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MICHELANGELO ANTONIONI CI HA LASCIATO IERI

Il Maestro dei Maestri si è spento ieri in una calda giornata estiva...

MICHELANGELO ANTONIONI CI HA LASCIATO IERI

Il vuoto che Antonioni lascia è un vuoto incolmabile, un vuoto nell'anima, nella nostra anima ferita da ciò che lascia dietro di se, e a me tocca in modo particolare. Ho avuto il privilegio di stare con lui per oltre 3 anni, lavorando su un progetto mai realizzato ma nel quale lui e tutti noi (la moglie Enrica, Enrico Sanna, Mark Peploe, Dean Tavoularis, etc.) credevamo follemente trascinati dalla sua vitalità, anche se già colpito dall'afasia e dall'emiparesi che ne limitava i movimenti. Un vuoto che non sarà mai colmato. Ci lascia un grande Maestro, ma, anche, e soprattutto, un amico, una persona cara, un uomo geniale, inavvicinabile in apparenza, ma, dotato di un'umanità e di una sensibilità straordinaria. Abile oratore, uomo coltissimo con il quale interagire era una continua sorpresa grazie ai suoi mille interessi e alla sua voglia di scoprire sempre cose nuove. Un uomo di grande comunicazione alla faccia dell'etichetta che gli era stata affibbiata "dell'incomunicabilità" del suo cinema. Un cinema sempre attento a quei sottili ed impercettibili movimenti dell'anima e dei sentimenti.
Michelangelo Antonioni, un regista che ha saputo portare il verbo cinematografico ad altissimi livelli ottenendo riconoscimenti e attestati di grande ammirazione ovunque grazie al suo cinema fuori dal tempo e dai tempi. Un cinema che lasciava sempre stupiti, attoniti grazie a quelle sue peculiarità che lo hanno reso unico. Non ha avuto allievi né discepoli, ma molti che hanno cercato di ricalcarne le orme in modo quasi "oltraggioso". Il suo cinema era solo suo. Non può e non poteva esistere un suo clone. Per questo la sua assenza lascia dei vuoti spaventosi. Crateri di una coscienza cinematografica che non si potrà mai più toccare.
Chi non ha mai visto un film di Antonioni non può dire di conoscere il cinema, il vero cinema, ma neanche avere una lontana idea di cosa possa essere il cinema. Un vuoto che non potrà mai essere riempito, ma che attraverso i suoi film potrà continuare a vivere, anche se senza di lui sarà un'altra cosa.
Un pezzo di cinema è morto insieme a Michelangelo (e scusatemi se lo chiamo per nome ma credo di poterlo fare), ma anche un pezzo di me, della mia storia, della mia sensibilità, del mio sguardo verso e sul cinema... si è spento quello sguardo curioso che Michelangelo possedeva, su tutto ciò che era immagine in movimento... Quante volte insieme siamo stati in una sala cinematografica, quante volte abbiamo parlato di cinema, di film, di altri autori... chiacchiere mai banali ma sempre intense tese a sviscerare con obiettività un film, un autore... ma anche un istante di vita. Per Michelangelo ogni immagine che passava davanti a lui aveva un fascino particolare. Anche il passaggio di un'automobile, come quello di un "passaggio di nuvole" sulla sua splendida casa in Umbria. Quante volte abbiamo mangiato insieme con il piacere di godere di quello che si stava facendo, di gustare ogni stilla, ogni più piccolo frame della vita e di tutto ciò che ne arrivava...
Scusate, sto andando sul personale, ma è inevitabile quando hai conosciuto un uomo del genere...
Un dolore che nulla e nessuno potrà lenire. E come me tanti altri saranno orfani di questo grande regista e grande uomo che ci ha lasciato come sua eredità film che rimarranno per sempre. Antonioni mai troppo omaggiato ed osannato dal cinema stesso, anzi a volte osteggiato per il essere fuori dagli schemi, fuori da ogni logica politica e di clientelismo. Un uomo che... è difficile andare avanti, continuare a parlare di Michelangelo in questo momento... e credo che a lui sarebbe piaciuto "uscire di scena" senza tanti strombazzamenti e suoni di tamburi... casomai con un "Grido" afono a dissentire una volta di più da un sistema fasullo e privo di quell'energia che LUI ha sempre avuto...
Addio Michelangelo, da un caro amico che da oggi avrà una parte di cuore in meno... un cuore spezzato che non potrà mai "rigenerarsi".

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... nel dolore che percepisco da quanto ho letto...
una parte di lui che non hai perso... che porti con te... una parte di cuore in più caro Mauro...
ciao
Andrea


Mar, 31/07/2007 - 16:24