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STRATEGIA DEL RAGNO

di Bernardo Bertolucci

Soggetto: ispirato al racconto Tema del traditore e dell'eroe di Jorge Luis Borges
Sceneggiatura: Bernardo Bertolucci, Eduardo de Gregorio, Marilù Parolini
Fotografia: Franco Di Giacomo, Vittorio Storaro
Montaggio: Roberto Perpignani
Musiche: non originali tratte dalle opere di Giuseppe Verdi Attila e Rigoletto
Costumi: Maria Paola Maino
Interpreti: Giulio Brogi, Alida Valli, Pippo Campanili, Franco Giovanelli
Produzione: Giovanni Bertolucci - Radiotelevisione Italiana, Red Film
Nazionalità ed anno: Italia, 1970
Durata: 100'
Formato: 35 mm - colore
Lingua: italiano

STRATEGIA DEL RAGNO
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Nella strategia della commemorazione che Venezia appronta per celebrare il proprio giubileo, il Leone d'Oro del 75° assegnato a Bernardo Bertolucci (quello tradizionale, alla carriera, è già nella bacheca di Tim Burton) è il momento più commosso, e premia nell'autore di Ultimo tango a Parigi il cineasta italiano più riconoscibile, e influente, dell'ultimo trentennio. A consegnarlo, nella stessa cerimonia che laurea il vincitore della 64. edizione, un'attrice - Stefania Sandrelli - che al regista parmense deve i ruoli di Partner e Novecento.
È l'occasione per riavvicinarsi ulteriormente al suo cinema con due prove d'epoca: di cui una, La via del petrolio, pressoché inedita al grande pubblico. L'altra è Strategia del ragno (rigorosamente senza articolo), tentativo rivoluzionario - e in anticipo sui tempi - di conciliare la narrazione cinematografica con le esigenze della committenza televisiva. Fotografato da Vittorio Storaro, a colori ma destinato alla trasmissione in b/n, il film è tutt'altro che televisivo nella messa in scena (e trattandosi di Bertolucci, non c'era da dubitarne); la regia trasfigura il reale, che scivola lentamente nel fantastico portandosi dietro la storia di Athos Magnani (Giulio Brogi), alla ricerca della verità sulla circostanze che hanno portato alla morte del padre antifascista. Tutto, intorno ad Athos Magnani che cerca chiarezza, ha il contorno viscido e inquietante di una ragnatela che viene tessuta intorno a lui, senza che possa più uscirne: l'ostilità di Tara, luogo fantastico e primigenio, in realtà una Sabbioneta irriconoscibile come le sue campagne dai suoni che il sound design amplifica iperrealisticamente.
L'impossibilità, da parte del protagonista, di ristabilire la verità assume il contorno di una simbolica condanna, la conseguenza di un passato impossibile da rimuovere: agli occhi della gente di Tara la memoria collettiva è ben più importante di quella individuale, e la prima finisce inevitabilmente con lo schiacciare la seconda, con tutte le implicazioni di carattere psicanalitico che questo comporta per Athos figlio, ormai in piena crisi di identità, omonimo del padre ma privo dell'aura mitica che è stata assegnata col tempo a quest'ultimo.
Un racconto di formazione, che svela il proprio, inguaribile stato d'essere: tutto questo è Strategia del ragno. Dove scoprire di essere in trappola può non bastare, per uscirne.

Athos Magnani (Giulio Brogi), eroe antifascista, è morto nel 1936 in circostanze misteriose. Trent'anni dopo il figlio (sempre Giulio Brogi) torna in paese, a Tara - nella realtà è la città di Sabbioneta - per scoprire la verità sulla morte del padre.

Figlio del celebre poeta e critico letterario Attilio Bertolucci, Bernardo nasce il 16 marzo 1941 nei dintorni di Parma. Trascorre la sua infanzia in campagna e appena quindicenne, con una cinepresa 16 mm. presa in prestito, realizza i suoi primi cortometraggi. Trasferitosi a Roma, Bertolucci si iscrive alla Facoltà di Lettere Moderne e si dedica alla poesia, seguendo le orme del padre. Nel 1962 vince il Premio Viareggio Opera Prima per il libro in versi "In cerca del mistero", ma l'amore per il cinema riemerge con prepotenza. Così nello stesso anno Bernardo Bertolucci abbandona l'università per lavorare come assistente alla regia in "Accattone", il primo film di Pier Paolo Pasolini, allora amico e vicino di casa della famiglia Bertolucci. L'anno successivo debutta alla regia con "La commare secca"  a cui segue, nel 1964, "Prima della rivoluzione". Dopo "Partner", con "Strategia del ragno" inizia la sua collaborazione con Vittorio Storaro. E' l'inizio degli anni '70 e Bertolucci, anche grazie al successivo "Il conformista", guadagna la fama internazionale nonché la prima nomination all'Oscar per la migliore sceneggiatura. Nel 1972 è la volta di "Ultimo tango a Parigi" A causa delle controversie sul film, censurato, Bertolucci viene condannato a due mesi di prigione e privato del diritto di voto per cinque anni. "Ultimo tango a Parigi" verrà sdoganato solo nel 1987. Nel 1976 il si dedica al kolossal e realizza "Novecento", con future star come Robert De Niro, Gérard Dépardieu e Stefania Sandrelli al fianco di artisti già affermati come Burt Lancaster e Donald Sutherland. Seguono "La luna" e "La tragedia di un uomo ridicolo", che non incontrano il favore del pubblico e della critica, e il suo più clamoroso successo, "L'ultimo imperatore", pellicola che ricostruisce la vita di Pu Yi, ultimo imperatore cinese. Il film conquista il pubblico e la critica, ottiene 9 premi Oscar ed è il primo e unico film italiano a ricevere il premio per la miglior regia, nonché l'unica pellicola nella storia di Hollywood a ricevere tutti gli Oscar per la quale è candidata. La cosiddetta trilogia straniera è completata da "Il tè nel deserto", tratto dal romanzo-culto di Paul Bowles e "Piccolo Buddha", viaggio nel profondo Tibet. Nel 1996 Bertolucci torna a girare in Italia, precisamente in Toscana realizzando "Io ballo da sola". Due anni dopo è la volta de "L'assedio" mentre il suo ultimo lungometraggio ad oggi è del 2003, The Dreamers, in cui ripercorre il '68 parigino attraverso tre giovani interpreti.

Filmografia:

1959 La teleferica (cortometraggio)
1960 La morte del porco (cortometraggio)
1962 La commare secca
1964 Prima della rivoluzione
1966 La via del petrolio (documentario)
1966 Il canale (documentario)
1967 Amore e rabbia (epis. Agonia, anche soggetto e sceneggiatura, uscito nelle sale nel 1969)
1968 Partner - Il sosia
1970 Il conformista
1970 Strategia del ragno
1971 La salute è malata (I poveri
muoiono prima) (documentario)
1971 12 dicembre (documentario)
1972 Ultimo tango a Parigi
1976 Novecento
1979 La luna
1981 La tragedia di un uomo ridicolo
1984 L'addio a Enrico Berlinguer (documentario)
1987 L'ultimo imperatore
1990 12 registi per 12 città (epis. Bologna)
1990 Il tè nel deserto
1993 Piccolo Buddha
1996 Io ballo da sola
1998 L'assedio
2002 Ten minutes older: the cello (cortometraggio)
2003 The Dreamers - I sognatori

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