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UN’ALTRA GIOVINEZZA

di Francis Ford Coppola

Sceneggiatura: Francis Ford Coppola
Fotografia: Mihai Malaimare Jr.
Montaggio: Walter Murch
Musiche: Osvaldo Golijov
Scenografia: Calin Papura
Costumi: Gloria Papura
Interpreti: Tim Roth, Alexandra Maria Lara, Marcel Iures, Bruno Ganz, Zoltan Butuc, Mirela Oprisor, Adrian
Pintea, Dan Sandulescu, Theodor Danetti
Distribuzione: BIM
Nazionalità ed anno: Romania/USA, 2007
Durata: 121'
Data di uscita: 26 Ottobre 2007
Titolo originale: Youth without youth
Sito italiano 
Note
: Presentato alla 2. Edizione della Festa internazionale del Cinema di Roma (Premiere)

UN’ALTRA GIOVINEZZA
4 e mezzo

Coscienza, linguaggio, tempo, amore. Il ritorno alla macchina da presa dopo quasi dieci anni di astinenza di Francis Ford Coppola è un film complesso, che investe alcuni tra i temi portanti di quella specie animale chiamata uomo. Complesso, non difficile, né banale, come spesso capita quando si toccano temi di così ampia portata. Ecco perché la storia è un per assurdo, quasi fantascientifico. Come insegna Borges, l'assurdo è spesso l'unico modo per capire davvero le cose, per renderle più semplici, ma non meno complesse.
Forse è proprio questo binomio al limite del paradossale che rende Youth without youth uno dei più bei film dell'anno, questo essere borderline, sempre in precario equilibrio sul ciglio di un burrone. Ma prima di tutto, Youth without youth è una straordinaria e commovente storia d'amore di altri tempi. Allo stesso tempo l'Amore  è la posta in gioco e la conditio sine qua non, l'aut aut che Coppola mette sul piatto filosofico della storia. Dominic (interpretato da un magistrale Tim Roth) ha dedicato tutta la sua esistenza a quello che definisce "il libro di una vita", con l'obbiettivo di risalire alle origini del linguaggio e della coscienza. Rinuncerà a tutto, anche all'amore della sua vita, per le ricerche.
Ecco che il primo dei quattro elementi che Coppola mette in gioco, il Tempo, si muove, si modifica, consente la storia stessa: concede un'altra giovinezza a Dominic e lo dota di poteri di comprensione, assimilazione, difesa straordinari. Ma gli dona anche un doppio, inevitabile conseguenza di questo plasmarsi della dimensione temporale, come in un buco nero. È un doppio senza scrupoli che punta alla fine delle ricerche e solo a queste: è la discrepanza che sgomenta dell'uomo che si manifesta realmente. Ecco che si mette in moto il secondo elemento, l'Amore. Dominic incontra l'amore della sua vita: anche lei è stata modificata dal Tempo: ogni notte regredisce ad uno stato linguistico via via sempre più antico. Così l'amore è per Dominic anche la fonte che gli permetterà lì dove per tutta la vita aveva sognato di andare: alle origini stesse del linguaggio. Ecco, anche il Linguaggio si è mosso: ma perché anche l'ultimo elemento si attivi, di nuovo il Tempo deve agire da parte sua: ogni regressione linguistica è anche regressione temporale: diventerà sempre più vecchia e quando raggiungerà l'ultimo stadio linguistico raggiungerà l'ultimo stadio della vita.
Cosa sarebbe successo se Charles Foster Kane avesse avuto una seconda possibilità per scegliere? Se avesse avuto la possibilità di ricominciare da capo, ancora più potente e forte? Cosa avrebbe scelto? A differenza di quanto verrebbe da pensare Youth without youth non è una semplice variazione sul tema di Quarto Potere, ma è una sua più profonda e sofisticata sonda, una sua costola che va più a fondo, che cerca di mostrare i meccanismi che stanno alla base di quel film e che sono alla base dell'esistenza umana. Il cinema si apre su stesso, si sottopone ad autopsia: ecco il perché del look vintage anni ‘40 dei titoli di testa, e della schermata finale che annuncia il the end. Ma lo fa senza uccidere il cinema, ma anzi mostrandolo come esso è veramente, senza diminuirne le emozioni, ma amplificandole; Youth without youth è una straordinaria operazione a cuore aperto in cui il meccanismo si disvela, ma in cui il cuore non smette di battere, ma batte più forte. È una autopsia compiuta su un vivo, è un cinema che sente e si sente, è carne disvelata. Tempo, Linguaggio, Amore sono gli ingranaggi di un orologio più grande, di un meccanismo ben più misterioso e insondabile: Coppola ha messo in moto il meccanismo della Coscienza. La scelta (o meglio il solo porsi di fronte a due possibilità opposte, ovvero il solo rendersi disponibili alla scelta) di Dominic/Kane è la nascita della coscienza, è quello che per tutta la vita ha cercato di scrivere in un libro.
A differenza di Kane, Dominic ha potuto scegliere, ma se come lui stesso sostiene alla fin fine essere e non essere coincidono, allora il punto di arrivo, la vera e propria comprensione giunge solo in quel momento e non prima, neanche quando la scelta è stata effettuata. L'altra giovinezza non è stata che una giovinezza senza giovinezza come recita il titolo del film. Che il meccanismo sia disvelato o no Rosebud giunge solo alla fine: la giovinezza compare solo nel momento in cui è allo stesso tempo morte. E in questo Dominic e Charles Foster Kane non sono differenti: nessuno di noi lo è.

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