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LE CHAOS (HEYA FAWDA)

di Youssef Chahine

Sceneggiatura: Abdel Nasser Rahman
Interpreti: Khaled Saleh, Mena Shalaby, Hala Sedky, Youssef El Cherif
Produzione: Jean Bréhat, Maged Youssef, 3B Productions, France 2 Cinéma, MISR International Films
Distribuzione internazionale: Pyramide International
Nazionalità ed anno: Egitto/Francia, 2007
Durata: 122'
Formato: 35mm, colore
Lingua: arabo
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LE CHAOS (HEYA FAWDA)
4 e mezzo

L'ultimo titolo in concorso è una grande, e piacevole conferma. Che il pubblico rischia di non comprendere, a causa di una messinscena volutamente aderente a clichés e stilemi kitsch del cinema di consumo egiziano, al quale siamo certamente abituati. Eppure l'abilità del veterano Chahine (classe 1926) nel travalicare i confini del suo paese con questa storia d'amore osteggiata dal cattivone di turno è incredibile. E mostra il Maestro al pieno della forma.
L'operazione destruttura il melodramma tradizionale dall'interno, accettandone le regole schematiche e manichee per mostrare una realtà, e un pese, dalla natura ben più sfaccettata e complessa di quel che a una prima occhiata potrebbe sembrare. Un tempo, quando  la cultura "bassa" era una realtà del Belpaese, lo facevamo anche qui, seppure con finalità comiche a noi ben congeniali: si pensi a  Straziami, ma di baci saziami.
Chahine allestisce un melodramma "obsoleto", messinscena ideale per una storia i cui protagonisti sono tradizione e modernità impegnate in un conflitto che non vede nessuno dei due elementi prevalere. Il caos cui fa riferimento il titolo ne è logica conseguenza: i due aspetti del mondo non sono affatto sinonimo di giusto e di sbagliato, come un vero melodramma avrebbe mostrato tramite  falsa dicotomia. Al contrario, l'oppressione conservatrice dei padri reca danno ai figli, incapaci a loro volta di vivere il mondo di oggi e di tollerare gli eccessi altrui, e così ironicamente costretti a tornare sui propri passi e nel ventre materno: il procuratore distrettuale, lasciando la ragazza che minaccia di suicidarsi, pronuncia un esilarante "francamente me ne infischio" che è un vero sberleffo verso una società rimasta colpevolmente ai tempi di Via col vento. E che osteggia la tecnologia, in grado di risolvere le indagini, con le armi antiche della corruzione e della sopraffazione.
Spettacolare il personaggio del poliziotto Hatem, che racchiude in sé il marcio del proprio paese ("Chi odia Hatem, odia l'Egitto" è la sua frase tormentone) e osteggia la felicità di una ragazza, fino a violentarla perché innamorato non di lei, ma della sua proiezione. Che, altrettanto beffarda, troneggia come squallido fotomontaggio nella camera del poliziotto, con il volto della casta fanciulla e il corpo di una modella da rotocalco. In questa immagine di basso gusto è racchiusa esemplarmente la schizofrenia di un mondo che vive il sesso di nascosto o fa finta che non esista: Chahine mette ironicamente tutti sullo stesso piano e non salva la cecità di nessuno, "buoni" e "cattivi" che siano. Ma sa essere ottimista, mostrando un popolo che, primigenio quanto si vuole, ha ancora l'orgoglio e la forza di scendere in piazza e ribellarsi. Dovrebbe pensarci il pubblico italiano, che ride sentendosi sempre superiore ma non protesta neanche a fronte delle nefandezze più macroscopiche.
Difficile che una giuria di registi come quella di quest'anno, il cui verdetto si preannuncia tribolato come pochi altri, possa dare riconoscimenti a questo film: ma anche se in pochi se ne sono accorti Le Chaos, con Le Graine et le Mulet che in molti (noi in testa) auspicano quest'anno vincitore, è il titolo più interessante della sezione in concorso.

L'ossessione amorosa del bieco poliziotto Hatem nel quartiere cosmopolita di Choubra nel Cairo, mentre dilaga la corruzione tra le forze dell'ordine e le proteste popolari sono represse con la forza.

