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ARRIVA BRAD: TRIONFA IL NON FASCINO INDISCRETO DELLA MEDIOCRE BORGHESIA

Brad Pitt, il produttore Ridley Scott e il cast (su tutti Casey Affleck) presentano il bel western in concorso The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford. Ma è un'occasione sprecata, tra domande inutili e interventi altrettanto inadeguati

ARRIVA BRAD: TRIONFA IL NON FASCINO INDISCRETO DELLA MEDIOCRE BORGHESIA

Si esce dalla sala, dopo aver assistito a un film notevole ed introspettivo (quasi tre ore di viaggio intimo) come The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford, e ti aspetti di assistere a qualche domanda intelligente dettata da sana curiosità. E cosa trovi invece? "Mister Pitt, come fa a gestire 4 figli? Io ne ho uno solo e già mi basta!" Brad, Brad, Brad... È imbarazzante quello  che avviene.
Il regista Andrew Dominik, gli attori Casey Affleck, Sam Shepard, il regista, in questo caso produttore, Ridley Scott, devon praticamente sottrarre le risposte dalle domande rivolte in modo tempestoso al bello di Hollywood, che certo ha dimostrato di avere un'anima ma non può essere il ricettacolo di mitragliate inconsulte in ogni occasione. Purtroppo qui ne avviene un'ennesima conferma. Ci si mette anche l'on. Grillini che, ringraziando Pitt per l'affermazione sua e di Angelina Jolie che "non si sposeranno fino a quando non saranno accettati i matrimoni omosessuali", chiede delle possibili pulsioni e tensioni omosex tra i personaggi. Risposte vaghe e bofonchiate. Ma come ha vissuto questo ruolo di produttore, Mister Pitt? "Per me la cosa più importante è che, avendone la possibilità, posso dare vita a film che altrimenti avrebbero molta difficoltà ad essere prodotti". Chapeau!
"È un film che più che tensione tra i personaggi, narra la tensione che vivono dentro di loro. Robert Ford è un codardo, frustrato, che cerca nell'uccisione di Jesse James quella corazza dorata che gli permetterà di sollevarsi dalla buca che si è scavato. Jesse James invece, proprio a causa della sua notorietà, si è rivestito di una corazza che tiene lontano il mondo." Ma guarda un po', una cosa interessante che, nella confusione degli interventi dei protagonisti, è risultato di un patchwork di parole di diversa origine, non di unica fonte.
Il titolo è così lungo, perché il libro (perché il film è tratto da un libro!) si intitola così, e al regista Dominik interessava che lo si mantenesse perché i fatti fossero in qualche modo già esposti e si potesse trattare di altre profondità. Sam Shepard si butta in una descrizione storica per definire in quale contesto la vicenda si svolga. Risulta che lo stesso governatore del Missouri avesse allora commissionato al codardo Rob di liquidare il leggendario Jesse. A Ridley Scott chiedono se lo sente come un film dal respiro anni settanta. "Può essere. Comunque è un film di difficile produzione tra i blockbuster moderni. E il bello è poterlo invece realizzare."
Rimane un'ultima domanda. A tutti gli attori viene chiesto se apprezzano i loro personaggi, e a quali personalità dell'oggi poterli paragonare. Shepard: "Forse Bush". Affleck bofonchia qualcosa, ma non si intuisce un bel niente. Brad: "Valentino Rossi". Deo gratias! Lo strazio è finito. Andiamo in pace.

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