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MASTERS OF HORROR – VOLUME UNO

di AA. VV.

Cast:
Incubo mortale (Cigarette Burns) di John Carpenter: Norman Reedus, Udo Kier, Gari Hetherington, Chris Britton, Zara Taylor, Christopher Gauthier, Douglas H. Arthurs, Colin Foo, Gwynyth Walsh
Strada per la morte (Pick Up Me) di Larry Cohen: Fairuza Balk, Warren Kole, Michael Moriarty
Jennifer (Istinto assassino) di Dario Argento: Steven Weber, Carrie Anne Fleming, Brenda James Harris
Homecoming - Candidato maledetto (Homecoming) di Joe Dante: John Tenney, Robert Picardo
Panico sulla montagna (Incident On and Off A Mountain Road) di Don Coscarelli: Bree Turner, Ethan Embry
Leggenda assassina (Deer Hunter) di John Landis:  Brian Benben, Anthony Griffith
Nazionalità e anno: USA, 2005
Distribuzione: 01 distribution  
Edizione: italiano, inglese
Sottotitoli: italiano per non udenti
Audio: dolby-digital 2.0
Schermo: widescreen anamorfico 1.78:1
Durata: 56'30";  55'47"; 56'05; 55'40"; 56'38"; 56'23"
Extra: Sei dischi per 6 film di questo primo cofanetto della serie che in tutto prevede 2 cofanetti per un totale di 13 film. I contenuti speciali sono assenti.
Note: Prodotto di grande qualità nel suo insieme. Audio potente e ben equilibrato grazie ad una buona equalizzazione dei toni e dei livelli. Un suono nitido e limpido,  possente e poderoso, quello originale ma anche quello in italiano non è da meno.
Buona anche la qualità video dai colori brillanti e nitidi, ben contrastati, che non fa perdere nulla delle atmosfere dei film. Un'immagine pulita che non presenta alcun problema di digitalizzazione, grazie ad un'alta qualità del lavoro fatto 
Corretto il formato cinematografico con il quale il film è stato riversato su DVD.
Extra assenti... ma è chiedere troppo alla "vita"...
Questo cofanetto vede la prima della serie, il secondo cofanetto, di prossima uscita, completerà questo omaggio dei maestri del genere...
Regione: 2
Sito ufficiale:
http://www.01distribution.it/
Titolo originale: Masters of Horror

Il sito da noi consigliato per l'acquisto del DVD è multiplayer.it

Qualità artistica: Buona
Qualità immagine: Ottima
Qualità audio: Buona/Ottima
Qualità extra: N.G.

4
MASTERS OF HORROR – VOLUME UNO
3 e mezzo

Serie composta in tutto da 13 mini film di circa 60 minuti ognuno che si aggirano nei dintorni e nei meandri dell'horror. 13 maestri del genere che si sono cimentati in questa operazione di forte impatto e grande fascino. 13 opere che sono delle piccole pietre miliari del genere, 13 autori che vogliono ridare nuova linfa ad un cinema sempre più trash e sempre meno colto e raffinato. Opere eleganti, splatter, grandguignolesche che esplorano gli abissi più profondi della mente umana... In questo primo volume ne sono presenti 6... In un tourbillon di storie diverse tra loro ma sempre tese e ricche di sorprese che "catturano" anche lo spettatore più scettico. Certo non tutte offrono la stessa qualità, ma nell'insieme è un'operazione robusta e significativa.

