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GIORNI E NUVOLE
di Silvio Soldini
Soggetto: Doriana Leondeff, Francesco Piccolo, Silvio Soldini
Sceneggiatura: Doriana Leondeff, Francesco Piccolo, Silvio Soldini, Federica Pontremoli
Fotografia: Ramiro Civita
Montaggio: Carlotta Cristiani
Musiche: Giovanni Venosta
Scenografia: Paola Bizzarri
Costumi: Silvia Nebiolo, Patrizia Mazzon
Interpreti: Margherita Buy, Antonio Albanese, Alba Rohrwacher, Giuseppe Battiston, Fabio Troiano, Carla Signoris
Produzione: Lionello Cerri - Lumière & Co, Amka Films, Rtsi-Televisione Svizzera
Distribuzione: Warner Bros. Pictures
Nazionalità ed anno: USA, 2007
Durata: 116'
Data di uscita: 26 ottobre 2007
Sito ufficiale
Dopo il buonismo favolistico di Pane e Tulipani (molto osannato, forse troppo) ritentato senza successo con Agata e la tempesta (troppo solare, inutilmente), Soldini sceglie di raccontare uno spaccato ed una situazione prettamente connessa alla realtà, scendendo in una sorta di girone dantesco della disperazione sotto pelle e del dolore provocato dalla sensazione di inutilità dell'essere. Il film parla di Elsa e Michele, una coppia benestante e affiatata.
Lei lascia il lavoro per laurearsi in storia dell'arte, lui non confessa di essere stato licenziato dalla società che aveva creato anni prima. Venuta a galla la verità, le loro esistenze mutano completamente: Erica si rimbocca le maniche e tenta di sbarcare il lunario con i lavoretti più umili, Michele sprofonda, invece, in depressione, non riuscendo più a trovare la forza di andare avanti. Alla fine, però, il loro amore è una delle cose che restano e che darà loro nuova linfa.
Senza autocompiacimenti ed enfasi varie, ma con un sottile senso di sottrazione, l'opera di Soldini segna il preciso percorso di una discesa dolorosa. I cambiamenti, la vita, gli affetti divengono meri orpelli di fronte all'impossibilità di un ritorno alla situazione limbo che provoca il lavoro. Michele sembra quello più agguerrito, all'inizio,
ella spasmodica ricerca di un lavoro, ma, poi, il senso di sconfitta e di umiliazione prevale e passa le sue giornate sul divano.
Il destino, per Soldini, è beffardo: dopo anni di lavoro e qualifiche, il protagonista viene considerato bravissimo nei lavori manuali. Toccante è la scena in cui Michele si impegna a ristrutturare l'appartamento di una signora, ma di fronte alla colla e alla carta da parati si sente perso. Come sempre la figura femminile viene osservata e considerata a mo' di forza benefica: ci sono cadute (il tradimento con il capoufficio), lacrime e rinunce, ma Elsa continua imperterrita la sua lotta per la sopravvivenza. Con uno sguardo su un problema sociale e forte, il film, accuratamente, evita la trappola del film verità o del didascalismo, virando verso un'intimità del dolore, spesso estranea al nostro cinema. Bravissimo e toccante, Antonio Albanese si conferma attore di notevole spessore, mentre Margherita Buy non è mai parsa così sotto controllo, risultando convincente e sentita.



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