Nato ad Alessandria d'Egitto il 25 gennaio 1926 Youssef Chahine ha iniziato i suoi studi in una scuola di frati per poi proseguire al College inglese fino al raggiungimento dell'High School Certificate. Dopo un anno all'università di Alessandria parte verso gli USA dove passa due anni al Pasadena Paly House, frequentando corsi sul cinema e arti drammatiche. Dopo il suo ritorno in Egitto l'operatore Alvise Orfanelli, pioniere del cinema egiziano, gli permette di realizzare nel 1950 il suo primo film Baba Amin; l'anno successivo con Ibn en Nil partecipa al Festival di Cannes. Cineasta impegnato non cessa di denunciare la censura e l'integralismo: con Fagr Yom gedid (1964) dipinge un ritratto critico della classe intellettuale, con Ikhtiyar, al- (1970) analizza la società del suo paese e critica l'affarismo in Intilak (1974); il suo carattere contestatario lo porta ad un breve periodo in prigione nel 1984 per aver diffuso un film vietato dalla censura. Nel 1970 viene premiato con il Golden tanit al Festival di Cartagine e nel 1973 dirige la prima coproduzione egiziano-algerina. Vince l'Orso d'argento a Berlino nel 1978 con Iskanderija... lih?, prima parte di una trilogia poi completata con i successivi Hadduta misrija (1982) e Iskanderija, kaman oue kaman (1990). Nel 1992 Jacques Vassalle gli propone di adattare una piece della Commedie Francese; Chahine sceglie Caligola di Albert Camus, che diventa un grande successo. Lo stesso anno inizia a scrivere Mohager, al-, una storia ispirata a Giuseppe, figlio di Giacobbe. Riesce a giurare il film dopo alcune difficoltà nel 1994. Nel 1997, 46 anni e 5 inviti dopo, partecipa nuovamente fuori concorso al Festival di Cannes con Massir, al-.

Filmografia:

1950 Baba Amin
1951 Ibn el Nil
1952 Muharrij al-Kabir, al-
1953 Sayedat al-Qitar
         Nissae bila regal
1954 Siraa Fil-Wadi
         Shaytan al-Sahra
1956 Siraa Fil-Mina
1957 Wadda'tu hubbak
         Inta habibi
1958 Djamilah 
         Bab el hadid
1959 Hubb lel-abad
1960 Bein edeik
1961 Rajul fi hayati
         Nida al'ushshaq
1963 Naser Salah el Dine, El
1964 Fagr Yom gedid
1965 Biya el-Khawatim
1967 Id al-Mairun
1968 Nass wal Nil, al-
1969 Ard, al-
1970 Ikhtiyar, al-
1971 Rimal min dhahab
1972 Salwa
         Asfour, al-
1974 Intilak
1976 Awdat al ibn al dal
1978 Iskanderija... lih?
1982 Hadduta misrija
1985 Adieu Bonaparte
1986 Yawm al-Sadis, al-
1990 Iskanderija, kaman oue Kaman
1991 Cairo As Seen by Chahine
         Qahira menauwwara bi Ahlaha, al- (TV)
1994 Mohager, al-
1995 Lumière et compagnie
1997 Massir, al-
1999 Autre, L'
2001 Skoot hansawwar
2002 11'09''01 - September 11 (segment "Egypt")
2004 Alexandrie... New York
2007 Chacun son cinéma ou Ce petit coup au coeur quand la lumière s'éteint et que le film commence (segment "47 Ans Après") 
         Le Chaos

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meno male che oggi sto n po meglio. me so vista il film egiziano che è davvero molto belod. me so fatta na dormita che su du ore avrò visto mezz'ora, però se vede che è bello e ce stanno pure du bei ragazzi.

non capisco che c'hanno tittiuoii da dire contro de marra. ieri volevo applaudire ma stavano tutti a fischiare c'avevo pure paura che me menavano. io me so commopssa, poi me piace la stella ma quando dicevo hai visto la stella tutti me rispondevano che te vedi che è tutto coperto.

stasera ho svortato il venerdì. ho torvato n bagarino vicino ar mare che m'ha rimediato il biglietto per stasera della premiazione a tim barton, gli ho dovuto mollare 350 euro ma voi mette?

 mo entro e frego tutti, me so protata il vesdtito che ho messo sulla cruisette quando m'hanno fermata n quattro. stavorta non ce n'è per nessuno.

domani vedo miuller ar casino e ve dico chi vince


Ven, 07/09/2007 - 16:32