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LA BUSSOLA D’ORO - Colonna sonora originale

di Alexandre Desplat

Track listing:
1. The Golden Compass 2:20
2. Sky Ferry 2:42
3. Letters from Bolvangar 2:32
4. Lyra, Roger and Billy 1:28
5. Mrs. Coulter 5:19
6. Lyra Escapes 3:43
7. The Magisterium 1:58
8. Dust 1:09
9. Serafina Pekkala 1:49
10. Lee Scoresby's Airship Adventure 1:18
11. Iorek Byrnison 5:27
12. Lord Faa, King of the Gyptians 2:18
13. The Golden Monkey 2:03
14. Riding Iorek 4:39
15. Samoyed Attack 1:21
16. Lord Asriel 2:08
17. Ragnar Sturlusson 6:19
18. Ice Bear Combat 2:16
19. Iorek's Victory 1:27
20. The Ice Bridge 1:32
21. Rescuing the Children 2:19
22. Intercision 2:48
23. Mother 3:34
24. Battle with the Tartars 4:29
25. Epilogue 3:32
26. "Lyra" - Kate Bush 3:19

Durata totale: 73:49
Etichetta: New Line Records
Anno: 2007

LA BUSSOLA D’ORO - Colonna sonora originale
3

Il fantasy vive di un paradosso interno. Sulla carta si nutre di assenze di confini, di accumulo di materiale narrativo che può tendenzialmente espandersi all'infinito, di sogni e suggestioni che si autoriflettono come specchi frontali. Ma quando si adatta per lo schermo l'assenza di confini diventa un ostacolo invalicabile. Non solo per le necessarie riduzioni narrative ma perchè necessita di dare corpo a ciò che è pura immagine. Di trasporre il sogno più complesso.
E allora ha bisogno di volti codificati che richiamino atmosfere già presenti nelle memorie degli spettatori, di disarticolarli per standardizzarli nel non-standard. E di musiche che accompagnino il processo e che necessariamente seguano certe regole. Il rischio è quello di ricadere nella monotonia ma soprattutto sul deja-ecoute'. Rischio che Desplat (La ragazza con l'orecchino di perla e Il velo dipinto, con cui ha vinto il Golden Globe) evita abilmente grazie all'uso di un'orchestrazione moderata e mai eccessivamente massiccia accompagnata da soluzioni inattese e da un tocco decisamente "europe" che decisamente non guasta.
L'incipit della title track evita di delineare chiaramente la musical line principale per spostare l'attenzione sull'effetto di entrata nel mondo straordinario; sul tessuto di archi e organo ricama piccole ornamentazioni che ricreano un mondo dai confini molto vaghi e con alcuni lineamenti gotici alquanto inattesi. Il tutto a svantaggio della chiarezza espressiva e della compattezza del lavoro, che nella sua vastità e frammentarietà talvolta sembra perdere la bussola. Ma del tutto a vantaggio della varietà. Desplat per l'ampio spazio a sua disposizione si muove su più fronti, tanto che una tendenza generale è difficilmente rintracciabile: si va da brani sincopati e legati al genere, dove predominano gli archi e le orchestrazioni massificate sempre sottese da un gioco di riverberi che rende il senso di un'atmosfera freddamente glaciale ("Sky Ferry", "Samoyed Attack"), a pezzi che attingono alla tradizione popolare con uso di strumentazione tipica ("Lyra, Roger and Billy") fino a musiche racchiuse da una strumentazione raccolta che puntano più su un'atmosfera psicologica che sulla definizione delle atmosfere di sfondo. È in quest'ambito che Desplat si muove più agevolmente: "Letters from Bolvangar", il brano migliore, pianoforte che disegna linee armoniche eleganti e sospese nel vento circonfuse tra una sottile trama d'archi. Mette fine all'opera la voce di Kate Bush ("Lyra"), pura meraviglia e stupore, chiave d'accesso al fantasy senza stereotipi.

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