Incubo mortale di John Carpenter
Cinema nel cinema, un cinema che inghiotte e non provoca solo "paura" nel vederlo ma che si nutre dell'anime stesse degli autori, degli attori, degli spettatori... di chiunque venga coinvolto "dalla" pellicola. Un raro esempio di come si possa raccontare cinema nel cinema e non essere banali, ma, invece, di dare spazio alle fantasie più bizzarre e ricche di tensione... citazioni su citazioni per un film colto e raffinato dove Carpenter crea una struttura libera dove si muove a suo piacimento e perfettamente a suo agio nel creare un storia che va oltre i confini di ciò che la mente può concepire. Un film che dalla pellicola va su altra pellicola in un gioco infinito di matrioske russe, dove non si ha mai fine... Una pellicola che parla della ricerca di un'altra pellicola, una pellicola che porta con se una maledizione: chiunque la veda muore, o se gli bene rimane ossessionato per sempre dalla stessa. "La fin absolue du monde", questo è il titolo del film. Un film proiettato poche volte che però un grande collezionista (Bellinger) di opere filmiche vuole a tutti i costi e che incarica l'esperto Kirby di trovare l'unica copia ancora in vita, dopo che sono state tutte bruciate le altre. Il ragazzo è dubbioso di lanciarsi in questa folle ricerca, ma portato dal bisogno di soldi alla fine accetta. Un background fatto di dolore e di morte accompagna Kirby: la sua donna si è suicidata ed il padre di lei rivuole dei soldi che gli presto tempo prima...
La storia demonizza l'autore de La fine assoluta del mondo, Backovich, un regista maledetto che in qualche modo semina senza volerlo distruzione e caos. Lui stesso è stato vittima del film sino al suicidio...
Il concetto è se il cinema, e quindi un film, possa essere portatore di morte o di vita... Questo è l'amletico dubbio... Vivere o morire? Oppure essere ossessionati sino alla follia? Questa è la terza via... Come il critico che da anni continua a scrivere sempre e solo la recensione di questo film... parafrasi di critici che sono bloccati su idee e ossessionati dalla scrittura... parafrasi di registi ossessionati da se stessi.

Strada per la morte di Larry Cohen
Intenso e geniale. Con queste due semplice parole si può definire questo film di Larry Cohen che si aggira nel mondo dei serial killer in modo magistrale e grottesco, dove due serial killer ingaggiano una dura battaglia "territoriale" per definire il loro "territorio". Non possono tollerare invasioni di nessun genere. Da una parte c'è un camionista che vede invaso il suo territorio di caccia, dall'altra un vagabondo che non ha territori propri, ma che vede il mondo come il suo immenso e sterminato luogo di caccia per le sue vittime. Una battaglia dove i due si studiano all'inverosimile e dopo aver fatto fuori svariati innocenti (ma esistono gli innocenti poi) si concentrano sull'unica superstite, che viene usata per capire bene le mosse l'uno dell'altro.
La povera ragazza, contesa dai due, cerca in tutti i modi di "portare a casa la pelle"... e quando sembra che ci riesce... una brutta, ma veramente brutta sorpresa l'aspetta... ma anche i due Serial Killer non se la vedranno molto bene...
Ironico, grottesco, divertente, con personaggi azzeccati all'inverosimile. Con un andamento divertente e frizzante che tiene sempre sulla corda, senza esclusioni di colpi di scena e con un ritmo frenetico che fa venire la voglia che il film duri 2, 3 volte di più per capire bene tutti i meccanismi e rendere all'infinito questo gioco perverso dei due serial killer, come anche l'anima e i sentimenti che muovono la ragazza a cercare di "tenere cara la vita" (perché vale e tanto)...
Larry Cohen da vita ad un film energico, robusto con momenti di grande tensione ma anche di divertimento allo stato puro, rendendo tutto macchiettistico (ed è questo uno dei punti di forza del film) facendo ruotare tutto all'eccesso, evitando, però, inutili ridondanze stilistiche e di grammatica... un ottimo prodotto che deve essere visto...
Per ultimo... non accettate passaggi da camionisti... ma non caricate neanche autostoppisti... ne va della vostra vita.. quindi cosa fare? Farsi i fatti propri e basta...

