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IL PASSAGGIO DELLA LINEA
di Pietro Marcello
Soggetto: Pietro Marcello
Fotografia: Daria D'Antonio
Montaggio: Aline Hervé
Musiche: Mirko Signorile, Marco Messina
Produzione: Indigo Films
Distribuzione internazionale: Indigo Films
Nazionalità ed anno: Italia, 2007
Durata: 62'
Formato: 35mm, colore
Lingua: italiano
Sito ufficiale
Gli obiettivi reconditi probabilmente erano diversi, ma resta la sensazione che Pietro Marcello riesca dove Cao Guimarães ha fallito, che questo Passaggio della linea evochi atmosfere che Andarilho non riesce neanche a sfiorare. Dopotutto entrambi i documentari presentati a Venezia nella sezione Orizzonti analizzano personalità borderline alle prese con il tema affascinante del viaggio, del vagabondaggio, dello spostamento quasi migratorio. In un tanto desolato panorama cinematografico italiano, siamo orgogliosi quindi di ribadire che il nostrano Marcello ottiene un risultato notevole, efficace, mai monotono.
Il regista osserva con obiettivo indagatore (ma non indiscreto) il variegato popolo dei pendolari, che nel partire vanno "in missione come Superman, come James Bond" - questa è la disarmante definizione che dà della propria categoria uno degli intervistati. Soffermandosi sulle mille sfumature d'accento, gradazioni d'età, tonalità di pelle, Marcello costruisce un'armonia di volti che compongono l'unica comunità realmente eterogenea e pacifica al mondo, quella di coloro che sono costretti a convivere su rotaie e riescono a supportarsi e sopportarsi a vicenda: c'è chi usa il treno come mero mezzo di trasporto senz'anima, chi come fonte di reddito agognato, chi addirittura ci vive su e s'affeziona. Casi disparati s'affacciano allo schermo accennando con poche parole alla propria vita di migranti, alla propria condizione di anime divise tra il luogo degli affetti (solitamente in meridione: Campania, Puglia, Calabria, Basilicata) e il luogo di lavoro (nel migliore dei casi il freddo Nord Italia, ma capita tuttora che si finisca per lavorare in Germania o in Francia per alcuni mesi lasciando la famiglia quaggiù).
La durata concisa dell'opera potrebbe apparire un limite: si tratta invece di un'ora densa come il buio che fende, lasciando negli occhi i paesaggi nostalgici scorsi dal finestrino e un'impressione fuggevole di tramonto industriale. Il messaggio che ci induce a riflettere, però, non vuole affatto essere malinconico: come ci ricorda uno degli straordinari protagonisti del documentario, essere un vagabondo privo di radici e scegliere di vivere in un vagone ti conferisce l'impagabile dono della libertà. Basta questo a fare di te "il pezzente più potente del mondo".
Una carrellata dell'Italia a bordo dei treni espressi a lunga percorrenza.
Pietro Marcello è un giovane regista con all'attivo i documentari La baracca (2005), Il cantiere (vincitore dei premi Italia Doc e Libero Bizzarri nel 2004) e il videoclip The Ironic Death per i Cabaret Noir (2004).
Filmografia:
2002 Il cantiere (doc)
2004 The Ironic Death (videoclip)
2005 La baracca (doc)
2007 Il passaggio della linea (doc)


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