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LA RAGAZZA DEL LAGO

di Andrea Molaioli

Soggetto: Tratto dal romanzo norvegese di Karin Fossum "Lo sguardo di uno sconosciuto"
Sceneggiatura: Sandro Petraglia
Fotografia: Ramiro Civita
Montaggio: Giogiò Franchini
Musiche: Teho Teardo
Scenografia: Alessandra Mura
Interpreti: Toni Servillo, Fabrizio Gifuni, Valeria Golino, Anna Bonaiuto, Omero Antonutti, Marco Baliani
Produzione: Indigo Film - in collaborazione con Medusa Film
Distribuzione: Medusa
Nazionalità ed anno: Italia, 2007
Durata: 95' 
Data di uscita: 14 settembre 2007
Note: Film realizzato con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Friuli Venezia Giulia Film Commission

LA RAGAZZA DEL LAGO
3

Cinema di genere in Italia: questo sconosciuto. Ci ha provato, con coraggio ed efficacia, Andrea Molaioli ne La ragazza del lago, il film italiano della Settimana internazionale della Critica. Un thriller psicologico, dallo sfondo noir e dalla solida struttura, che si avvalora dell'arte recitativa di Toni Servillo nei panni di un commissario napoletano trasferito a Trieste. Oggetto delle indagini è la morte di una ragazza trovata ai bordi di un lago.
La routine indagatoria dà presto spazio ad incontri più approfonditi con parenti, amici e conoscenti della defunta, scatenando psico-reazioni a catena, con finale  risolutorio non del tutto scontato. Il film regge per tutta la sua durata (95') ed alterna azione a riflessione con la complicità di musica (di Teho Teardo) e fotografia (di Ramiro Civita) sapientemente espressive nell'economia dell'insieme. Si respirano le atmosfere di Simenon e Dürrenmatt, benché il soggetto originario sia tratto dal romanzo della norvegese Karin Fossum, "Don't look back", sceneggiato poi da Sandro Petraglia. I personaggi sono parte di una giostra che, mentre vorticosa accelera attorno al mistero di una morte, girano attorno a se stessi svelando i lati nascosti delle proprie esistenze. L'opera prima di Molaioli, già aiuto di Moretti, Mazzacurati, Luchetti e Calopresti, rivela talento e rigore ma forse eccede in formalismo rispetto a possibili slanci sia di regia che, prima ancora, di sceneggiatura.
Buona la prova dell'ottimo cast, corale attorno a Servillo con i volti e le voci di Marco Baliani, Anna Bonaiuto, Fabrizio Gifuni e Valeria Golino. 

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