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GRIDO

di Pippo Delbono

Cast:  Pippo Delbono
Nazionalità e anno: Italia, 2006  
Distribuzione: Dolmen Home Video
Edizione: italiano
Sottotitoli: inglese, francese, italiano per non udenti
Audio: dolby-digital 5.1, 2.0
Schermo: widescreen anamorfico 1.85:1
Durata: 74'
Extra: Intervista a Pippo Delbono (19'29"); 2 scene eliminate (4'07"); Estratti da 6 spettacoli teatrali di Pippo Delbono (22'34"),gallerie fotografiche.   
Note: Buono l'audio, caldo e rotondo che coglie anche le più piccole sfumature delle voci che si alternano... grazie ad un buon equilibrio e ben equalizzato nei toni e volumi. Buono sia quello in DD 2.0, meno potente ma chiaro, come anche quello in DD 5.1, più potente.  
Bene anche la qualità dell'immagine, dai colori brillanti e nitidi, e perfetta anche nelle scene scure senza problemi di digitalizzaione. Il film è proposto nel corretto formato cinematografico.
Extra che sono un'estensione del film che chiariscono ancora di più il percorso professionale di Pippo Delbono.  
Il film ha partecipato alla Festa del Cinema di Roma 2006.
Regione: 2
Sito ufficiale:
http://www.dolmenhv.it/ 
Sito ufficiale:
http://www.emik.it/  
Titolo originale: Grido

Qualità artistica: Ottima
Qualità immagine: Buona
Qualità audio: Ottima
Qualità extra: Buona

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GRIDO
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Chi è l'attore? Perché si sceglie di fare l'attore e il regista invece che trovarsi una bella ragazza da sposare e un buon lavoro che non sottoponga l'essere umano allo stress della vita attoriale. E poi perché fare il regista? Non so è paghi già di "soffrire" abbastanza come attore? Questi sono i quesiti che Pippo Delbono declina all'inizio del film... e che sono anche alcuni dei punti salienti dei suoi spettacoli... Spettacoli che sono ipertestuali di una condizione sociale e lavorativa e che in qualche modo mettono in scena non "attori" ma "gli attori" nella loro nudità, nella loro essenza e nel loro modo di concepire il lavoro attoriale. Quindi non un film film, e ne un documentario ma un film su una verità inalienabile sull'attore e sulla vita (sia quella normale che quella virtuale, dove, per Pippo Delbono, non esiste confine). Una vita sul palcoscenico che è uguale a quella in strada. Quindi confini ampi per la descrizione di un palcoscenico molto più vasto di quello teatrale. Forse tutta la vita è un palcoscenico nel quale ci si muove e ci si aggira come tanti teatranti alla ricerca di una verità.
Uno sguardo iperbolico con sottotrame a non finire, che lavora per sottrazione e non per addizione su come il retaggio culturale e familiare di ognuno di noi possa incidere sul quotidiano.
Pippo Delbono registra immagini con occhio che osserva, che guarda, ma che non giudica. Un attento osservatore di un mondo che, come detto prima, è un grande palcoscenico e dove gli attori interpretano se stessi alla ricerca di una pace e di un solidità interiore che solo il mondo esterno può dare. Un continuo specchiarsi tra realtà e finzione, un continuo uscire dal ristrette mura di un teatro allo spazio più grande del mondo. Concettualmente ricco e pieno di sfumature questo Grido, che altro non è che parafrasi di una vita e di mille vite, anzi di migliaia e di centinaia di migliaia... vite che sono sotto lo sguardo di tutti e dove un "grido" è il lancinante bisogno di far sentire la propria voce, il proprio pensiero, la propria anima. Un'anima straziata che arrivano a noi con la potenza di un tornado ma sommessa come un flebile vento. Distrazioni e contraddizioni che sembrano contrastanti ma che sono dissonanze "sonore" e "emotive" di una vita mai del tutto compiuta...
Una vita che con un il "grido" cerca di far sentire il suo pensiero e la sua immensa vitalità...

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è uno dei firms della mostra del cinema di roma dell'anno scorso che me ricordo con più affetto. avrò dormito quasi tutto il tempo, però bravi gli attori che ogni volta che me svegliavo (ce stava na caciara pazzesca) se vedeva che erano in parte.


Mar, 16/10/2007 - 14:49