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LO SPACCACUORI

di Bobby e Peter Farrelly

Sceneggiatura: Scot Armstrong, Leslie Dixon, Bobby Farrelly, Peter Farrelly, Kevin Barnett
Fotografia: Matthew F. Leonetti
Montaggio: Alan Baumgarten, Sam Seig
Musiche: Artisti Vari
Scenografia: Cindy Carr
Costumi: Louise Mingenbach  
Interpreti: Ben Stiller, Michelle Monaghan, Jerry Stiller, Malin Akerman, Carlos Mencia, Rob Corddry,  Stephanie Courtney, Ali Hillis, Kathy Lamkin, Nicol Paone
Produzione: DreamWorks Pictures, Conundrum Entertainment, Radar Pictures, Davis Entertainment, DreamWorks SKG
Distribuzione: Universal Pictures
Nazionalità ed anno: USA, 2007
Durata: 115'
Data di uscita: 9 novembre 2007
Titolo originale: The Heartbreak Kid
Sito ufficiale   
Sito italiano       
Soundtrack

LO SPACCACUORI
3

Eddie, donnaiolo impenitente (in questo, degno figlio di suo padre), ormai prossimo ai quarant'anni si rende conto che è il momento di trovar moglie. Il più classico degli incontri casuali fa scatenare il più tipico dei colpi di fulmine: Lila, bella e perfetta. Un amore travolgente, il matrimonio, la luna di miele. E qui, il climax subisce un colpo mortale: l'angelica Lila si rivela per quel che è. Noiosa, volgare e - diciamola tutta - stupida. L'esatto opposto di Miranda, anche lei in vacanza nei mari del Messico con tutta la famiglia...
Nuovo connubio tra Ben Stiller e i fratelli Farrelly, a dieci anni di distanza da quel Tutti pazzi per Mary che travolse e conquistò pubblico (e buona parte di critica) con una comicità irriverente, volgare e senza rispetto: quanto basta per esser definita politically incorrect. I due registi, nel frattempo, hanno continuato per la loro strada, riproponendo la loro ricetta in modo più o meno inalterato. È il caso de Lo spaccacuori, che trae ispirazione dall'omonimo film del 1972 scritto da Neil Simon e conferma pregi e difetti dello stile Farrelly. Innegabilmente divertente nelle scene madre, azzeccato nei tormentoni e nei siparietti di contorno (gli estemporanei mariachi messicani, Uncle Tito), con qualcosa di non banale da dire sulla società americana che emerge fuori inaspettatamente. Caratteristiche che rendono quasi irresistibile la prima, bruciante mezz'ora del film, in cui sono concentrate le gag migliori (su tutte, quelle al matrimonio dell'ex fidanzata di Eddie e il viaggio di nozze in macchina con Lila, che incomincia a rivelarsi per quel che è); mentre l'intreccio, per quanto ben congegnato e pensato nei rimandi e nei colpi di scena, appare più telefonato e prevedibile nella risoluzione.
A tratti, a fronte di uno slapstick travolgente e di una comicità che sa strizzare l'occhio allo spettatore, i Farrelly ricordano parecchio il miglior Blake Edwards; ma finiscono regolarmente per pagare dazio a un impianto narrativo talmente esile da sfiorare il pretestuoso, costretto ad utilizzare espedienti improbabili per tener desta l'attenzione quando non può ricorrere alla consueta volgarità liberatoria. Stiller, comunque, è in forma: e con lui il cast (vale la pena menzionare la bella e maltrattata Malin Akerman e Jerry Stiller, padre di Ben sullo schermo e nella vita). In colonna sonora spicca David Bowie, passione di Lila (che possiede un paio di mutandine con la faccia del cantante...). Occhio al cameo illustre (non accreditato) di Eva Longoria nel finale.

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