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PLANET TERROR
di Robert Rodriguez
Sceneggiatura: Robert Rodriguez
Fotografia: Robert Rodriguez
Montaggio: Ethan Maniquis, Robert Rodriguez
Musiche: Robert Rodriguez, Graeme Revell, Carl Thiel
Scenografia: Steve Joyner
Costumi: Nina Proctor
Interpreti: Rose McGowan, Freddy Rodriguez, Marley Shelton, Josh Brolin, Michael Parks, Jerili Romeo, Tom Savini
Produzione: Dimension Films, Rodriguez International Pictures, Troublemaker Studios
Distribuzione: Medusa
Nazionalità ed anno: USA, 2007
Durata: 105'
Data di uscita: 28 settembre 2007
Titolo originale: Grindhouse - Planet Terror
Sito ufficiale
Sito italiano
Soundtrack
Con Planet Terror di Rodriguez, il controverso progetto Grindhouse ha la sua conclusione. Questa volta abbiamo a che fare con un horror da due soldi a base di armi chimiche, zombi e frattaglie assortite. Roba per stomaci forti, capaci di assistere ed ingoiare popcorn senza problemi. Dei fake trailer si è salvato solo Machete, diretto da Rodriguez stesso e incluso in testa al film; peccato non aver fatto altrettanto con quelli di Eli Roth, Edgar Wright e Rob Zombie, destinati alla visione clandestina e di nicchia.
Torna l'onnipresente Michael Parks nel ruolo dello sceriffo, e dalla radio sentiamo un "omaggio alla memoria di Jungle Julia", il personaggio di Tamiya Poitier che nel segmento diretto da Tarantino finiva maciullata dalla death car di Stuntman Mike. Gli eventi sono dunque succedanei rispetto ad A prova di morte, e l'universo narrativo è il medesimo; non altrettanto il registro.
Planet Terror ostenta fieramente, come il gemello, la propria pellicola rovinata e una fotografia scadente, curata dallo stesso Rodriguez, che correda una storia ad alto tasso di improbabilità. Ma se Tarantino, costretto dal proprio status di autore a infrangere le regole cinematografiche per approdare a un significato superiore, utilizza in A prova di morte un iperrealismo che non centra l'obbiettivo (sebbene in molti ci siano cascati, smaniosi di dare al niente narrativo un significato latente ma invero latitante), Rodriguez si accontenta di fare l'artigiano, ed è una scelta felice perché coerente con la natura del progetto: la sua è una vera sceneggiatura da horror di infima levatura, che accumula strati di idiozie varie ma riesce paradossalmente a disseminare sottotesti e chiavi di lettura che una regia attenta non manca di mettere in risalto. Si pensi alla presenza/assenza della gamba di Cherry Darling/Rose McGowan, vera regina del Grindhouse (compare in entrambi i film, ed è assai penalizzata dalla loro uscita separata): l'arto è onnipresente dall'inizio, vero punto di forza del personaggio il quale, una volta costretta a privarsene, deve trovare l'equilibrio nei propri talenti nascosti, per poi diventare guida del cammino altrui. Una trovata intelligente, che permette di seguire il film con occhio diverso, e digerire le massicce dosi di grottesco e gore da macelleria a cura di Greg Nicotero, che qui ha l'occasione di poter squartare nientedimeno che Tom Savini, sempre pronto a morire per cause nobili come questa (William Lustig, in una memorabile scena di Maniac, gli faceva esplodere la testa).
Ma altre trovate rendono il film a tratti irresistibile: il MISSING REEL (rullo mancante), che Tarantino aveva riservato al solo mercato americano, qui utilizzato in maniera ben più geniale (stavolta salta la scena di sesso tra la McGowan e Freddy Rodriguez, e si ritorna nella mischia con tutti i personaggi riuniti insieme senza sapere come abbiano fatto); gli incredibili personaggi, su tutti Marley Shelton nel ruolo della psicotica e lesbica anestesista Dakota. Menzione d'obbligo per lo stupratore Tarantino, con Bruce Willis efficacemente coinvolto nella baraonda.
In un altro universo, una ipotetica critica francese partirebbe da qui per "rivalutare" il film e il cinema di Rodriguez: naturalmente, di gioco si tratta, e allora è inutile avventurarsi nell'eccesso e leggere improbabili letture antimilitariste (leggi antiBush). Conta invece notare come, a giudicare dal prodotto finito, dei due registi sia stato proprio Rodriguez a sentirsi maggiormente a proprio agio col b-movie. Forse perché sa benissimo, con sommo piacere e a differenza di Tarantino, di essere lui stesso un autore sporco, in grado di fare ottima serie B. C'è sempre una bella differenza, tra farci ed esserci.
boosta pazzesca ha scritto:
ce stanno troppe budelle, nun me piace. poi a n certo punto sarta tutto e stanno da nantra parte, non l'ha detito nessuno ma secondo me ce sta n errore de sceneggiatura.
però va detto che i protagonisti so du bei ragazzi.
Raster ha scritto:
Ok i gusti so gusti... però è risultato abbastanza evidente che Tarantino non si è mosso al massimo delle sue possibilità... come circoscritto dall'idea stessa... come se fosse un pò castrato... non si è liberato completamente... mentre Rodriguez ha centrato in pieno il progetto (!!!)... Io comunque aspetto ancora il "film-DVD" completo... così come pensato ed impacchettato da i due magnifici autori...


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