, amoralità di azioni oltre che di pensieri. Qui l'amoralità è raccontata ma non mostrata, le scollature sono vuoto simbolo odierno e borghese di ostentazione sociale, nessuno si sfiora con un dito e anche la Henger, nella scena dell'aeroporto, sembra prendere duemila precauzioni prima di baciare Caroletti (su cui ci siamo accaniti a sufficienza). Tutto approssimativo ed edulcorato, molto in linea coi nostri tempi e poco con gli anni 70.
In fondo sarebbe bastata un po' di ironia e qualche bottiglia in più di Punt e Mes in più a far digerire il tutto... chi ha scritto la sceneggiatura, Dardano Sacchetti, queste cose dovrebbe saperle bene. È stato lui a insegnarcele.
francescag ha scritto:
francesca non capisco come puo' ancora lavorare un essere come Caroletti il titolo del film appena uscito porta proprio il suo nome,ATTENTI LUI è UNO CHE FA SOLO TRUFFE


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