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LA MUSICA NEL CUORE – AUGUST RUSH

di Kirsten Sheridan

Sceneggiatura: Nick Castle e James V. Hart
Fotografia: John Mathieson
Montaggio: William Steinkamp
Musiche: Mark Mancina (Tema principale del film: Hans Zimmer)
Scenografia: Mario Ventenilla
Costumi: Frank L. Fleming
Interpreti: Freddie Highmore, Keri Russell, Jonathan Rhys Meyers, Terrence Howard, Robin Williams
Produzione: Southpaw Entertainment in associazione con CJ Entertainment
Distribuzione: Medusa
Nazionalità ed anno: USA, 2007
Durata: 100'
Data di uscita: 30 novembre 2007  
Titolo originale: August Rush
Sito ufficiale

LA MUSICA NEL CUORE – AUGUST RUSH
2 e mezzo

Miracoli del Dna e delle commedie sentimentali. Che permettono a due giovani musicisti di amarsi all'istante e nello stesso di generare un piccolo genio della prima arte. Darwin avrebbe applaudito davanti all'esempio di evoluzione della specie di cui si fa rappresentante La musica nel cuore (originariamente intitolato August Rush, in italiano scalato a sottotitolo) di Kirsten Sheridan (figlia del più noto Jim), che in un'armonia perfetta migliora i talenti e i sentimenti.
In una notte newyorkese di luna piena, la bella violoncellista americana Lyla (Keri Russell) e il fascinoso cantautore pop irlandese Louis (Jonathan Rhys Meyers) si incontrano su una terrazza durante una festa. È tripudio di bellezza: si piacciono, si amano e procreano. All'insaputa di lui, naturalmente, perché i due non hanno più modo di rivedersi. Lyla dà alla luce il bebé che tuttavia il padre di lei considera un possibile ostacolo alla carriera da concertista della figlia e le fa credere che sia morto appena dopo il parto. Passa il tempo ma il desiderio di incontro tra i due non cessa, così come il dolore di lei per la perdita del figlio (Freddie Highmore), che nel frattempo - credendosi orfano - vive come tale, da novello eroe dickensiano con patria a New York. Orfanotrofi, strani incontri, finché si scopre enfant prodige della musica. Ma "Solo alcuni di noi sanno ascoltare", gli rivela il trucido "mago" ex rocker (Robin Williams), battezzandolo August Rush e, intuendone lo straordinario talento musicale, lanciandolo nella carriera di chitarrista on the road.
Attraverso le armonie della musica e la forza che questa riesce a profondere ("La musica è sempre intorno a noi. Basta saper ascoltare") il piccolo August si convince di non essere orfano e di poter ritrovare "magicamente" i suoi genitori. Formulata detta consapevolezza, il film procede verso un'ovvia convergenza a tre, tra mancati incontri e incredibili coincidenze. La scontatezza del finale - tuttavia - non indebolisce gli elementi per cui il lavoro della Sheridan è da considerarsi buono.
Si tratta infatti di un film che, seppur furbo e ammiccante specie nelle scelte dei tre protagonisti, riesce a soddisfare le attese del proprio genere, che si propone anzitutto di emozionare il pubblico. Non è difficile, certo, farlo con il faccino del giovanissimo e talentuoso Freddie Highmore (il bimbo di Neverland con Johnny Depp) nè con la bella presenza di Keri Russell o prestanza di Jonathan Rhys Meyers ma pur avvalendosi di questi attori, la pellicola avrebbe potuto fallire miseramente, lasciando la consueta patina dolciastra come la maggior parte delle commedie sentimentali di questi tempi. Invece lavora con intelligenza sul quarto vero protagonista - la musica - permettendole di agire con disinvoltura negli interstizi della sceneggiatura e di far "vibrare" il plot, oltre che "funzionare". Pochi i tempi morti, diverse le battute d'umorismo, buona la capacità di sequela in parallelo delle tre vite. Non si è di fronte a un'opera memorabile ma a un più che discreto lavoro di intrattenimento consapevole di essere sostanzialmente una fiaba dei nostri tempi.

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