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ATONEMENT - ESPIAZIONE

di Joe Wright

Soggetto: dal romanzo di Ian McEwan
Sceneggiatura: Christopher Hampton
Fotografia: Seamus McGarvey
Montaggio: Paul Tothill
Musiche: Dario Marianelli
Scenografia: Ian Bailie
Costumi: Jacqueline Durran
Interpreti: James McAvoy, Keira Knightley, Romola Garai, Saoirse Ronan, Vanessa Redgrave, Brenda Blethyn
Produzione: Working Title Films
Distribuzione internazionale: Focus Features International
Distribuzione italiana: Universal Pictures
Nazionalità ed anno: Gran Bretagna/USA, 2007
Durata: 124'
Formato: 35mm
Lingua: inglese
Sito ufficiale   
Note: Film d'apertura della 64.ma Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica

ATONEMENT - ESPIAZIONE
2

Orgoglio... ed espiazione. Opera seconda di Joe Wright, premiato con un BAFTA per il Pride and Prejudice dell'esordio, Atonement divide gli animi come da copione: dibattuta tra un acceso rifiuto (a causa del moto semplicemente ondivago che caratterizza il timbro della narrazione, principalmente) e un applauso spontaneo (tutto merito della Redgrave, ça va sans dire), la platea deve al romanzo di Ian Mc Ewan il cinepolpettone in costume che traveste l'immancabile Keira Knightley da crocerossina e il fresco James Mc Avoy da soldato semplice.
Inghilterra, torrida estate 1935 - come se la temperatura inglese sapesse realmente essere afosa... ma si sa, il cuore della perfida Albione si scalda facilmente. Mentre il sole bacia il quadretto idilliaco della villa dei Tallis, i sogni romantici della tredicenne Briony (l'inquietante Saoirse Ronan) s'infrangono bruscamente nel sorprendere l'affascinante figlio della domestica in intimità con la di lei sorella. Orrore. La gelosa vendetta sarà immediata, aspra, feroce come solo un'adolescente ferita potrebbe concepire... Finché la guerra, reale protagonista della seconda parte del film, non getterà un'ombra spettrale su ogni cosa.
Questo primo film in concorso alla 64. Mostra del Cinema di Venezia lascia a dir poco perplessi: una partenza briosa, condita di humour pseudo-british che si lascia piacevolmente digerire, suggerisce a chi del romanzo nulla presume che si tratti di una commedia romantica ben scritta o poco più. Seguendo il dipanarsi del racconto, invece, improvvisamente tutto è morte, disperazione, dolore e crani fracassati: la seconda guerra mondiale, in breve, tratteggiata con la stessa maniacale cura per i dettagli. Infine, la trama si coagula attorno al nucleo dolente da cui si origina: e qui Vanessa Redgrave, versione ormai anziana della glauca protagonista, sa magistralmente il fatto suo.
Fil rouge che traghetta attraverso le varie fasi del racconto, unico denominatore comune di atti altrimenti ben distinti gli uni dagli altri, il martellare incessante della macchina da scrivere della protagonista accelera il battito e integra la suggestiva colonna sonora, fino a partecipare - prima di soppiatto, poi prepotentemente - al drammone che si consuma sullo schermo. Niente di più, niente di meno: storia di un'ossessione.

Nell'estate del 1935, l'aspirante scrittrice Briony Tallis accusa Robbie Turner - amante di sua sorella Cecilia - di un crimine mai commesso. Le loro vite non saranno più le stesse.

Nato a Londra nel 1972, dopo molti film televisivi Joe Wright esordisce nel 2005 con Orgoglio e pregiudizio, che vale alla protagonista Keira Knightley la nomination all'Oscar. Atonement è il suo secondo lungometraggio per il cinema. 

Filmografia:

1997 Crocodile Snap (cortometraggio)
1998 The end (cortometraggio)
2005 Orgoglio e pregiudizio
2007 Atonement (Espiazione)

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Acclamato da parte della critica come un futuro classico del cinema, Espiazione si conferma invece come uno dei punti più bassi raggiunti dal genere melò negli ultimi anni. Tratto dall’omonimo romanzo di Ian McEwan. Espiazione mischia con molta goffaggine la storia d’amore e il film di guerra, contornandolo di una superficiale e mal riuscita sperimentazione a livello linguistico, sfociando in un metalinguaggio da quattro soldi, del resto ricalcato dal romanzo. Superficiale perché solo accennato, quasi un divertissement per dare vivacità alla vicenda, mal riuscito perché abbandonato dopo neanche venti minuti di pellicola per lasciare il posto ad un lineare e noioso polpettone con finale a sorpresa (?). Se la questione dei punti di vista differenti poteva essere davvero la chiave linguistica su cui fondare l’intero film (ricalcata, d’altra parte, dalla struttura narrativo del romanzo omonimo) essa diventa invece un mero pretesto narrativo per appassionare lo spettatore sull’equivoco che segnerà la vita dei protagonisti. Ma in questo modo tutto diventa un semplice già visto, un’inutile aggiunta che non aggiunge nulla, semmai toglie, anche quel minimo di tensione che poteva venirsi a creare. Il resto, se si eccettua la bella scena metacinematografica del protagonista davanti a un film d’amore in bianco e nero in un cinema abbandonato durante al guerra, è un susseguirsi di clichè di genere, appesantiti da una narrazione lineare e mai appassionata – o appassionante. Perfino quella che poteva essere la scena più interessante – l’arrivo a Dunkerque – si trasforma in un pianosequenza – balletto a cronometro, un mero esercizio di stile. Inguardabili gli attori, finale gettato via, trama irrisolta (e quella sarebbe l’espiazione?) per un film che poteva esprime a livello linguistico molto di più, ma che si fa trascinare nel baratro della telenovela patinata da pranzo in famiglia davanti alla televisione.

