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SEMPRE PIÙ NEL VIVO IL TORINO FILM FESTIVAL

Le sorprese vengono dal Canada: The Tracey Fragments e Away from her , con due grandi attrici.

SEMPRE PIÙ NEL VIVO IL TORINO FILM FESTIVAL

Al Torino Film Festival succedono molte cose. Per esempio al Circolo dei Lettori, situato all'interno di un'elegante palazzina nel centro di Torino, si svolgono le conferenze stampa e le presentazioni di libri. In due giorni abbiamo festeggiato il decimo compleanno di un festival in piena salute (il Future Film Festival di Bologna) e la morte e resurrezione, sotto dubbie spoglie, di un altro (l'Alba Film Festival), che cambia direzione artistica dopo l'addio di Luciano Barisone e Carlo Chatrian. Un futuro incerto in quest'ultimo caso.
Ma non siamo qui per parlare di altri festival, ma di questo. E di film come Song di Antoine Barraud, uno dei quei giovani francesi acclamati nei festival di tutto il mondo. Quest'ultima opera, in prima mondiale a Torino, è a metà tra il reportage allucinato da Taipei e Tokyo ed un tentativo di ricostruire i rapporti con le donne del protagonista Julien (interpretato dal regista stesso). Un personaggio complesso e misterioso, un film per cinefili puri.
Più aperto a diversi generi di pubblico, ma altrettanto sperimentale e d'avanguardia, è The Tracey Fragments, presentato Fuori Concorso, del canadese Bruce McDonald. È la storia di una ragazzina 15enne, la meravigliosa Elle Page (nella foto) vista in Juno alla Festa di Roma, alle prese con una famiglia problematica e la difficoltà di essere adolescenti. Il film è in multi-frame: sullo schermo contemporaneamente ci sono diversi piccoli riquadri, che talvolta raccontano la stessa situazione da punti di vista differenti, o altre volte sono sfasati temporalmente. Come dice il regista stesso, "la tecnica dello split screen è la modalità costruttiva dell'intero film". 
E sempre dal Canada, questa volta in concorso, arriva un'altra gradita sorpresa. Si tratta di Away from her, dell'attrice Sarah Polley, qui alla priva prova da regista in un lungometraggio. Il film è uno struggente saggio sulla malattia (l'Alzheimer) e sulla difficoltà di accettare che colei che si ama possa ammalarsi. La protagonista femminile è interpretata da Julie Christie, semplicemente eccezionale. I colori del Canada, con la neve e la luce che entra dalle grandi finestre, creano un'atmosfera unica. Fortemente consigliato a chi si lascia ancora coinvolgere, ammaliare ed incantare dal cinema lo vedremo presto su questi schermi distribuito da Videa-CDE.

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