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ECCEZZZIUNALE VERAMENTE - CAPITOLO SECONDO... ME
di Carlo Vanzina
Soggetto e sceneggiatura: Diego Abatantuono, Carlo Vanzina, Enrico Vanzina
Fotografia: Claudio Zamarion
Musiche: Federico De Robertis
Montaggio: Raimondo Crociani
Scenografia: Rita Rabassini
Costumi: Patrizia Chiericoni, Florence Emir
Interpreti: Diego Abatantuono, Carlo Buccirosso, Ugo Conti, Mauro di Francesco, Luigi Maria Burruano, Tony Sperandeo, Nino Frassica, Anna Maria Barbera, Sabrina Ferilli
Produzione: Alessandro Fracassi, Media One Entertainment
Distribuzione: 01 distribution
Nazionalità ed anno: Italia, 2005
Durata: 108’
Data di uscita: 20 Gennaio 2006
2
Donato, Tirzan e Franco vent’anni dopo il primo Eccezzziunale veramente. Donato, dopo un esilio volontario di venti anni in Spagna, torna in Italia scoprendo d’avere un figlio… interista. Tirzan, dopo un incidente con il camion è finito in coma e, svegliatosi vent’anni più tardi, ritrova la moglie convivente con un altro uomo ma, soprattutto, ha scordato la Juventus. Franco, durante una trasferta del Milan, trova una valigetta piena di soldi: li ruba, ma sono soldi di mafia.
Quarto film del neo filone vanziniano di recupero di quel cinema popolare ottantino, oggetto di sculto e amore incondizionato, i cui dialoghi sono divenuti segni di comunicazione e riconoscimento. Ma se Le barzellette era un aggiornamento di un incredibile e delirante filone, il barzelletta-movie, lustrato a dovere e con attori di certa levatura, se La mandrakata era un seguito-remake e Il ritorno del Monnezza un’abile strategia di marketing, Eccezzziunale veramente - capitolo secondo… me e’ un oggetto misterioso. Ciò che sorprende fin dalle prime immagini è la coerenza assoluta con una marca stilistica, quella della commedia disimpegnata post-pecoreccia, accettandone in pieno schemi e limiti, pregi e difetti. Eccezzziunale 2 sembra una pellicola ritrovata misteriosamente in qualche scantinato d’una società di produzione scomparsa, una reliquia sommersa da polvere e dimenticata. La coerenza al genere è incondizionata e programmatica e la marca stilistica si piega ad esso: l’uso della celeberrima canzone di Abatantuono sui titoli di testa come nel primo episodio è simbolica e la fedeltà alla linea permane con rigorosa logicità anche nell’approssimazione della messa in scena, nell’uso del fuori-sync e di tempi e di strutture lontani. L’umorismo si adegua, utilizzando forme spontanee e pauperistche che toccano le corde del ricordo e del popolare, lontani da regole scolastiche che scandiscono il ritmo e i tempi di sceneggiatura per far scaturire la risata al tempo giusto dello spettatore, tanto che certe battute sono flashback poco comprensibili dalle giovani generazioni. Perfino il calcio resta sullo sfondo, lasciando ad Abatantuono piena libertà d’azione. D’altra parte, il cult è un genere particolare, spontaneo, insensibile alle regole e alle pianificazioni. Il suo status lo acquisisce nel tempo, fregandosene di ogni discorso o della carta stampata. E se Eccezzziunale 2 sarà un cult lo potrà dire solo il pubblico in sala. O forse solo il tempo.
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oshima ha scritto:
Maliconico e triste. Non ha più l'energia di un tempo e si stampa sullo schermo monotonamente senza senso. Abatatuono non è più il "Tirzan" di 20 anni fa. Operazione che non capisco.
Ven, 27/01/2006 - 00:41
gh7 ha scritto:
Ein jeder Engel ist schrecklich
E questo film è quello che uno si aspetta, cioè una versione malinconica del suo antenato. La canzone sui titoli di testa, però, commuove sempre.
Lun, 23/01/2006 - 20:49


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