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ANG LEE: ALLA SCOPERTA DELL'UOMO ATTRAVERSO LA PASSIONE
Il regista hongkonghese e i protagonisti Tony Leung, Tang Wei e Wang Lee Hom presentano Lust, Caution, presente in concorso alla 64. Mostra
"Si vede che Ang Lee sa amare le donne." È l'osservazione che rompe il ghiaccio della conferenza stampa del nuovo film di Ang Lee (nella foto), Lust, Caution, che nel primo giorno del festival è stato capace di scaldare gli animi scavando nei labirinti della passione e dell'intimo umano. A proporla una giovane e affascinante giornalista orientale, che sebbene ossequiosa, tenta di andare ad indagare nel profondo.
Presenti oltre che il regista i protagonisti del film: Tony Leung, indimenticabile protagonista di In the mood for love di Wong Kar-Wai, l'esordiente ed eccellente Tang Wei, l'attor giovane Wang Lee-Hom, il coproduttore del film. Osa ancora la giornalista chiedendo cosa sia il sesso per lui. Ancora si mantiene un contegno che, a tratti, nel corso della mezzora di domande che si succederanno, scadrà nel pruriginoso. Forse è inevitabile quando si tratta una materia per molti rovente come la sessualità. Ma perché ci si dovrebbe accontentare di ennesime conferme? "Si tratta di una ricerca che ho compiuto con e in me stesso", risponde Ang Lee, "e che, come in tutti gli altri miei film, parte necessariamente da un discorso di sessualità, che non è unilaterale, ma onnicomprensiva, andando a toccare le basi dell'uomo. L'ambiguità che si trova anche qui è l'ambiguità che appartiene all'uomo. Non è una semplice analisi sociale".
"Mi piace chiedere sempre di più a me stesso, sorprendermi. Accorgermi del punto dove sono arrivato, e dedicarmi solo alle esperienze che mi piacciono", così lo stesso Tony Leung dimostra una messa in gioco al di là delle facile e basse interpretazioni. Fonte del film il romanzo/racconto breve di 28 pagine di Eileen Chang: "Tra tutti i suoi romanzi, questo è l'unico che parla di lei" aggiunge il regista. "Singolarmente, nei tanti punti oscuri, che si intravedono, in una così breve lunghezza, il romanzo suggerisce ciò che c'è di nascosto, dando la possibilità di esplorare la luce e il buio che appartiene ad ognuno di noi. È proprio per questo un punto di partenza e di arrivo." C'è chi chiede agli attori più giovani come abbiano risolto l'imbarazzo iniziale tanto da diventare più sciolti. Tang Wei e Wang Lee-Hom glissano elegantemente ringraziando Ang Lee, Tony Leung, e tutto lo staff per il grande sostegno e la grande professionalità dimostrata. Grazie a loro hanno imparato tanto. Lo stesso Ang Lee non evita di rimarcare, a domanda stuzzicante, il suo ritorno alle origini: "Grazie ad una visione distaccata, e distante, siamo in grado di comprendere meglio le cose. Da ciò ho potuto riappropriarmi delle mie origini orientali, distinguendole da quelle occidentali. Sono rientrato nella mia cultura, che è delineata intensamente nel film. Così si fissa la libertà, permettendomi di svilupparne il senso e l'equilibrio." C'è chi chiede ancora di violenza e sesso, e del loro significato nel film. Ang Lee taglia corto: "Ha visto il film. Perché questa domanda?"


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