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LADY HENDERSON PRESENTA
di Stephen Frears
Sceneggiatura: Martin Sherman
Fotografia: Andrew Dunn
Montaggio: Lucia Zucchetti
Musica: George Fenton
Scenografia: Hugo Luczyc-Wyhowski
Costumi: Sandy Powell
Interpreti: Judi Dench, Bob Hoskins, Kelly Reilly, Thelma Barlow
Produzione: Pathe Picture, BBC Films, Future Film Limited, Micro-Fusion, The Weinstein Company, UK Film Council, Heyman Hoskins
Distribuzione: BIM
Formato: 35mm., col.
Nazionalità ed anno: GB, 2005
Durata: 103’
Data di uscita: 5 gennaio 2006
Titolo originale: Mrs. Henderson Presents
4 e mezzo
“Le doti che cerco sono: personalità, giovinezza, bellezza. Di sicuro non il talento. Chiunque può avere talento.”
“Com’è faticosa la vostra generazione! Volete tutti l’amore. Noi ce la siamo cavata benissimo senza.”
Stephen Frears colpisce ancora e lo fa attraverso la rievocazione cinematografica di una storia vera: l’acquisto, da parte da una ricca vedova, di un teatro in disuso (il Windmill), che verrà da lei trasformato nel primo luogo di Londra ove assistere ogni giorno, ininterrottamente, a spettacoli di “nudo artistico” dalle 12.15 alle 22.35. Lo slogan del nuovo varietà sarà: “Noi non chiudiamo mai", trasformato, grazie all’assonanza close-clothe in “Non ci copriamo mai”. Mentre, storicamente, l’evento ebbe luogo nel 1931, nel film di Frears il tutto è posticipato di sei anni, per far coincidere l’apice del successo del Windmill con la fase più cruenta dell’attacco nazista all’Inghilterra.
Il brillante e maturo regista britannico (sessantacinque anni a giugno) sembra dirigere lungometraggi unicamente per divertimento ed a giudicare da pellicole cult come My Beautiful Laundrette ed Alta fedeltà, sembra che tale attitudine giovi alla qualità del lavoro. Lady Henderson presenta è, infatti, una vera chicca di inizio anno e le sue tre candidature ai Golden Globe (Miglior film, Miglior attrice protagonista, Miglior attore non protagonista) lo dimostrano.
Per questa avventura musical-teatrale, Frears ha fatto scendere in campo una coppia eccezionalmente affiatata: Judi Dench (finalmente, dopo molti anni, in un ruolo cucitole addosso perfettamente) e Bob Hoskins. Girato con un budget di trenta milioni di dollari, il film ci proietta sin dalle prime inquadrature (se si eccettua il necessario prologo funebre) in quella che fu, nel bene e nel male, l’Inghilterra degli anni ’30-’40, sino alle durissime scene di una Londra in fiamme, sotto la pioggia delle bombe hitleriane, durante il secondo conflitto mondiale. Le scene di dialogo tra una dolcemente dignitosa Lady Henderson e la pietra tombale a memoria di un figlio perso troppo presto in Francia (caduto durante la Grande Guerra), sono splendide ed il tableau vivant a commemorazione della Marsigliese affascina e coinvolge.
Su tutti gli interpreti, brilla incontrastata una Dench ai massimi, nonostante l’età; il che dovrebbe far riflettere tutti quei produttori (solitamente americani) che ritengono un’attrice “bruciata” al compimento dei quaranta anni. Nonostante il confronto con un mostro sacro, il bravissimo Bob Hoskins regge il passo ed una simpaticissima Thelma Barlow svolge egregiamente il suo fondamentale ruolo di spalla “vittoriana”, strappandoci grasse risate spontanee in più di un’occasione. L’anello debole è rappresentato, probabilmente, dalla tenera infatuazione che lega i protagonisti, la quale è gestita “en passant” sino all’epilogo.
E’ bello vedere, finalmente in ruolo significativo, la statuaria Kelly Reilly (nota agli spettatori per aver interpretato il ruolo dell’inglesina introversa e sgobbona ne L'appartamento spagnolo e nel suo sciapo seguito, Bambole russe), talmente sensuale da risultare irriconoscibile. Grande regia, quindi, ed un’atmosfera da vaudeville curata sin nei minimi particolari. Da vedere senza esitazione.
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oshima ha scritto:
Apprezzo molto il modo di scrivere del "vostro ultimo acquisto", diretto, non troppo verboso, chiaro per compiere un'analisi lucida sul film (film che peraltro ho apprezzato anch'io essendo un cultore di Frears). Bravo Frezza, continua così...
Lun, 09/01/2006 - 21:39


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