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Sympathy for Lady Vengeance

di Park Chan-wook

Regia: Park Chan-wook

Soggetto: Park Chan-wook

Sceneggiatura: Park Chan-wook

Fotografia: Chung Chung-hoon

Montaggio:

Musica: Cho Young-wuk

Scenografia:

Costumi: Cho Sang-kyoung

Interpreti: Lee Young-ae, Choi Min-sik,

Produzione:  EGG Films

Formato: 35mm., col.

Nazionalità ed anno: Corea del Sud, 2005

Durata: 112’

Sympathy for Lady Vengeance
4
Si chiude con Sympathy for Lady Vengeance la trilogia della vendetta di Park Chan-Wook iniziata con Sympathy for Mr Vengeance e proseguita con Old Boy. In concorso viene presentata la storia di Lee Geum-Ja, ragazza a metà tra l’angelico ed il diabolico, che dopo aver trascorso ingiustamente 13 anni in carcere per il rapimento e l’uccisione di un bambino di sei anni, esce meditando vendetta contro il reale assassino. E siccome, come si sa, la vendetta è un piatto che va servito freddo, senza fretta si mette alla ricerca dell’uomo, dopo aver allestito un piano ben preciso in cui tutte le sue ex compagne di cella, da lei a tempo debito già vendicate in carcere, hanno un ruolo determinante.
Sembra la stessa di Assassinio sull’Orient-express di Agatha Christie questa trama che similmente prende il via dal rapimento di un bambino e si conclude con una rivalsa cruenta di gruppo. A differenza di questo però, un ruolo sopra tutti gli altri svetta. Quello di Lee Geum-ja, appunto, affidato alla bella quanto brava Lee Young-Ae che, egualmente divisa in due tra la bontà d’animo naturale e la spietata crudeltà indotta, si destreggia tra l’una e l’altra con una tale leggerezza da portare lo spettatore della sua senza esitazioni. Dal punto di vista tecnico si sarebbe potuto osare di più in fase di sceneggiatura, estremizzando la contraddizione ed il conflitto tra santità e crudeltà della protagonista, così come avrebbe giovato dilungarsi un po’ meno in scene abbastanza irrilevanti, soprattutto in fase finale.
Tutto ciò, comunque, nulla toglie alla riuscita del film che fa venire a galla quella sottile voglia di rivalsa, se non proprio di vendetta, che alberga in ognuno di noi. Chi infatti, soprattutto di fronte all’efferatezza sui bambini, può in coscienza dire di sentirsi più disposto al perdono che alla ritorsione?
Geum-ja, una bellissima ragazza che attira gli sguardi di tutti gli uomini che la circondano, a 20 anni aveva commesso un crimine ed era andata in prigione. Essendo così giovane e carina, il suo crimine orrendo aveva attirato l’attenzione dei media.
Da allora sono passati tredici anni. In questi anni Geum-ja è stata una prigioniera modello e una grande lavoratrice, ottenendo il soppranome di “Geum-ja la gentile”.
Geum-ja la gentile, ad ogni modo, non è rimasta inattiva nei suoi anni di prigionia. Per tredici anni ha tramato vendetta contro il suo insegnante, Mr. Baek, il principale responsabile del suo arresto. La sua gentilezza tra le “Sbarre” le ha procurato molti amici e alleati, e ora che Geum-ja sta per uscire di prigione, è pronta a mettere in atto il piano concepito con tanta meticolosità.
Cosa è accaduto tra Geum-ja ed il suo insegnante tredici anni fa? Perché si vuole vendicare? E come andrà a finire la sua sete di vendetta?
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