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BIANCIARDI!
di Massimo Coppola
Sceneggiatura: Massimo Coppola e Alberto Piccinini
Fotografia: Giovanni Giommi
Montaggio: Giogiò Franchini e Latino Pellegrini
Interpreti: Luciano Bianciardi
Produzione: Indigo Films
Distribuzione internazionale: Indigo Films
Nazionalità ed anno: Italia, 2007
Durata: 60'
Formato: 35mm, colore
Lingua: Italiano
Neppure i minatori della Maremma sanno più chi è Luciano Bianciardi; ma quel po' che si ricorda di Ribolla, vicino Grosseto, si deve alle sue pagine, a I minatori della Maremma, che prima che il titolo d'un reportage furono quarantatre cadaveri. Eppure di Marcinelle si parla, anche in prima serata e persino per fiction: la favola bella (perché tragica) d'un Paese in trasferta, che denuncia l'omicidio per mano altrui. Meglio tacere del suicidio in casa, di un'industria estrattiva drammaticamente alla rovescia, dei minatori che tirano fuori altri minatori.
A colpi di Vespe e Caroselli, anniversari e celebrazioni, non c'è simbolo che non sia stato festeggiato e mandato a memoria: Bianciardi! (col punto esclamativo di un'invocazione) dimostra che per un urlatore alla sbarra, c'è sempre (almeno) uno scrittore che ha perso la voce. E dire che La vita agra lo circondò di attenzioni, anche femminili: il che - visti gli appetiti sessuali ben raccontati nel film dal merlo maschio Lando Buzzanca - non dovette dispiacergli. E forse è un bene che soltanto Massimo Coppola si sia ricordato di Bianciardi, prima con la sua casa editrice ISBN e ora con questo documentario: ché c'era il rischio, ma forse sopravvalutiamo la nostra tv, di un assedio di talk-show, pronti a parlare di artista maledetto, cavalcando donne e alcol. Senza pensare che le ragioni dell'autodistruzione, di un suicidio per interposta cirrosi, si trovano già tutte in una vecchia intervista, nel grido di un traduttore che s'accorge di prestare le proprie parole a libri inutili. Forse, nell'Italia sinistramente moralista (e moralista anche a sinistra) dei suoi anni, sentiva di buttarle via, le parole. E allora, se la bomba non si riesce a metterla nel grattacielo del padrone che uccide i minatori, la si sgancia sul proprio fegato. Perché "credi pure che la vita è agra". Quaggiù.
I romanzi e gli articoli di Luciano Bianciardi, l'autore de "La vita agra", sembrano comporre un'ideale autobiografia a puntate. Raccontano la storia di un intellettuale irregolare e anarchico venuto a Milano in nome dei minatori della sua Maremma, picchiati dalla polizia e uccisi dal grisou. Quell'intellettuale - come tanti altri in quegli anni - ha una missione da compiere, confusa ma precisa: fare la rivoluzione. Finirà inesorabilmente stritolato dagli ingranaggi della trionfante industria culturale italiana.
Morì a 49 anni, praticamente abbandonato da tutti, col fegato stroncato dall'alcool. Il suo fu quasi un suicidio. Ma chi era veramente Bianciardi, dietro la prima persona - un "io" opaco - che non abbandonò mai sulla pagina scritta? Quali erano le inquietudini che si agitavano dietro il suo perenne sarcasmo, il suo essere sempre e comunque fuori posto anche negli anni del successo mondano coinciso con l'uscita del film La vita agra di Carlo Lizzani e l'invito di Montanelli (subito respinto) a collaborare al Corriere della sera? Un viaggio tra Grosseto, Roma, Rapallo, Milano, per raccogliere le voci di quelli che vissero vicino allo scrittore la sua "vera" vita agra. La compagna Maria Jatosti, innanzitutto, per la quale mollò moglie e figli e scappò a Milano. La figlia Luciana, con la quale riallacciò un tenero e drammatico rapporto negli ultimi anni di vita. E poi i suoi editor, i vecchi amici di Grosseto, quelli della bohéme milanese e quelli dell'esilio di Rapallo, luogo scelto per scappare a quella Milano che "lo aveva accolto a braccia aperte - come ricorda Maria Jatosti - ma che non amava, anzi disprezzava".
Massimo Coppola, nato a Salerno nel 1972, dopo essersi laureato in Filosofia della Scienza (1999), ha svolto un Dottorato di ricerca in Scienze Cognitive, ma dopo due anni di attività presso le facoltà di Milano e di Torino ha abbandonato la carriera accademica. Ha collaborato e collabora con diverse testate giornalistiche (Intervista, Kult, Rockstar, Rolling Stone). Attualmente dirige insieme a Giacomo Papi la Isbn Edizioni, casa editrice di Milano.Fa parte di un gruppo di ricerca artistica con cui ha realizzato diverse installazioni audiovisive in presa diretta (tra le quali "Musica per divano preparato" presso la Galleria d'arte Contemporanea di Trento e poi presso ASSAB ONE).
Filmografia:
2007 Bianciardi!



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