Menu principale

Login utente

Commenti recenti

Argomenti del forum attivi

Scambia informazioni

Syndicate content

ESSERE ARTISTI NELLA CINA ANNI OTTANTA

Li Chun - And the Spring Comes (Concorso - Cinema 2007) di Gu Chang Wei: dai diamanti non nasce niente...

ESSERE ARTISTI NELLA CINA ANNI OTTANTA

Ecco un film con qualche carta in regola per conquistare almeno un premio. Arriva dalla Cina (Venezia docet...); l'attrice protagonista, Jiang Wenli, considerata una delle più seducenti donne del suo paese,  per interpretare questo ruolo s'è dovuta imbruttire (parecchio) e mettere su una discreta quantità di chili. E se ad Hollywood tale operazione porta per direttissima all'Oscar per la migliore interpretazione, qui a Roma chissà...
Vivere nella Cina degli anni ottanta non è certo uno scherzo: l'invadenza dello Stato (in ogni sua manifestazione, e sono molte...) è tangibile, e pesantissima. Sognare, fin quasi all'ossessione, l'arte occidentale, porta ad accumulare delusioni su delusioni. E figuriamoci quali gioie possono arrivare dai rapporti interpersonali, se la natura sembra essersi dimenticata di te quando elargiva la bellezza.
Wang Tsai Ling (Jiang Wenli), insegnante di musica in una piccola scuola di un piccolo paesino, sogna l'Opera di Pechino. Non è una chimera, ma qualcosa di realizzabile: Tsai Ling è dotata di una voce sublime, studia con diligenza per migliorarsi, impara l'italiano per esprimersi meglio nel canto in lingua, si cuce da sola elegantissimi abiti di scena per spettacoli in là da venire (se mai ci saranno). I suoi vocalizzi, diffusi per radio attraverso altoparlanti posti nelle strade, ammaliano i passanti e avvicinano le persone alla musica. Tsai Ling, conscia della propria bruttezza, sente di dover puntare tutto sul talento, ma la prestigiosa Opera di Pechino rifiuta ogni anno l'ammissione per mancanza di posti disponibili. Un muro invalicabile.
E mentre chiunque sul suo cammino si rivela un ipocrita o un approfittatore (o entrambe le cose allo stesso tempo) perché vede in lei soltanto una green card in carne ed ossa per fuggire dal paesello e vivere a Pechino, o un modo facile per sentirsi migliori (non è bella, appare altezzosa, è sola, non naviga nell'oro) Tsai Ling acquista sempre maggiore consapevolezza del proprio valore come persona, fino a quel momento messa in ombra dall'artista.
Gu Chang Wei, Orso d'Argento a Berlino nel 2005 con l'opera prima Peacock, dopo un'onorata carriera da direttore della fotografia (Addio mia concubina, Sorgo Rosso, Ju Dou per citarne alcuni), si rivela regista abile nel mantenere il giusto equilibrio tra la poesia dei tanti, tantissimi momenti in cui eleva al sublime i suoi personaggi e la leggerezza di altre situazioni, riuscendo anche a far sorridere. E dicendo moltissimo sulla quotidianità - di un paio di decenni orsono - del suo paese, attraverso una nutrita e variegata galleria di personaggi a tutto tondo, dipinti spesso nel loro agire infame ed egoista o colti nella debolezza più disperata, o nell'essere sopraffatti dalla mentalità imposta dall'alto e che non ammette discussioni - se sei donna devi necessariamente sposarti, pena l'infelicità, se sei omosessuale sei senz'altro un pervertito o chissà cos'altro.
Li Chun - And the Spring Comes è infine un film che parla dell'arte vissuta sulla pelle degli artisti - i personaggi sono cantanti, pittori, ballerini classici - e su quanto sia difficile, anche per loro e tra di loro, comunicare senza essere fraintesi, e comprendersi.

accedi o registrati per inviare commenti