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NELLA VALLE DI ELAH

di Paul Haggis

Sceneggiatura: Paul Haggis
Fotografia: Roger Deakins
Montaggio: Jo Francis
Musiche: Mark Isham
Scenografia: Gregory S. Hooper
Costumi: Lisa Jensen
Interpreti: Tommy Lee Jones, Charlize Theron, James Franco, Susan Sarandon, Josh Brolin, Jonathan Tucker, Jason Patric, Rick Gonzalez
Produzione: Blackfriars Bridge Films, NALA Films, Samuels Media, Summit Entertainment
Distribuzione: Mikado
Nazionalità ed anno: USA, 2007
Durata: 120'
Data di uscita: 30 novembre 2007
Titolo originale: In the Valley of Elah
Sito ufficiale        
Soundtrack

NELLA VALLE DI ELAH
4

L'America guarda se stessa. Alcune cose che vede vanno bene, altre possono essere cambiate. Paul Haggis con In the Valley of Elah ci mostra la sua personale riflessione su cosa siano diventati e  dove stiano andando gli Stati Uniti post 11 settembre: il suo sguardo si mantiene al di sopra delle parti ed è sincero, paterno, tagliente. Il sentimentalismo, declinato quasi sempre nell'amor patrio, si palesa a tratti ma non inquina mai il classico rigore della sceneggiatura, che ancora il film nei confini del genere.
Il biblico gigante Golia attraversa ogni giorno la valle di Elah, e va a compiere una strage tra i nemici. Il giovane David viene mandato a combattere questo mostro armato soltanto di cinque pietre da suo padre, il re Saul. È il coraggio l'arma più potente, quella che permette a David di restare immobile, fissare il nemico negli occhi e vincerlo, tirando una singola pietra con la fionda. Una storia antica, e senza ombra di dubbio vera per  Hank Deerfield (Tommy Lee Jones), tenente dell'esercito in pensione cui è stata comunicata l'assenza ingiustificata dalla base militare del figlio Mike (Jonathan Tucker), militare anch'egli, appena rientrato nel New Mexico da una missione in Iraq.
Hank si mette con calma alla ricerca del figliolo. Lo stile di vita militare fa ancora parte dei suoi comportamenti quotidiani, il metodo che sta dietro ogni gesto è il suo compagno più fedele, e, inconsciamente, il suo rifugio. Ma il mondo non è più come lo ricorda Hank, molte cose sono cambiate anche nell'Esercito, come gli comunica il giovane ufficiale della base militare di Fort Rudd (lasciandoci nel dubbio se siano cambiate in meglio o no) dove Mike non ha mai fatto ritorno. Il mondo che irrompe e sconvolge la sua tranquilla routine è un luogo che Hank stenta a riconoscere, popolato da troppi giovani, ragazzi e ragazze, profondamente segnati dalla permanenza in Iraq, perché tante cose orribili hanno visto e compiuto, che una volta a casa non riescono a dimenticare. Il coraggio da solo non basta più, e della storia di David e Golia resta soltanto un padre, gli Stati Uniti, che manda i propri figli a combattere il nemico senza le armi adatte per sconfiggerlo, e, forse, anche senza rimorsi, suggerisce il film.
Haggis esplora un paese che volge progressivamente allo sbando, usando anche inserti di materiale video, i filmati girati dai soldati con il telefonino, in modo perfettamente funzionale, mai gratuito, evitando che prendano "possesso" del film come avviene in Redacted di De Palma.
Ma c'è di più. C'è il coraggio di portare i propri personaggi a chiedere aiuto, a comprendere che no, non va tutto bene, che è necessario ammettere di avere bisogno di un padre che li guidi. E poi c'è il coraggio di Haggis di realizzare una sceneggiatura che nessuno voleva toccare, riuscendo persino a mostrare qualcosa - una lacera bandiera rovesciata - che nel suo paese è inaccettabile.
Susan Sarandon è Joan, la madre di Mike; Charlize Theron è Emily Sanders, ispettore della polizia locale che prende in mano il caso, spinta più dal proprio personale senso di giustizia che dal dovere, Jonathan Tucker - anche interprete della sorprendente serie televisiva di Haggis The Black Donnellys - è Mike.

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