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VENEZIA 64. DOVE VANNO I LEONI?

Sempre più incertezza sulle decisioni della giuria capitanata da Zhang Yimou. Anche Jesse James tra i favoriti, con Ang Lee, Abdellatif Kechiche e il sopravvalutato 12

VENEZIA 64. DOVE VANNO I LEONI?

È un verdetto tribolato, quello della giuria di quest'anno: siamo certi che le sorprese non tarderanno a mancare. Mai come in questa occasioni, le immancabili voci della vigilia si sono rincorse per l'intera mattinata, smentendo le precedenti e sostituendo nuove candidature ad altre che apparivano già scontate. Così Abdellatif Kechiche, il cui film La Graine et le Mulet è risultato senza dubbio il più amato tra i film in rassegna, si è visto scalzare la palma (!) di favorito da 12, teatrale (e un po' furbo) gioco di stile del famigerato Nikita Mikhalkov, sempre al posto giusto nel momento giusto...
Ma occhio anche ad Ang Lee: il regista di Lust, Caution ha trionfato solo due anni fa al Lido con Brokeback Mountain, ma il suo lussuoso dramma a sfondo erotico ha avuto i suoi estimatori ed è forte di una confezione formalmente (e al solito) ineccepibile. E indiscrezioni dell'ultima ora, fondate o meno che siano, vedono risalire vertiginosamente le quotazioni del bistrattato The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford, che in effetti, seppur non compatto, è stato maltrattato oltre i suoi demeriti.
Un gradino più in basso per Paul Haggis, forte di un ottimo film (In the Valley of Elah), mentre è sempre più probabile che la tecnica buttata negli occhi di pubblico e critica da Brian De Palma con Redacted potrebbe giocare a suo favore. E gli attori? Molti tifano per la coppa Volpi a Cate Blanchett (I'm not There), indubbiamente straordinaria. Ma si è fatta notare anche Kierston Wareing per It's a Free World di Ken Loach, e la bella Hafsia Herzi nel film di Kechiche. Mentre appare più improbabile il riconoscimento a Charlize Theron per il succitato film di Haggis, in cui invece ha maggiormente convinto Tommy Lee Jones come protagonista maschile. Categoria in cui Jones dovrà vedersela con l'ottimo Casey Affleck (sempre per Jesse James) e Michael Caine per Sleuth (e lasciamo perdere Jude Law, per favore...), mentre ci auguriamo che prevalga il buonsenso sorvolando sulla possibile candidatura di George Clooney per il francamente insipido Michael Clayton, come per un riconoscimento collettivo al cast sopra le righe del film di Mikhalkov.
Ultimo gradino, dedicato agli outsiders: di spazio ne avranno pochino, se c'è posto per Mikhalkov nel palmarés vuol dire che il verdetto sarà di stampo classico. Menzioniamo comunque The Sun also Rises, film cinese di Jiang Weng dai meriti formali di gran lunga superiori a quelli contenutistici, il sorprendente Todd Haynes di I'm not There, penalizzato dalla sua natura ibrida e difficilmente catalogabile, e Peter Greenaway, che con Nightwatching ha irretito più fans del solito. Staremo a vedere...

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Ieri sera ero alla premiazione de tim barton che credevo stava n  sala grande nvece me c’hanno cacciato n malo modo pure se gli ho detto che c’era miuller che mi apsettava. allora ho pensato vabbe starà al casino e so entrato che proiettavano il nuovo western de tim. Che l’ha pure presentato.

 

Parla bene italiano, però me pareva n ber ragazzo nvece me sa che è n po’ invecchiato, è tarchiatello e pure pelato.

 

Vabbè questo per dire che alla fine ho conosciuto tim che m’ha detto chi vince perché lui conosce tutti e de sicuro vince grinawai che è il più colorato, branagh perché il più sincero e ir cinese perché un cinese vince sempre non importa quale.

 

M’ha fatto n sdacco piacere conosce tim, che poi ho scoperto che è n nome d’arte perché lui se chiama pasquale. I western sua però so n piombo c’ho dormito sopra pure se sparavano a manetta


Sab, 08/09/2007 - 18:14