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ELIZABETH – THE GOLDEN AGE
di Shekhar Kapur
Sceneggiatura: William Nicholson, Michael Hirst
Fotografia: Remi Adefarasin
Montaggio: Jill Bilcock
Musiche: Craig Armstrong
Scenografia: Guy Hendrix Dyas
Costumi: Alexandra Byrne
Interpreti: Cate Blanchett, Geoffrey Rush, Clive Owen, Rhys Ifans
Produzione: Working Title
Distribuzione: Universal Pictures
Nazionalità ed anno: USA, 2007
Durata: 115'
Data di uscita: 26 ottobre 2007
Titolo originale: id.
Sito ufficiale
Sito italiano
Note: vincitore del premio Oscar per i migliori costumi
Cate Blanchett indossa nuovamente gli abiti che le diedero il successo, quelli preziosi e decorati di Elizabeth Tudor. Del vecchio film ritornano anche Geoffrey Rush e Shekhar Kapur alla regia, mentre la sexy new entry è Clive Owen. Il film, presentato nella sezione Premiere della Festa di Roma, è stato accolto bene dalla critica presente in sala, che ha dimostrato affetto e calore anche in conferenza stampa. Ma stavolta qualcosa non va.
"Ci sono stati molti più soldi a disposizione rispetto al primo film. Allo stesso tempo bisognava convincere Cate. Geoffrey c'è riuscito benissimo". Due indizi fondamentali per comprendere e giudicare Elizabeth - the Golden Age, sono emersi durante l'incontro con la stampa, dove erano presenti i due protagonisti, il regista ed il produttore. Più soldi per un sequel molto atteso ma anche travagliatissimo. Il primo costò pochino e si vedeva: costumi e scenografie scarne, ma arguti movimenti di macchina e scelte registiche date dalla necessità, che risultarono azzeccate e suggestive. Questo sequel ha un budget di 5 volte il primo ed è prodotto dalla Universal, una major abbastanza dittatoriale. I soldi ci sono e si vedono, ma questo non è mai un male. L'attrice non voleva interpretare nuovamente il personaggio e, forse, avrebbe fatto bene, perché questo secondo capitolo, pur dignitoso, è di gran lunga inferiore al suo predecessore. Troppi costumi, troppo sfarzo e ,in definitiva, troppo chic messo in maniera spropositata, tanto per far vedere che i mezzi stavolta non mancano. Se si voleva rendere omaggio ai mélo drammoni storici di Hollywood il pur bravo Kapur non ci riesce, dal momento che avrebbe dovuto abbandonare ogni qualsivoglia correttezza storica e riscrivere cinematograficamente (e narrativamente) una vicenda che trasuda, in forma impressionante, di passione e morte. Elizabeth - the Golden Age, oltre a classici problemi storici (stavolta nemmeno tanto lievi), soffre della sindrome di accumulo di materia. Troppa carne sul fuoco: anche il primo era ricco e abbastanza complesso, solo che la freddezza dello sguardo e la voglia di mettere in scena una critica dell'Impero ( e degli albori), piuttosto che una santificazione della sovrana, furono molto meglio esplicati ed elaborati. In questa ‘golden age' manca l'oro, non quello dei broccati e dei tessuti, ma quello dell'anima di una nazione che sconfigge gli avversari e quello di una donna che deve essere uomo suo malgrado.
Le due ore di film abbondano di love strory improbabili e impossibili, mentre solo l'ultima parte, quella della battaglia contro La Invicibile Armada, fa sentire l'unghiata del grande cinema, quello che sconvolge e che turba. Di fatti storici e sociali ( intolleranza religiosa) la vera Storia ne è piena, ma nel film se ne mostrano sprazzi, a volte caricati a mo' di macchietta, con una suddivisione netta e rude tra buoni e cattivi. Non basta la maiuscola interpretazione degli attori, né i bei costumi o le imponenti scene di battaglia a rendere questa operazione commerciale, degna del predecessore. La Universal ha pensato bene di attirare folle scalpitanti con una esilissima storiellina d'amore impossibile, non con un imponente affresco storico che possa far riflettere. Peccato!


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