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LEZIONI DI CIOCCOLATO

di Claudio Cupellini

Sceneggiatura: Fabio Bonifacci con Christian Poli
Fotografia: Giovanni Cavallini
Montaggio: Danilo Torre
Musiche: Teho Teardo
Scenografia: Alessandro Vannucci
Costumi: Sonu Mishra
Interpreti: Luca Argentero, Violante Placido, Neri Marcorè, Hassani Shapi, Monica Scattini, Francesco Pannofino, Vito, Josefia Forlì, Matteo Oleotto, Rolando Ravello, Ivano Marescotti
Produzione: Cattleya
Distribuzione: Universal
Nazionalità ed anno: Italia, 2007
Durata: 99'
Data di uscita: 23 novembre 2007    
Sito ufficiale

LEZIONI DI CIOCCOLATO
1 e mezzo

Costretto da una serie di circostanze tragicomiche a fingersi immigrato egiziano votato alla nobile arte dolciaria, il perfido geometra Mattia (Luca Argentero, ormai da un paio d'anni magicamente affrancatosi dal torbido passato defilippiano) gestisce per forza di cose una doppia vita. Da un lato resta infatti l'italianissimo professionista edile, votato per natura all'inciucio, che economizza sulla qualità dei mattoni e persino sulle impalcature; dall'altro sa però trasformarsi all'occorrenza nel giovane gourmet cairota dedito all'apprendimento della difficile quanto saporita disciplina del cioccolato. Tenete a portata di mano lo spazzolino: forte rischio carie.
Quando il suo operaio Kamal (Hassani Shapi, autentico cavaliere Jedi della scuderia Lucas in una reincarnazione precedente) resta ingessato quasi integralmente in seguito alla tragica caduta dal tetto di un casale in costruzione, infatti, pur di non farsi denunciare Mattia è pronto a concedere qualunque cosa. Nessuno però, al suo posto, potrebbe aspettarsi l'improbabile richiesta avanzata dall'infortunato: non avendo alcuna intenzione di perdere il prezioso posto ottenuto al ciclo di lezioni di cioccolato perugine, che pongono in palio il bottino necessario ad aprire una vera pasticceria, l'indefesso lavoratore imporrà al capo di prendere il suo posto, permesso di soggiorno compreso. La bevanda degli dei, il codino di Neri Marcorè (imitazione di se stesso?) e gli occhioni di Violante Placido (ahinoi, imitazione di non si sa che) faranno il resto.
È ovvio, siamo in pura zona romantic comedy: zuccheri a volontà si spandono quindi fuori e dentro i tegami, imbottendo l'aria stessa di buoni sentimenti e calorie in eccesso. La vasta, grave tematica immigrazione-lavoro in nero si appiattisce perciò su toni soft da rete ammiraglia o giù di lì (ci aspetteremmo un Lino Banfi in agguato dietro l'angolo). Questo primo lungometraggio del Cupellini di 4-4-2 trabocca di melassa, in effetti, frutto di una tra le più imponenti operazioni di piazzamento del prodotto che si ricordi: la celeberrima industria del Bacio ha coerentemente spalancato le porte e il portafoglio, facendo sorgere in platea una pericolosissima acquolina in bocca e un sovrappiù di carenza d'affetto. Controindicazioni? Astenersi diabetici, realisti e cuori di pietra.

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