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Espelho magico

di Manoel De Oliveira

Regia: Manoel De Oliveira
Soggetto: tratto dal romanzo “A alma dos ricos” di Agustina Bessa-Luis
Sceneggiatura: Julia Buisel, Manoel De Oliveira
Fotografia: Renato Berta
Montaggio: Valerie Loiseleux
Musica:
Scenografia: Monica Baldaque
Costumi: Monica Baldaque
Interpreti: Michel Piccoli, Marisa Paredes, Leonor Silveira, Ricardo Trepa, Lima Duarte, Luis Miguel Cintra, Isabel Ruth, Leonor Baldaque, Duarte De Almeida, David Cardoso, Rogerio Vieira, Gloria De Matos, Diogo Doria, Susana Sa, José Wallestein
Produzione:  Filbox-Producoes. Audiovisuals, LDA
Formato: 35mm., col.
Nazionalità ed anno: Portogallo, 2005
Durata: 137’
Espelho magico
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“Soli” 97 anni per il grande regista portoghese che non si stanca mai di fare film, anzi che “dopo una pausa di riflessione nella maturità”, “con la vecchiaia ha ripreso” a fare cinema. E che cinema. Forse non amato da tutti, ma decisamente apprezzato sia per il suo gusto estetico che per le capacità narrative, e per le sue storie mai banali e sempre sospese in un tempo non tempo.
Con Espelho magico (Specchio magico) il grande vecchio del cinema internazionale esplora una volta di più il confine tra sacro e profano, tra realtà e sogni, tra vivere da protagonisti e da spettatori… quegli spettatori che come noi vengono immersi lentamente, fino ad esserne poi travolti, dai sentimenti e dalle emozioni che fuoriescono dalle pellicola come tante gocce di rugiada che si posano sui nostri occhi per restituirci un mondo reale ma sempre “on the edge” con il fantastico e l’oltre.
I nostri occhi diventano quelli di Alfreda, una ricca donna che ha un solo rimpianto  nella sua vita: quello di non aver mai avuto “un incontro ravvicinato” con la Vergine Maria. Ciò sembra possibile quando Luciano, un uomo appena uscito di prigione e privo di scrupoli, trova impiego presso la casa della donna. È lui che gli paventa la possibilità che il suo “sogno” si avveri grazie alla complicità di una ragazza compiacente per mettere in scena la tanto attesa “apparizione”. Un momento, questo, tanto atteso e che nel tempo è divenuto l’ossessione di Alfreda, un ossessione che forse è il bisogno di conferma della sua fede e quindi della sua salvezza della sua anima. Alfreda cerca incessantemente questa apparizione in ogni dove… in sé, fuori da sé, nelle parole, nel silenzio… Desiderio di avere una Madre che non ha mai avuto, bisogno di essere figlia e bambina al tempo stesso… desideri inconsci che si riflettono in noi come nello “specchio magico”, un viaggio come quello di Alice alla ricerca di se stessi, un viaggio che evoca passato, presente e futuro ma senza approdare mai a nulla, se non che la vita è fatta di menzogne nostre e altrui, bugie generate da una mente che cerca l’irrazionale come unica fonte di sopravvivenza alla realtà non sempre come la si desidera. Insomma un ritratto poetico ma duro sulla vita e sulla difficoltà di viverla, di essere sempre presenti a se stessi senza lasciare scie ondivaghe che ci porterebbero a fluttuare in un tempo non tempo. Ma poi, forse, è proprio questo quello che vogliamo.

Un ex carcerato, imprigionato per un crimine che non ha commesso, un eccentrico teologo e una ricca proprietaria terriera, ossessionata dal desiderio di voler assistere a un’apparizione della Madonna sono i protagonisti del nuovo film del grande maestro portoghese.

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