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HAFEZ, UN CANDIDO NELL’ISLAM CONTEMPORANEO
Il riuscito film di Abolfazl Salili, in concorso a Roma, strappa applausi
Il luogo sono alcuni centri sperduti dell'Iran, il tempo - e pure ogni riferimento richiama la contemporaneità - è già più difficile da definire: il senso di spaesamento dato da paesaggi brulli e uniformi, dalla ritualità delle liturgie, dai movimenti circolari privi di andata e ritorno, viene accentuato dalla figura dello stesso protagonista. Hafez è un giovanissimo studente di teologia innamorato di Dio e di Nabat, la bellissima figlia tibetana del Gran Mufti.
Ma porta lo stesso nome di Hafez anche il marito di Nabat, discepolo del Gran Mufti; e, ancora, Shams al-Din Mohammad Hafez è uno dei più celebri poeti e mistici persiani, vissuto nel XIV secolo e anch'egli probabilmente caduto in disgrazia a causa di un amore che gli era stato proibito. Del resto il film di Abolfazl Salili, che ha tutta l'aria del temuto film "da festival" (coproduzione iraniano-giapponese, forte carenza di dialoghi, temi alti quanto non mai, fila insospettabilmente breve al botteghino per fare il biglietto), emoziona e colpisce pur all'interno di una struttura deliberatamente programmatica, in cui il simbolismo (centrale quello dello specchio) sembra talvolta prestare il fianco a inutili stereotipie.
Ma si tratta per l'appunto di liturgia, di ricerca del divino, dell'assoluto, e la ripetuta sovrapposizione tra parola di Dio e parola del Poeta, tra bellezza del creato e bellezza della creatura restituisce un'umanità tenera e desolata ai protagonisti. Hafez infrange le norme suo malgrado e suo malgrado viene chiamato indovino, la sua figura perde di definizione nello sguardo altrui e si ripete in coloro che lo seguono, che intraprendono la sua stessa ricerca, che mimano i suoi movimenti. Riecheggia così la parola del poeta, da un lato, mentre dall'altro Hafez è solo la storia di un ragazzo deciso a dimenticare una ragazza. Qualche difficoltà di comprensione dovuta al non essere troppo versati in controversie teologiche (chi dovesse saperne di più sul ruolo delle filosofie sufi nell'Islam contemporaneo ne sarà avvantaggiato) e momenti di autentico divertimento che accompagnano le peripezie di Hafez il quale, come ci si può facilmente aspettare dall'uomo onesto e puro, gioca a volte il ruolo del candide. Bello.



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