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L'ULTIMA LEGIONE

di Doug Lefler

Soggetto: tratto dall'omonimo romanzo di Valerio Massimo Manfredi
Sceneggiatura: Jez Butterworth, Tom Butterworth
Fotografia: Marco Pontecorvo
Montaggio: Simon Cozens
Musiche: Patrick  Doyle
Scenografia: Carmelo Agate
Costumi: Paolo Scalabrino
Interpreti: Colin Firth, Ben Kingsley, Aishwarya  Rai, Thomas Sangster
Produzione: Dino De Laurentiis Company, Ingenious Film Patners, Quinta Communications, Zephyr Films Ltd.
Distribuzione: 01 Distribution
Nazionalità ed anno: Francia, Gran Bretagna, Usa, 2007
Durata: 98'
Data di uscita14 settembre 2007
Titolo originale: The Last Legion/La dernière légion
Sito ufficiale
Sito italiano  
Soundtrack

L'ULTIMA LEGIONE
1

"Liberamente ispirato al romanzo omonimo di Valerio Massimo Manfredi". Ecco la frase chiave per la comprensione del mistero. "Liberamente", nel caso di questo banale, trito, noioso, clonato film, significa: "il resto deriva da Tolkien, dal ciclo bretone, da The Gladiator". Non v'è, infatti, una scena che spiazzi lo spettatore, che lo trattenga, che  possa fargli credere, per un solo istante, alla virtuale veridicità di ciò che gli appare sullo schermo. Dialoghi da soap, una protagonista femminile talmente patinata da far saltare i nervi di chiunque. L'autore del soggetto è un archeologo e storico di fama mondiale, tradotto in 40 lingue. Potrebbe, gentilmente, farci comprendere come sia possibile che una guerriera indiana del Kerala sia finita in Britannia e la si faccia passare per saracena? Tanto per aggiungere danno alla beffa, il giovane protagonista (trattasi di Thomas Sangster, 17 anni ma talmente deperito da dimostrarne 13, che molti avranno "ammirato" nel ruolo "extralight" del figlio di Liam Neeson in Love Actually) è talmente fuori parte da far credere che l'impero romano sia morto ben prima di questo racconto. Vogliamo parlare del guerriero su cui poggiano le speranze di tutti? L'ingessato, mono-espressivo Colin Firth che, dinamico come una natura morta con armatura, contribuisce all'archeologico torpore del film fantasy più noioso del quinquennio. Talmente brutto da far sembrare l'orrido Eragon un cult movie da antologia. Ciò che urta più di tutto è  il continuo flirtare della protagonista femminile, per nulla coinvolta dalla gravità degli eventi che si susseguono. Uccide un po' di gente "alla Matrix" e poi flirta. Scala una montagna e flirta di nuovo. Respinge un'orda di guerrieri professionisti che nemmeno in 300...e flirta un'altra volta!  Manfredi si è dichiarato: "Ottimista. L'uomo riparte sempre dalle macerie, raccoglie i cocci e li rimette insieme". Che questa sia l'ultima profezia per L'ultima legione?

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