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AL TFF BAMBOLE GONFIABILI E COMPLOTTI INTERPLANETARI
Le assurde relazioni tra uomini e donne in due film molto diversi, Exodus e Lars and the Real Girl, ed ancora un grande film da La Zona
Cosa succede nel bagno delle donne? Di che cosa parlano? Probabilmente non esiste uomo che non se lo sia chiesto, almeno una volta. Il regista e sceneggiatore Pang Ho-Cheung ha una risposta: le donne complottano per uccidere tutti gli uomini. È questa l'idea di partenza di Ceot oi kap gei - Exodus, proveniente da Hong Kong e presentato Fuori Concorso. Il protagonista è il poliziotto Jim che dopo la deposizione di un voyeur indaga sulla presunta cospirazione: quella che potrebbe sembrare una farsa è però un noir esistenziale e serrato, che sfocia qua e là nel grottesco.
Purtroppo però il film non funziona, è discontinuo, poco efficace, si perde nelle pieghe della narrazione e tutta la parte centrale è decisamente non riuscita. Nonostante i problemi di sceneggiatura, rimangono i primi e gli ultimi venti minuti, ed in special modo l'inizio onirico e trasudante di violenza, pieno di sangue e gratuità del gesto, scene peraltro del tutto scollegate dal resto ma meravigliose.
Subito dopo Exodus, le menti malate dei programmatori del Torino Film Festival hanno deciso di proiettare Lars and the Real Girl (nella foto), altro film che indaga in maniera originale le relazioni tra uomini e donne. È la storia di Lars, timido ed impacciato, che decide di ordinarsi per posta la ragazza ideale sotto forma di bambola di plastica. Anche in questo film, come in altri nordamericani visti fino ad ora, la neve domina ed è importantissima. Presentato in concorso, per vederlo nelle sale italiane bisogna pazientare solo 36 giorni, infatti la DNC lo distribuirà in sala dal 4 gennaio. Ne riparleremo quindi prestissimo.
Della serie ricordiamoci di Joaquin Jordà, a cui il TFF ha dedicato una retrospettiva lo scorso anno, La Zona presenta Bolboreta, Mariposa, Papallona (che altro non sono che le tre parole per dire farfalla in castellano, catalano e gallego). Il film è il ritratto di una piccolo paese in Galizia, visto in particolare attraverso gli occhi dei bambini e degli adolescenti. Girato con maestria da Pablo Garcia Perez de Lara, il film è di una delicatezza sorprendente ed incanta per la sua capacità di "cogliere la vita". Un altro piccolo gioiello ad uso e consumo dei consumatori di festival presentato nella sezione più alternativa (e più bella...) del TFF.


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