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EXODUS

di Penny Woolcock

Sceneggiatura: Penny Woolcock
Fotografia: Jakob Ihre
Montaggio: Brand Thumim
Musiche: Malcolm Lindsay
Scenografia: Neal Callow
Costumi: Suzanne Cave
Interpreti: Bernard Hill, Claire-Hop Ashitey, Daniel Percival, Richard Rowntree, Michelle Lam, Anthony Johnson, Michael Tulloch
Produzione: Artangel, Creative Partnerships Kent, Art Council England, Channel 4
Nazionalità ed anno: UK, 2007
Durata: 111'
Formato: 35mm, colore
Lingua: inglese
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EXODUS
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Gesù. No, non è un'invocazione (anche se potremmo esserne tentati): è ciò che manca ad Exodus per sconfinare definitivamente nel trash. Assistendo alla proiezione del film scritto e diretto da Penny Woolcock, incomprensibilmente selezionato nella sezione Orizzonti della 64. Mostra veneziana, restiamo progressivamente basiti e poi esilarati nel constatare come neanche la Bibbia sia esente da remake, in questi tempi di crisi creativa a trecentosessanta gradi. Povero cinema. Ecco a voi Mosè Reloaded.
In un futuro non meglio precisato (che ad un miope potrebbe ricordare Children of men, da cui ha tratto la protagonista femminile Clare-Hope Ashitey), un Paese anglosassone è retto dal dittatore molto poco liberal che risponde all'improbabile nome di Pharaoh Mann (Bernard Hill, dalla mimica semplicemente imbarazzante). Costui decide più o meno arbitrariamente di liberare da tutte le minoranze sociali, etniche, religiose la Terra Promessa che governa: per questo crea un gigantesco campo di concentramento, Dreamland, in cui far rinchiudere ebrei, musulmani, neri, diversamente abili, senzatetto, tossicodipendenti, punkabbestia e così via, secondo un criterio paurosamente elastico di "benpensantesimo" razzista. Durante una delle retate, una gitana in fuga è costretta ad abbandonare sulla spiaggia il secondogenito neonato: la donna benestante che commossa lo adotta è guarda caso la moglie del suddetto Faraone. Ovviamente, purtroppo, all'indifesa creatura viene inflitto il nome di Mosè.
Stupiti? È solo l'inizio. Seguiranno le avventure adulte dell'improbabile personaggio (Daniel Percival, dotato di una capacità espressiva vegetale, o tutt'al più ittica), innamorato di una degli Indesiderabili reclusi nel ghetto. Qui finisce imprigionato a sua volta per l'omicidio di una guardia. Nell'arco di pochi giorni, l'ex figlio di papà incontra la vera madre e non batte ciglio, conosce il fratello Aronne (sorta di rapper ispanico, ahinoi) e non batte ciglio, si sposa con Zipporah e non batte ciglio. Già che c'è, mentre diventa il controverso leader della baraccopoli sente le voci, durante la doccia appare flambé, diventa padre e per buon peso inizia a sobillare comicamente i reietti. Il resto è un graduale delirio in cui si affastellano pioggia di rane telematiche, alghe tossiche color sangue e bombe a scuola: nell'intenzion dell'autore sono moderne piaghe d'Egitto, ma fanno tremare di risa soffocate lo spettatore più che di terrore le vittime. Segue degno finale.
Gesù. D'accordo, questa forse era un'invocazione.

Una rilettura contemporanea del libro dell'Esodo, la storia di Mosè e della sua ricerca della terra promessa tra identità e migrazione.

Nata nel 1950 a Buenos Aires, il nome di Penny Woolcock è legato principalmente alla televisione e ai docu-drama Tina Goes Shopping e Tina Takes a Break, da lei anche sceneggiati. Nel 2003 il passaggio al grande schermo con The Death of Klinghoffer, ispirato all'opera di John Adams fino all'ultima pellicola datata 2006 Mischief Night, tragicommedia sullo scontro razzia. Exodus è il suo quarto film per il cinema.

Filmografia:
1989 Women in Tropical Places (TV)
1997 Macbeth on the Estate (TV)
1999 Tina Goes Shopping (TV) 
         The Five Of Us (TV)
2001 Tina Takes a Break (TV) 
          The Wet House (TV)
2003 The Death of Klinghoffer
         The Principles of Lust
2006 Mischief Night
2007 Exodus

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