Jennifer (Istinto assassino) di Dario Argento
Peccato, ormai il maestro romano da tempo non trova più lo smalto dei tempi migliori, affondato nel mestiere e nella stanca ripetizione del suo modo di intendere l'horror. Ha si una bella vena erotica (la "Mostra" e i belli), ma tolto questo sottile erotismo il film è ripetitivo di cliché e di storie che sanno di deja vù senza via di scampo. Un film ingrigito anche da una regia stanca e troppo anni '70, che dimostra come Argento non abbia saputo stare al passo con i tempi e cercare di rimodellare il suo cinema con quello che di nuovo è apparso nel frattempo. Peccato, ancora una volta, perché nei rari momenti in cui ci mette il cuore e l'anima, si avverte che ha ancora molto da scrivere e da filmare, ma rimangono momenti isolati  e delle piccole perle che non riescono a dare corpo completo al filmiche rimane un po' sfilacciato e poco incisivo... La ragazza che viene trovata e salvata dal detective e che poi si svela essere deformata in volto è uni topoi classici di Argento, come anche quello che la ragazza in se nasconde una furia omicida e maledetta senza che ne sia cosciente (apparentemente) sino a diventare un problema per il "suo protettore"... come era stato d'altronde per quello precedente, ed ancora, ancora... una ragazza, Jennifer, che non eguali nel mondo e che vive nel suo mondo fatto di sesso animalesco e che lo porta a nutrirsi di ogni tipo di carne, anche quella umana... residuo di un mondo arcaico che non esiste più. Una creatura unica, ma non accettata dal mondo per la sua diversità. Tema della diversità che è un altro grande classico di Argento, ma che il regista romano, in questo caso, non affronta sino in fondo, liquidando il tutto in pochi momenti felici e molta noia...

Homecoming - Candidato Maledetto (Homecoming) di Joe Dante
Forse  insieme a quello di Cohen e Carpenter il migliore dei sei. Una lotta a tre per la palma del migliore che non sappiamo bene a chi darla, ma certo questo di Joe Dante (che omaggio spudoratamente e con classe George Romero -ad un certo punto su una delle tombe è inciso il nome del grande Romero-) forse la spunta di un'incollatura sugli altri due per il suo senso del grottesco, dell'ironia, dell'omaggio, ed infine della forte connotazione politicamente scorretta che spesso "invade" i film del grande Dante... In un mondo dove la guerra insanguina gli Stati Uniti, dove più dei reduci che tornano si vedono arrivare dal Medio Oriente, tante bare dei bravi ragazzi americani che sono andati a difendere il loro paese con l'inganno, con le "turbe" del Presidente verso le armi di distruzione di massa (non trovate neanche qui!!!), con le mamme e i parenti che chiedono il perché della morte dei loro cari per una guerra senza senso e senza alcun valore. Ed è in questa situazione di "rancore" che i militari morti tornano come zombi per dire la loro... non vogliono mettere paura, ne impossessarsi del mondo ma solo "avere il diritto al voto" per esprimere il loro dissenso verso quell'amministrazione folle e dissennata. Dopo che il Presidente e il suo entourage sono contrari alla fine decidono di farli votare, anche perché dopo che un soldato/zombie è riuscito ad arrivare al voto è morto... Quindi farli votare è l'unico modo per toglierli di torno... Ma chiaramente il Presidente sta perdendo le elezioni, ed è così che il suo "stato maggiore" decide di falsificare il voto elettronico, non sapendo però, che le vittime dell'Irak, a questo punto, chiameranno i rinforzi!!!
Straordinario esempio di come si possa fare cinema di genere nel contempo criticare aspramente la società e la politica nella quale si vive. Un tocco magistrale quello di Dante che da linfa nuova ad un genere sempre in cerca di nuove "frontiere" e questo Homecoming ne è un esempio lampante di come si possa "rigenerare il genere". Un piccolo capolavoro di punteggiatura e di raffinata finitura di cesello, dove tutto ciò che viene detto è reso esplicito con le immagini, dove le poche parole tagliano più dei lunghi coltelli, ma dove le parole possono diventare fasulle e quindi ritorcersi contro...
Un mondo dove non si sa più se i vivi sono vivi e gli zombi sono morti, tra chi detiene il potere e non, tra chi si batte per la giustizia e non... Un mondo folle dove debbono "ritornare dall'aldilà" per farci ri/trovare la retta via smarrita... Imperioso e fulgido esempio di grande cinema con pochi soldi e molte idee...

