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AL TORINO FILM FESTIVAL DI TUTTO E DI PIÙ
Una figlia affettuosa che fa un documentario sul padre; il regista di Casper realizza un film intelligente; Moretti che dialoga con i Taviani...
Ve lo ricordate Casper? Quel fantasmino sempre divertito, che nella versione italiana aveva una voce da ebete e che era spalleggiato da una giovanissima Christina Ricci? Il regista di quel capolavoro del genere fantasma-adolescenziale era Brad Silberling, che 12 anni dopo per fortuna nostra (e del Cinema) ha deciso di dedicarsi ad altro: nella fattispecie, a 10 Items (Massimo 10 pezzi). Presentato in anteprima al TFF, il film è una divertente commedia con l'eterno Morgan Freeman, perfettamente adeguato nel ruolo di sé stesso, ed una quanto mai affascinante Paz Vega, cassiera di supermarket di periferia che passerà un po' per caso un po' per gioco una giornata con l'attore famoso.
Il film è retto dalla recitazione dei due, il ritmo c'è e nonostante la faciloneria di alcuni passaggi si ride di gusto. Ancora Fuori Concorso abbiamo visto Doc, documentario in salsa jazz che racconta la vita poco ordinaria di Harold Louis "Doc" Humes (1926-1992), scrittore, regista, fondatore della "Paris Review" e novello Socrate nel tempo libero. Un personaggio indubbiamente affascinante, che la figlia-regista ha la capacità di restituirci nelle sue luci ed ombre, nei momenti in cui si trovava sulla cresta dell'onda ed in quelli di follia. Il film è in prima mondiale, per un TFF che quest'anno attinge a piene mani dal meglio della produzione cinematografica già passato in altri grandi festival (Cannes, Berlino, Locarno ecc ecc).
Passato il giro di boa di mezzo festival, possiamo spendere qualche parola per il divo-direttore di Torino 2007, Nanni Moretti. Che non ci avrebbe messo solo la firma, lo aveva già annunciato nella conferenza stampa romana. Ed infatti Moretti ci mette sicuramente anche la faccia: sia in giro per le sale e nei dintorni, sia negli incontri, come quelli per L'amore degli inizi, la nuova sezione che ha creato. E così dopo Rosi, è toccato a Paolo e Vittorio Taviani confrontarsi (dopo la proiezione appunto del loro film d'esordio, Un uomo da bruciare) con il Nanni nazionale, che fu anche giovane attore nel loro Padre padrone. Ma non è stato un incontro tra vecchi amici, piuttosto l'occasione per i registi pisani di fare il punto sul loro cinema e di ricordare il lontano esordio, specialmente nel rapporto con Valentino Orsini (co-regista) e Gian Maria Volontè. Insomma, un Moretti versione arena Sacher estiva per la gioia del pubblico che affolla la sala 1 del cinema Massimo.


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