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LEONI PER AGNELLI
di Robert Redford
Sceneggiatura: Matthew Carnahan
Fotografia: Philippe Rousselot
Montaggio: Joe Hutshing
Scenografia: Jan Roelfs
Costumi: Mary Zophres
Musiche: Mark Isham
Interpreti: Robert Redford, Meryl Streep, Tom Cruise, Michael Pena, Andrew Garfield, Peter Berg
Produzione: Wildwood Enterprise, Brat Na Pont, Andell Entertainment
Distribuzione: 20th Fox Italy
Nazionalità ed anno: USA, 2007
Durata: 91'
Data di uscita: 21 dicembre 2007
Titolo originale: Lions for lambs
Sito ufficiale
Sito italiano
Soundtrack
"Per quale ideale combatterai, vivrai, morirai?" La domanda risuona nell'aria perentoria, nella sala buia, per tutti gli interminabili novantuno minuti di questo Leoni per agnelli (no, non è una delle solite traduzioni italiane surreali, il titolo suona proprio così), e poi ancora per strada, a film finito, e poi a casa come un incubo, nel ripensare al senso recondito di questo capolavoro del cinema americano moderno che ha sbancato tutti i botteghini oltremare, recitato da un cast "stellare" e così denso di tematiche vive, attuali, impegnate.
Senza dubbio il recensore ha sbagliato l'approccio, ci deve essere un segreto difficile da svelare. E allora partiamo dai fatti. Sei coppie, tre storie intrecciate e parallele ambientate nell'oggi o giù di lì.
Guerra in Afghanistan, una giornalista di lunga esperienza (Streep), forse una ex sessantottina delusa e fallita, viene chiamata da un senatore (Cruise) per un'intervista importante e viene a sapere di un'operazione militare top secret, che a detta del politico sarà un vero e proprio "Blitzkrieg" (guerra lampo) e punirà una volta per sempre i responsabili del 9/11 riportando finalmente la pace e la tranquillità nel mondo. Cosa deve fare questa cronista? Lei non ci crede a questo attacco, messo in atto senza l'approvazione dell'ONU; deve dare la notizia lo stesso in televisione?
Università di Berkeley. Sì, proprio lì dove è nato il Sessantotto. Il professore di storia Malley (Redford) ha un lungo colloquio con uno studente ribelle; il giovane è sfiduciato, arrabbiato, disincantato, non crede più in alcun tipo di ideali. Il nostro professore gli racconta una bella storia, di due suoi studenti, che predicavano i valori morali della coerenza, del patriottismo e dell'uguaglianza; tutte belle parole che i due giovani hanno tradotto in azioni, arruolandosi nell'esercito come volontari.
Montagne sperdute in Afghanistan. La missione segreta americana è scattata. Piccoli gruppi di attacco si muovono in elicottero, stanno per atterrare in un punto ritenuto sicuro e invece.. sorpresa. Questi nemici sono svegli, e tanto cattivi; colpiscono il velivolo, un soldato cade giù in terra ferito, un altro lo segue per aiutarlo, gli altri scappano via. I due eroi si ritrovano soli, immobilizzati e circondati da un nemico invisibile (l' "anders", l'altro sconosciuto e angosciante, quello che compare all'improvviso e fa crollare due torri a Manhattan uccidendo migliaia di persone): sono i due amici inseparabili che erano stati studenti di Malley. Che fine faranno? Saranno salvati dall'esercito americano ipertecnologico? Forse manderanno qualche jet a buttare napalm come in Vietnam, per spazzare via quei cani di afghani? O forse i due soldati moriranno a testa alta come eroi?
Ma allora questo popolo, gli Stati Uniti d'America, governati da gente corrotta e spregiudicata ma anche educato da fior di professori (ne vediamo uno solo ma è un simbolo, o no?) ancora puri, segnati dalla vita e dai compromessi ma convinti che nel mondo ci può ancora essere spazio per giustizia, pace, uguaglianza, è veramente un popolo eroico. Il nuovo modello mitopoietico (creatore di miti e di leggende) per le generazioni del futuro. Ma allora anche John Rambo (del quale sta per uscire un nuovo episodio), in fondo, anche se un po' esuberante, combatte per gli stessi ideali. Vuole liberarci tutti dal Male.
Che dire degli attori? Un pizzico di sofferenza per la Streep, mai così tanto ombra di se stessa. Quando era veramente bella (La donna del tenente francese) non ce n'era per nessuna. Ora con l'età, può essere ancora una grandissima attrice (come ne Il diavolo veste Prada). Un'attrice che rimane e vuole essere un'attrice.
È comunque ancora molto. Tra i molto attori che hanno deciso di diventare autori c'é invece Redford. Di lui sarebbe forse troppo dire che con le sue rughe e il suo sguardo caldo appare come il più grande bluff della storia del cinema. Tanto più cara rimane nella memoria l'immagine patinata e da cartolina di La mia Africa (guarda caso, sempre con la Streep).

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