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L’AMORE AI TEMPI DEL COLERA

di Mike Newell

Sceneggiatura: Ronald Harwood
Fotografia: Alfonso Beato 
M
ontaggio: Mick Audsley
Musiche: Antonio Pinto
Scenografia: Wolf Kroeger
Costumi: Marit Allen
Interpreti: Giovanna Mezzogiorno, Javier Bardem, Benjamin Bratt, Catalina Sandino Moreno, Hector Elizondo, Laura Harring, John Leguizamo
Produzione: Stone Village
Distribuzione: 01 Distribution
Nazionalità ed anno: Usa 2007
Durata: 132'
Data di uscita: 21 dicembre 2007
Titolo originale: Love in the time of Cholera
Sito ufficiale    
Sito italiano

L’AMORE AI TEMPI DEL COLERA
2

Mike Newell non è uno che va tanto per il sottile. Molto arrosto e poco fumo nei suoi film. Vale a dire molta sostanza narrativa, personaggi solidi e quadrati, e poca introspezione, poca empatia con caratteri e sfumature. Si pensi solamente all'episodio della saga di Harry Potter da lui diretto, Il calice di fuoco, il più sgrezzato, diretto, per certi versi spigoloso. Un curriculum di tutto rispetto quello del regista inglese, ma privo di quelle corde melliflue, sensuali e profonde che invece caratterizzano la latinità propria di Gabriel García Márquez.
"Prima di pronunciare quel ‘È stata tutta un'illusione', l'autore nel libro scrive oltre dieci pagine introduttive, e solo per spiegare quella frase lì", ha detto Giovanna Mezzogiorno spiegando una delle difficoltà del personaggio di Fermina, la vera protagonista della storia. A Newell manca proprio quel qualcosa in più per poter riassumere una narrazione di dieci pagine in dieci fugaci secondi di immagine in movimento. Rispetta la storia, la fa sua, la coccola e la cura con l'attenzione dovuta, ma la svuota, la priva di quella magia che ha reso Marquez uno degli scrittori più amati nel mondo.
E così l'amore impossibile di Florentino Ariza per i grandi occhi di Fermina Daza, frustrato dalla lontananza e dal di lei matrimonio con l'avvenente dottor Urbino, si limita ad essere il motore trainante di un grande affresco in costume, invece che la linfa vitale di un coinvolgimento appassionato e di una straziante partecipazione al dramma di un uomo. I 51 anni, 9 mesi e 4 giorni che passa Fiorentino ad aspettare la sua bella diventano un più o meno interessante ripercorrere le vicende di un paese, la Colombia, attraverso i suoi cambiamenti di abitudini e stili, e attraverso la guerra e le epidemie di colera (queste ultime, a dispetto del titolo, assolutamente marginali nell'economia della storia) che lo devastarono.
L'amore ai tempi del colera vive dello schiacciante paragone con il romanzo dal quale si ispira. Facendo uno sforzo di astrazione, si ritrova comunque una lunga piece teatrale, i cui tre personaggi principali sono tanto bravi, quanto inseriti in una struttura freddina, che tende a mantenere le distanze, a rimanere alla larga da una costruzione esclusivamente sentimentale, preferendo una strada più rigorosa, più formale.
Così, dell'amore ai tempi del colera sapremmo dare un'abbozzata spiegazione teorica, ma non potremmo mai dire di averlo, anche in minima parte, anche illusoriamente, vissuto.

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