Panico sulla montagna (Incidente On and Off A Mountain Road) di Don Coscarelli
Se avete un marito (od anche moglie o partner) patito del survivor, che imbraccia ogni tipo di arma, che si diverte a passare tutto il tempo "a tracciare il perimetro" contro delle invasioni non meglio specificate, forse, dopo aver visto questo film, fareste meglio a non odiarlo, e a dargli retta... alla fine una "buona educazione paramilitare può sempre tornare utile...".
Forse uno dei meno riusciti questo Panico sulla montagna, che alterna buoni momenti ad altri meno, che ha una buona partenza, una parte centrale prima frenetica e poi troppo lenta, ed un finale degno della migliore attenzione. Quindi un film sbilanciato che va avanti a strappi senza un linea "costante".
Per il resto dobbiamo constatare che forse tra tutti e sei gli episodi è quello maggiormente horror di tutto, che prende il genere e lo rispetta in modo molto ma molto corretto, forse troppo corretto rimanendo imbrigliato troppo negli schemi e e negli stilemi del genere, senza avere mai dei guizzi ironici e grotteschi che lo portano ad essere qualcosa di più. Forse l'unico momento grottesco è proprio il finale, del quale non diremo nulla per non togliere nulla alla visione.
Di fatto siamo sempre nella grande provincia americana, in mezzo ad alte montagne, boschi e strade desolate notturne, quando la bella Ellen, con la sua automobile, va a tamponare un'altra macchina ferma tra la strada e la zona di sosta. Rimane per un po' priva di sensi ma a ridestarla sono dei rumori che vengono oltre il guard-rail. La donna si affaccia e vede un mostra dalla fattezze gigantesche trascinare un'altra donna: l'uomo si chiama "Faccia di Luna" per il pallore della sua pelle. Inizia così un inseguimento mortale che finisce con la cattura di Ellen. Ma la donna, memore degli insegnamenti del marito riuscirà a non essere inerte ma a combattere per la sua vita...
Come finirà???

Leggenda assassina (Deer Hunter) di John Landis
Se mai, in un futuro remoto o prossimo vi capita di incontrare una bellissima donna indiana (nativa d'america) vi consigliamo la massima prudenza... ma la massima... si potrebbe rivelare un osso troppo duro per voi... e tenete il vostro "piripicchio" ben stretto nella patta dei pantaloni per non vederlo spezzato come un ramoscello, ma non d'ulivo (portatore di pace), ma un ramoscello qualsiasi...
Ma si sa sono leggende dei nativi americani.... Ma forse un po' di cautela è sempre meglio averla... Anche perché avere qualche attimo di Grande" sesso per poi avere la morte eterna non vale la pena... ma non tutti la pensano così... perciò quando vedono avvicinarsi questa sorta di dea della bellezza (che è poi la dea dei cervi, infatti è per metà donna e per metà cervo -parte superiore donna, parte inferiore donna-) non possono fare a meno di seguirla rapiti da tale abbacinante bellezza per poi farsi calpestare dagli zoccoli dei piedi di cervo della donna che li riduce ad hamburger, dopo qualche momento di bel sesso...
Sui fattacci indaga un detective orma declassato ad "indagare" sui problemi con gli animali, che, trovandosi con questa donna metù umana e meta animale, torva la sua giustificazione di essere...
Ma John Landis, ormai arrugginito, sforna un prodotto mediocre, senza la sua solita causticità e quella sottile vena di ironia e di divertimento allo stato puro  che da sempre segnano in positivo il suo cinema, prendendosi troppo sul serio. Poi degli attori abbastanza scarsini (mentre negli altri episodi dobbiamo fare un plauso anche agli attori, sempre all'altezza), un plot troppo elementare, una sceneggiatura semplificata al massimo, senza dei grandi momenti topici, combinano il resto: ovvero il peggior film di questa prima parte di "Masters of Horror". Non vale a niente delle autocitazioni verbali (vedi Un lupo mannaro a Londra), come anche la bellezza dell'interprete della dea cerva a risollevare le sorti di un film che affoga nella mediocrità più assoluta... La fine di un grande regista che affonda nel suo stesso modo di fare cinema, che qui risulta inafferrabile ed impalpabile...

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