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THE NINES – I NOVE
di John August
Sceneggiatura: John August
Fotografia: Nancy Schreiber
Montaggio: Douglas Crise
Musiche: Alex Wurman
Scenografia: E. Colleen Saro
Costumi: Molly Grundman
Interpreti: Ryan Reynolds, Hope Davis, Melissa McCarthy
Produzione: : Dan Jinks, Bruce Cohen, Dan Etheridge
Nazionalità ed anno: USA, 2007
Durata: 99'
Formato: 35mm
Lingua: inglese
Tre film al prezzo di uno. Lo sceneggiatore degli ultimi film di Tim Burton, John August, esordisce alla regia e lo fa in maniera sofisticata. La confezione di The Nines, infatti, prevede tre corti (33' l'uno per un totale di 99') che sviluppano altrettante storie solo in apparenza scollegate l'una dall'altra. In realtà, i tre protagonisti di ogni segmento (interpretati dai medesimi attori) rievocano temi e citazioni visive degli altri episodi, con l'intenzione di compierne il senso.
Temi messi in scena sono la ricerca di identità tra realtà e finzione. The Nines è pretenziosamente lynchiano, in forma (un bianco e nero a sfondo azzurro, inquadrature e movimenti ricercati) e contenuti (i personaggi traducibili nei diversi sguardi di uno stesso individuo, la stratificazione dei significati). Il cinema di August sceglie soluzioni difficili e sovrastrutturate per evocare il surreale, l'inconscio, mondi reali o virtuali con espressioni reiterate quali "This is as real as anything can be" (Questo è vero come qualunque cosa può esserlo). I tre episodi, esteticamente, muovono sulla commistione dei generi: dal videoclip al grottesco, dal thriller al musical, dall'horror allucinogeno al fantasy. La presunzione di autorialità e complessità ad ogni costo e mezzo emerge anche dai titoli dei corti (The Prisoner, Reality Television, Knowing), per un lavoro che - alla fine - apre realmente a tante (troppe) variazioni e interpretazioni sul tema.
Film in tre episodi, interpretati dalla medesima coppia d'attori (Ryan Reynolds e Hope Davis). Nel primo, "The Prisoner", un noto attore (Gary) è prigioniero del suo esuberante produttore (Margaret) all'interno di una casa controllata da mille congegni tecnologici. La vicina (Sarah) cerca di rendere edotto Gary di quell'incredibile situazione. Nel secondo episodio, "Reality television", Gary è autore della puntata pilota di una serie tv prodotta da Sarah. Alcune indagini di mercato inducono Sarah e Gary a liberarsi dell'amica/collaboratrice Margaret.
Nel terzo episodio, "Knowing", i coniugi Gary e Margaret hanno un incidente d'auto lungo una strada di montagna. Mentre Gary va alla ricerca d'aiuto, la piccola Elle - guardando una videoregistrazione - scopre, insieme alla mamma, la vera identità del padre. Lo stesso succede a Gary nei confronti di se stesso, dopo aver incontrato per strada la misteriosa Sarah.
John August è nato il 4 agosto 1970. È sceneggiatore, produttore, regista, autore di testi musicali anche per colonne sonore. Laureato in giornalismo alla Drake University, è noto soprattutto per essere lo sceneggiatore degli ultimi film di Tim Burton, tra cui Big Fish, Charlie e la fabbrica di cioccolato, La sposa cadavere. Nel 1998 ha diretto un corto, God, molto apprezzato dalla critica.
Filmografia:
1998 God (cortometraggio)
2007 The Nines
elsa dante youniss ha scritto:
"Non tornerà più" dice alla fine del film la bambina-attrice ma anche astuta interprete del tortuoso viaggio interno che vive il protagonista di questo film metacognitivo.
Ma chi è il vero protagonista del film? Si tratta dello stesso personaggio che si re-incarna in tre personaggi diversi collegati da un problema comune, quello dell'esistenza? oppure il vero protagonista è il "creatore" con la "c" minuscola? cioè ognuno di coloro che si dedicano, ad un momento o ad un altro della loro vita, a creare delle realtà supplementari, o piuttosto delle finzioni che prendiamo per realtà?
Anche se molte sono le interpretazioni che si possono proiettare in questo film, penso che la più soddisfacente è stata per me proprio quella di vedere una dialettica continua tra il creatore ed i personaggi creati a cui dà vita e speranza ma che può anche, in un momento di disperazione e di sconforto, annullare e far svanire nel niente. E' come se, in quell'ultimo momento, non solo i personaggi creati ma anche l'autore stesso, onnipresente sebbene poco visibile*, decidesse di svanire e quindi di cedere di fronte alla difficoltà ed al trauma della creazione. Non tornerà più, ma forse ritornerà sotto altre sembianze ed altre creazioni...o è già tornato? infatti chi è costui che crea i personaggi e le storie del film se non qualcuno che ha saputo tirarsi sù dalla crisi e ....creare di nuovo per raccontare il suo travaglio interiore?
elsa dante youniss
*si direbbe più presente nel secondo episodio, ma non potrebbe essere lui stesso una creazione?


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