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ESPIAZIONE – colonna sonora originale

di Dario Marianelli

Track listing:
1. Briony 1:44
2. Robbies Note 3:04
3. Two Figures By A Fountain 1:15
4. Cee, You And Tea 2:25
5. With My Own Eyes 4:40
6. Farewell 3:32
7. Love Letters 3:09
8. The Half Killed 2:09
9. Rescue Me 3:17
10. Elegy For Dunkirk 4:15
11. Come Back 4:28
12. Denouement 2:27
13. The Cottage On The Beach 3:24
14. Atonement 5:18
15. Debussy: Clair De Lune 4:46

Etichetta
: Decca
Durata totale: 49:53
Anno: 2007
Note: Premio Oscar per la miglior colonna sonora; Musiche eseguite da Jean - Yves Thibaudet

ESPIAZIONE – colonna sonora originale
4

Tasti che picchiano rapidi sui tasti di una macchina da scrivere, imprimendo una velocità ordinata all'inchiostro che piove sulla carta. E sui tasti picchiettanti si inserisce un pianoforte, una sola nota ripetuta, ribattuta una decina di volte, come se  fosse un altro tasto di una macchina da scrivere. Una nota in tonalità minore, che evoca immediatamente un'atmosfera cupa e uggiosa. Poi il suono si evolve.
Dalla semplice nota il piano arpeggia su una scala anch'essa minore, mantenendo la base di nota che si era costruita. Ora è la macchina da scrivere a divenire l'elemento che si ripete uguale, base di una base in crescendo. Entrano di scena gli archi e il pianoforte arretra di fonte al crescendo incontrollabile. E quando si sta raggiungendo il culmine pianoforte e macchina da scrivere partecipano all'orgasmo perfetto del suono, orgia momentanea che sfocia in sonorità placide. È Briony, memorabile brano di apertura dello score di Atonement (Espiazione), ultimo splendido lavoro del pisano Dario Marianelli, nuovamente alle prese con Hollywood. Un brano in qualche modo evocativo della scrittura mcewaniana in cui l'inchiostro sembra uscito da una macchina da scrivere battuta con mano da pianista. Macchina da scrivere che torna in più occasioni (Cee, You And Tea, With My Own Eyes ad esempio) a sottolineare la sua assenza precedente, presenza non aliena che disegna una base ritmica perfettamente compenetrata con il resto: le parti principali del dialogo restano comunque affidate al pianoforte e agli archi, con una forte presenza del primo. E Marianelli sembra usare un pennello quando dipinge il suo pentagramma, disegnando note su una tela che evocano paesaggi e atmosfere rarefatte e ricercate, terribilmente evocative.
Sono tanti i momenti altissimi che sorprendono per la semplice ingegnosità e originalità compositiva, in grado prima d'affascinare poi di penetrare fin dentro al cuore: l'intreccio struggente di violino e pianoforte in Love Letters, i cori che cercano di sovrastare la musica in Elegy for Dunkirk, l'epica sommessa di Two Figures by Fountain. Un lavoro splendido, degnamente concluso da una lettura del Clair De Lune debussiniano, punto laddove musica scrittura, cinema e pittura si fondono in un tutt'uno armonico, raggiungendo i vertici dell'anima.

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