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WU YONG (USELESS)
di Jia Zhang-ke
Fotografia: Yu Likwai, Jia Zhang-Ke
Montaggio: Zhang Jia
Musiche: Lim Qiong
Interpreti: Ke Ma
Formato: HD, colore
Nazionalità ed anno: Cina, 2007
Durata: 80'
Lingua: Cinese
Ci sono registi di cui si dice che girano sempre lo stesso film, e non è assolutamente detto che sia un male. Anzi. Jia Zhang-Ke appartiene senz'altro a questa categoria, avendo fatto dell'analisi della società cinese il punto fermo di ogni suo lavoro, non importa se documentario o fiction. In un paese in cui convivono, spesso con estrema difficoltà, la tradizione più antica e la modernità più all'avanguardia, Jia Zhang-Ke ha l'indubbia dote di collocare la sua videocamera nei punti dove più vivo è l'attrito tra questi due aspetti, e descrive la realtà con il suo sguardo sorprendente.
Dopo aver sorpreso molti l'anno passato vincendo il Leone d'Oro con il film di fiction Still life è dunque tornato a Venezia nella sezione Orizzonti Doc con Wu Yong - inutile, ma non futile - ovvero i vestiti secondo Jia Zhang-Ke. In tre ritratti distinti racconta di una fabbrica di Canton che produce abiti in serie, della presentazione parigina della nuova collezione della stilista cinese Ma Ke e di una piccola sartoria della zona di Fenyang che ha una clientela composta dai minatori che lì lavorano.
Il rapporto che si instaura tra un abito e la persona che lo indossa dipende soprattutto da come l'abito è stato prodotto. Un vestito tagliato e cucito a mano, che ha richiesto tempo, dedizione e magari anche amore porterà per sempre con sé questa storia, e chi lo indosserà non potrà prescindere da questo: certo non lo butterà via senza pensarci, esattamente come non lo farebbe se l'avesse ereditato dal padre o dal nonno. Se l'idea di un legame affettivo con un maglione o un calzino può lasciare in un primo momento perlomeno stupiti, basta inserire una simile teoria in un discorso più ampio che abbracci termini quali consumismo, produzione standardizzata e serialità - nel senso più ampio -per comprendere il lucidissimo messaggio che sottende Wu Yong. I lenti carrelli che aprono il film, che svelano lavoratrici e macchinari di una grande fabbrica tessile, proseguendo sugli abiti pronti appesi, soffermandosi sugli armadietti pieni e la mensa deserta, introducono i temi del documentario meglio di una voce over a commento o una qualunque didascalia.
L'immagine è sovrana anche nell'episodio dedicato a Ma Ke: nonostante l'intervista più delle parole sono le sue azioni a descrivere il rapporto che instaura con ogni creazione, che prevede anche un periodo di interramento prima della vendita perché anche la natura apporti il suo contributo. Una anti-fashion designer, per lo più cinese, che riesce a dire la sua in una delle capitali europee della moda non poteva che attirare l'attenzione di Jia Zhang-Ke. Che, nell'episodio dedicato alla sartoria, riesce a citare il suo precedente film in un dialogo tra minatori: "Anche qui butteranno giù tutto, vero?" "Cosi hanno detto". Per non dimenticare il progresso (?) che incombe.
Per la seconda volta (dopo Dong) il regista Leone d'Oro all'ultima Mostra del Cinema di Venezia segue le orme di un'artista: questa volta si tratta di Ke Ma, la famosa stilista di moda cinese, alle prese con il lancio del suo terzo marchio di moda dal nome Wu Yong (Inutile), presentato a Parigi in occasione della sfilata del Prét-a-porter autunno-inverno 2007 a Parigi. Jia segue la stilista per oltre cinque mesi, tra Fenyang, Guangzhou, Zhuhai and Parigi, documentando la nascita della linea di moda. Gli 80 minuti del film sono stati desunti da oltre 60 ore di girato...
Jia Zhang-Ke è nato nel 1970 in Cina, a Fengyang, una piccola città della provincia dello Shanxi. É laureato all'Accademia del Cinema di Beijing ed è un filmmaker indipendente. Jia Zhang-Ke - che pare sia famoso perché non sorride mai - ha fatto ritorno al suo paese natale in cerca di ispirazione; il risultato è una serie di film realistici sulla vita che si svolge nell'odierna Cina rurale, in piccole città. Gli ultimi anni hanno reso noto Jia al pubblico europeo, con The World e soprattutto Sanxia Haoren (Still Life), Film a sorpresa della scorsa edizione della Mostra veneziana e, altrettanto a sorpresa, Leone d'Oro come miglior film.
Filmografia:
1995 Du Du (cortometraggio)
1995 Xiao Shan Goes Home (cortometraggio)
1997 Xiao Wu
2000 Platform (aka: Zhantai)
2001 In Public (cortometraggio)
2002 Unknown Pleasures (aka: Ren Xiao Yao)
2004 Shijie (The World)
2006 Sanxia haoren (Still Life/ L'anima buona delle Tre Gole)
2007 Useless (documentario)


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