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LA RONDE – IL PIACERE E L’AMORE

di Max Ophuls

Cast: Simone Signoret, Serge Reggiani, Simone Simon, Daniele Darrieux, Daniel Gelin, Jean-Louis Barrault, Fernand Gravey, Odette Joyeux, Isa Miranda, Gerard Philipe
Nazionalità e anno: Francia, 1950   
Distribuzione: Dolmen Home Video
Edizione: italiano, francese
Sottotitoli: italiano, italiano per non udenti
Audio: dual mono  
Schermo: letterbox 4/3 1.33:1
Durata: 89'
Extra: Note di produzione; Poster originale; Foto dal set; Filmografie.  
Note: Ottimo l'audio, equilibrato ed equalizzato per una perfetta fusione tra suono e voci che escono fluide e prive di grandi imperfezioni. Un suono cristallino, limpido, brillante...  
Bene anche la qualità dell'immagine, con un Bianco e Nero netto, ben definito, compatto, dal buon contrasto, anche se qualche piccola fluttuazione dell'immagine è ancora presente nonostante il restauro.
Il film è proposto nel corretto formato cinematografico di un tempo.
Extra più che soddisfacenti.
Regione: 2
Sito ufficiale:
http://www.dolmenhv.it/ 
Sito ufficiale:
http://www.emik.it/  
Titolo originale: La Ronde

Qualità artistica: Cult
Qualità immagine: Buona
Qualità audio: Ottima
Qualità extra: Discreta/Buona

3 e mezzo
LA RONDE – IL PIACERE E L’AMORE
5

Premio per la miglior sceneggiatura al Festival di Venezia 1950, sempre allo stesso Festival premio anche per la miglior scenografia... un film che si presenta da solo... Uno dei migliori film di Ophuls, elegante, raffinato, ficcante... in questa giostra d'amori e passioni che si svolgono nella Vienna degli inizi del ‘900. Una giostra dell'amore che mette in mostra "il lutto eterno del sesso, la fragilità e l'astuzia femminile, l'egoismo e la credulità maschile"... Max Ophuls non risparmia niente e nessuno in questo caleidoscopico giro che ci fa fare dal testo teatrale "Il girotondo" di Arthur Schnitzler, con un cast d'eccezione che mette in campo le forze migliori del cinema francese: da Simone Signoret a Serge Reggiani, da Simone Simon a Daniel Gelin, da Jean-Louis Barrault a Fernand Gravey, da Odette Joyeux a Isa Miranda, e per finire al mito in assoluto Gerard Philipe.
Una giostra dell'amore che Ophuls ci mostra modo surreale ma reale al tempo stesso, attraverso una regia moderna ed essenziale, senza fronzoli per descrivere la vacua esistenza umana che rincorre con facilità le felicità.... Una felicità effimera che sa di non poter raggiungere ma che si ostina a cercare in "malomodo" senza sapere bene cosa cercare...
Un'umanità non contenta di se stessa ma che si crogiola nel proprio piccolo mondo fatto di piccole bugie e grandi verità che si nascondono tra le pieghe della vita...
Amori... amori diversi tra loro per una panoramica completa di tutto ciò che l'amore può dare... amore a pagamento... amore non amore... amore mercenario... amore senza possibilità... amore ambizioso... amore egoista... amore volubile... amore impossibile... amore senza fortuna, senza futuro...
Un amore che sfida il tempo... ieri come oggi... un secolo fa questo era l'amore... ma ancora oggi è uguale. Forme e tempi differenti ma l'essenza rimane la stessa, come anche le modalità.
Ophuls ci racconta tutto questo con ritmo frenetico senza, però, farci perdere la più piccola sfumatura in questo grandioso affresco (tirato a lucido in questa versione restaurata e con dei brani mancanti dalla versione italiana) che ci immerge in un mondo magico e duro, un mondo che riempie di emozioni e sentimenti che trasudano dalla pellicola con tutta la sensualità che Ophuls immette in modo rarefatto e senza morbosità, ma con eleganza e pacatezza. Una sensualità dolcemente debordante dagli occhi straordinari (e la sua bellezza particolare) di Simone Signoret, dal viso morbido di Odette Joyeux, dalle rotondità di Simone Simon, dal calore di "ghiaccio" di Isa Miranda, dalla gestualità raffinata di Daniele Darrieux... Un film che si costruisce magicamente da solo con questi punti fermi... dove la storie si legano l'una all'altra attraverso dei personaggi che passano di "storia" in "storia". Un'eleganza formale che entra di diritto nel plot narrativo, lasciando un segno indelebile in ciò che si vede sullo schermo...
Un capolavoro di regia... una regia ricca, affascinante, complessa, che fa "ruotare" in una girandola impressionate le storie e la vita. Una regia che si asseta alla fonte primaria del cinema facendo ricorso a semplicità che è sinonimo di grandezza in questo caso... piccoli guizzi di genio che raccordano le varie storie in una sola... Una grandezza che solo Max Ophuls poteva dare...

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