VOTO IN DECIMI: 3/10

VOTO IN STELLETTE: */*****

Kinoglaz

"la camera non mente mai! La camera mente sempre!"

Da Redacted, di Brian De Palma


Sab, 15/09/2007 - 20:40

Ciao Kinoglaz...

Ho visto Espiazione...

Premettendo che il gradimento di un qualcosa, di qualsiasi cosa, è assolutamente soggettivo...

Personalmente... avendo visto come chiuque altro miriadi di film, posso dire con assoluta certezza che Espiazione è uno dei film più belli che io abbia mai visto...

Se la storia non fosse tratta da un romanzo... , quindi copiata, sarebbe da oscar...

Il tuo giudizio sugli attori è inconcepibile...

Dubito che quando hai visto il film la tua attenzione era rivolta sullo schermo... , forse guardavi i pop-corn o altro... 

Ti dico...

Credimi... mi sono inscritto in questo sito solo per dirti che il tuo giudizio su questo film è da censurare...

Non credo tu capisca molto di cinema...

Potresti rispondere a questa mia domanda...?!?!?

Sei un Critico?!?!?!?!?

Attendo una tua risposta...

Grazie.

Lun, 24/09/2007 - 01:30

Cercherò di essere il più gentile possibile nella risposta. Non cadrò nella provocazione, ma fammi almeno notare che esordire con la solita frase: "il gusto è soggettivo" e poche righe dopo gridare alla censura del mio commento (e ti sei iscritto solo per dirmelo? ma grazie!) non è proprio un modo coerente di procedere. Ma non voglio spostare l'attenzione sui vizi di forma,che poi sembra che non ho voglia di rispondere.

Allora Espiazione. Non mi ripeto, aggiungo solo una o due cosette. ll genere melò è da decenni sempre lo stesso, anzi da quando è nato non ha mai cambiato la sua impostazione lineare e sequenziale con personaggi vecchi come il mondo e drammi più o meno semrpe trattati allo stesso modo. Solo che, con il passare degli anni il melò cinematografico che aveva una certa forza drammaturgica (vuoi per gli attori, vuoi per i registi, vuoi per la sensibilità del tempo) ha finito, ripetendosi su se stesso, per degenerare progressivamente sfociando sempre più (e questa è anche colpa della televisione) in polpettoni patinati dominati da un linguaggio (non in senso di parole, capiscimi) televisivo (ma della peggior televisione). Insomma il melò ha preso da tempo la direttrice che interseca harmony e Beautyfull. Ora, la peggior pecca di espiazione e che in qualche modo ne pregiudica il giudizio è proprio perchè tenta di scardinare questo linguaggio da soap opera introducendo il tema dei diversi punti di vista(e qui sono i meriti), ma l'abbandona subito in luogo del solito (e noioso) polpettone lineare con sentimenti e lacrimoni gonfiati a go go. Come ci si possa commuovere per un film come questo io ancora non lo comprendo, un film che oltretutto ho trovato freddo, non partecipato che è proprio tipica della camera pattinata che non si appassiona di una virgola alla vicenda. Cos'ha questo film in più e ne dico uno per tutti, a un capolavoro come La vita è meravigliosa di Frank Capra (e lì si ci si commuove, lì sì è partecipata). Insomma per me Espiazione rinnega tutta quel tentativo di scardinare il genere (che poi era suggerito dal libro, non per altro) per prostituirsi, ancora al drammone/polpettone patinato che fa i suoi proseliti ma che non muove di una virgola il genere che continua la sua lenta e inesorabile corsa verso il nulla. Gli attori sono inguardabili perchè diretti malissimo (e anche la Redgrave non va oltre il minimo richiesto ad una attrice che si rispetti come lei), Mcavoy è il fratello brutto di russel crowe, la keira insipida.

 

Sul resto mi pare tutta provocazione e basta: l'unica cosa ti faccio notare che il fatto che la trama sia tratta da un libro non è per niente "rubata" come dici tu e anzi non inficia minimamente sul valore effettivo di un film. O forse pensi che capolavori come Full Metal Jacket o Rashomon non meritino riconoscimenti o dovrebbero essere valutati meno, solo perchè hanno preso la trama in prestito da materiale letterario?

 

E infine per rispondere alla tua domanda. No, non sono un critico. Lo sono nella misura in cui lo faccio per passione (per la scrittura e per il cinema). Lo faccio da molto tempo, ma sinceramente non posso fregiarmi di un titolo così alto. Ti ringrazio per il complimento involontario ;)

 

Sempre a disposizione

Kinoglaz

 

"la camera non mente mai! La camera mente sempre"

Da Redacted, di Brian De Palma


Mar, 25/09/2007 - 15:19