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AL TFF MOLTE ANTEPRIME MA ANCHE FILM DA RISCOPRIRE

Sono le retrospettive a rendere ancora più interessante il festival. Mentre chiude il concorso un esordio australiano, Noise: pochi soldi ma qualche idea interessante

AL TFF MOLTE ANTEPRIME MA ANCHE FILM DA RISCOPRIRE

Film scomparsi, perduti, ritrovati e da riscoprire. Il Torino Film Festival è anche questo, anzi secondo molti fino allo scorso anno si veniva più per le retrospettive che per il concorso e le anteprime. Anche quest'anno, qua e là, sono stati proiettati alcuni film rarissimi ed importanti da riscoprire: sia all'interno delle retrospettive, dedicate come è noto a John Cassavetes e Wim Wenders, sia in altre sezioni.
Molti i film poco visti di Wenders, come Prima del calcio di rigore, esordio in 35mm del 1971. Di Cassavetes attore invece abbiamo visto Devil's Angels (1967), regia di Daniel Haller, biker-movie forse un po' ingenuo ma che se non si pretende troppo può davvero affascinare. Della sezione, voluta da Moretti, L'Amore degli esordi, abbiamo già parlato riguardo i fratelli Taviani: tra i cinque presentati però il più raro è probabilmente l'esordio di Tinto Brass, Chi lavora è perduto (In capo al mondo), proiettato venerdì e seguito dal consueto dibattito tra il regista ed il direttore del festival. Un film corrosivo, fortemente anti-convenzionale ed anti-clericale: una piacevole riscoperta.  
Viene invece dall'Australia il film che chiude il concorso di questo TFF 25: è Noise di Matthew Saville, thriller esistenziale con diversi riferimenti religiosi. La pellicola parte come un poliziesco classico, con un vagone di metropolitana pieno di morti, un assassino in circolazione ed una sopravvissuta impaurita. Ma l'attenzione si sposta presto su Graham McGahan, agente di polizia, mandato a raccogliere testimonianze o pseudo tali vicino alla zona degli omicidi. Molto efficace nelle parti d'azione, il film soffre ed arranca un po' quando racconta il vissuto quotidiano ed affronta i lati più psicologici. I riferimenti religiosi sono interessanti, ma mai davvero brillanti. Insomma, un prodotto medio di un esordiente australiano.    

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