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REDACTED, LA GUERRA DAL VERO DI BRIAN DE PALMA
Due decenni dopo Vittime di guerra, Brian De Palma porta a Venezia il war movie sull'occupazione dell'Iraq da parte delle truppe americane. In conferenza stampa, regista, produttori e due dei protagonisti
Accanto a Brian De Palma e ai due attori protagonisti Robert Devaney e Patrick Carroll (alti, biondissimi, quasi indistinguibili tra la folla del Lido nella loro assoluta tipicità yankee), l'incontro con la stampa di stamattina ha visto la partecipazione di quattro produttori del film Redacted, che a quasi vent'anni da Casualties of war riporta De Palma tra le trincee di una guerra di occupazione.
Ma se il Vietnam di Casualties of war era lo scenario ricostruito a posteriori di una guerra già conclusasi, Redacted ci porta nel vivo dell'attuale conflitto iracheno, in uno sforzo della finzione non solo di rendere e raccontare la realtà, ma di attuarne quasi una mimesi formale. Quello che regista e produttori hanno dunque voluto sottolineare in sede di conferenza stampa è stata la necessità della diffusione dell'immagine del conflitto, un'immagine che appunto non sia Redacted, ossia rieditata, depurata, modificata a scopo propagandistico, edificante o semplicemente dissimulatorio. L'intento del film di Brian De Palma è scopertamente militante: utilizzare la finzione per mostrare a un pubblico più vasto immagini che al momento hanno una fruizione per lo più limitata ai frequentatori della rete internet e ai fedelissimi del file sharing: con tutto che negli Stati Uniti questo dipenderà dalla capacità della Magnolia di trovare ulteriori sponsor, prolungando un piano distributivo che per adesso ancora prevede un pubblico relativamente limitato.
Pur nell'aderenza alla realtà, mostrata e documentata da filmati e immagini risultato di un lungo lavoro di ricerca, la drammatizzazione attuata da De Palma ha reso inevitabili scelte formali di cui il regista ha avuto modo di rendere conto: l'uso della musica, ad esempio, con la scelta precisa del tema di Barry Lyndon (la Sarabande di Handel) per le scene dei soldati fermi per ore ai checkpoint. "Il fatto è che non c'è niente di più difficile che raccontare la noia senza essere noiosi, e non c'è niente come Barry Lyndon che mi dia il senso della vita che rallenta. Questa lentezza e l'incedere della musica mi hanno dato modo di raccontare la noia, che è un elemento centrale, perché sono convinto che senza la noia molte delle cose accadute in Iraq non si sarebbero mai verificate". Infine, chiamato a commentare il possibile effetto del cinema sulle posizioni dell'opinione pubblica a proposito della guerra in Iraq, De Palma all'inizio non si sbilancia, ma poi esclama: "Le immagini potrebbero fermare questa guerra".


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