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SERGIO LEONE. AMERICA E NOSTALGIA
di Roberto Donati
Pagine: 192
Euro: 10,00
Editore: Falsopiano
Collana: Falsopiano Light
Qual è il peso specifico, intangibile e violento, della componente nostalgica nel cinema di Sergio Leone? Dove si nasconde e come viene tradotto filmicamente un elemento così imprescindibile nel concetto stesso di western all’interno della filmografia del regista romano? Quando, e attraverso quali espressioni, la nostalgia e la memoria - la lontananza e la sofferenza - divengono mito?
Roberto Donati (solamente omonimo dello storico sceneggiatore Sergio, coincidenza della vita per anni collaboratore di Leone), giovane saggista cinematografico con ambizioni da filmaker (ha già scritto e diretto qualche cortometraggio), prova a tracciare un’affascinante ed immaginifica linea guida che, attraverso la Trilogia del Tempo – C’era una volta il West (1968), Giù la testa (1971) e C’era una volta in America (1984) – costringe il lettore a rapportarsi nuovamente con emozioni irrimediabilmente irrisolte: è proprio con personaggi che non hanno mai abbandonato definitivamente il passato che i tre film analizzati giocano il loro punto di forza, trasponendo nel Mito l’esistenza di volti e corpi che, di fatto, scompongono la componente prettamente umana per modificarla eternamente. E’ solo in questo modo, ce lo ha insegnato Leone, che il semplice uomo diventa antieroe: ripartendo dai meandri di un presente che non può non prescindere dal suo passato. Di grandissimo interesse, a corollario del tutto, le due interviste realizzate dall’autore con Sergio Donati e Luca Beatrice, critico d’arte esperto del cinema di Sergio Leone.
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