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NEW QUEER CINEMA – POISON - DOTTIE GETS SPANKED - SWOON
di Todd Haynes e Tom Kalin
Cast: Poison: Edith Meeks, Scott Renderer, Larry Maxwell, Susan Gayle Norman, James Lyons; Dottie Gets Spanked: Evan Bonifant, Barbara Garrick, Julie Halston, Robert Pall, Harriet Harris; Swoon: Daniel Schlachet, Craig Chester
Nazionalità e anno: USA, 1991-1993-1995
Distribuzione: Dolmen Home Video
Edizione: inglese
Sottotitoli: italiano
Audio: dolby-digital 2.0
Schermo: i primi due letterbox 4:3 1.33:1, l’ultimo widescreen anamorfico 1.78:1
Durata: 83’, 26’, 87’
Extra: Filmografie dei registi.
Note: Per i tre film dobbiamo annotare un audio limpido e ben presente, con toni vivi e netti. La qualità dell’immagine invece è ottima per Swoon, con un bianco e nero di grandissima qualità, ben contrastato, che regge bene sia i toni chiari che quelli scuri. Di tutt’altra qualità gli altri due con colori impastati, scie, immagine impastata come se i pixel fossero impazziti andando a formare chiazze informi, questo soprattutto per le scene notturne e scure in generali, la situazione si risolleva quando è giorno o con scene chiare. Gli extra sono ridotti al minimo.
Regione: 2
Sito ufficiale: www.emik.it
Qualità artistica: Ottima/Buona
Qualità immagine: Buona
Qualità audio: Buona
Qualità extra: N.G.
4 e mezzo
Poison… “Il mondo intero sta morendo di panico”… così inizia il film, con questa dicitura assai inquietante, come del resto sono inquietanti i tre episodi, che si intrecciano di continuo, che compongono il film. Basato sugli scritti di Jean Genet il film racconta tre storie.
Il primo è l’omicidio di un uomo da parte del figlio di sette anni Richie Beacon che dopo aver ucciso il padre che maltrattava la madre si getta dalla finestra e vola verso il cielo; il secondo è la vicenda di uno scienziato che beve la pozione contenente l’essenza della sessualità, ma che in realtà gli da una malattia simile alla lebbra attraverso la quale contagia molte persone, tra cui anche la donna di cui si innamora; e la terza è la relazione ossessiva tra due carcerati, che mette in mostra l’omosessualità che è presente in questi luoghi di contenzione. Tre storie che ruotano sulle malattie del mondo, sulla paura dell’uomo di ciò che non conosce, della violenza insita in ognuno di noi, della paura dell’amore che come viene citato nel film viene definito “amore violento”, ovvero l’amore è qualcosa che ti strappa letteralmente le budella dalle viscere. Ma soprattutto la paura dell’oscurità (e i tre episodi sono ambientati molto in situazioni notturne) sia quella dell’oscurità reale che quella della mente e come dice Genet…“Un uomo deve sognare a lungo per poter agire con grandezza, e i sogni si coltivano nell’oscurità.”
Dottie Gets Spanked. Steven Gale è un bambino d sette anni, etichettato come effeminato perché fan di Dottie, una star della tv, protagonista di una sit-com. Incessantemente disegna la sua donna perfetta, sempre con i capelli riccioluti… A scuola tutti lo prendono in giro per questa sua piccola mania, ma lui tira dritto per la sua strada. Vincendo un concorso riesce ad andare sul set dove lavora l’attrice. Ma come ben si sa la realtà è sempre diversa dalla finzione. Il bimbo già durante le prove rimane interdetto a sentire e vedere la vera anima di Dottie, e poi quando sulla scena la stessa attrice viene sculacciata per lui è il crollo di un mito. Tornato a casa, quando tutti dormono, prende il disegno che ha fatto di Dottie che viene sculacciata, lo piega, lo incarta con della stagnola e poi lo va a seppellire nel giardino e con lei seppellisce tutti i suoi sogni, forse è venuto il momento di crescere e prendere contatto con la realtà…
Swoon. Questo film di Tom Kalin è un’autentica sorpresa. Mettendo da parte il nostro orgoglio dobbiamo ammettere che non lo conoscevano, ma ora dopo averne visto il film siamo fieri di “averlo incontrato cinematograficamente”. Lo reputiamo un grande regista e siamo curiosi di vedere gli altri quattro film che ha girato dopo di questo per vedere se poi ha mantenuto le promesse e le premesse di questi autentico gioeillino sia nei contenuti che da un punto di vista formale. Il film racconta la scioccante storia di Nathan Leopold e Richard Loeb, due omosessuali di buona famiglia, che furono accusati nel 1924 di aver rapito e ucciso un ragazzo. Un delitto a lungo pensato e concepito, che trova nell’arco di 8 mesi la sua gestazione e quindi “il parto”. Una genesi che viene raccontata nel film con dovizia di particolari, facendo ricorso anche ad immagini di repertorio dell’epoca. Un episodio drammatico della storia americana al quale si sono ispirati altri due film, Nodo alla gola, di Alfred Hitchcock e Frenesia del delitto, di Richard Fleischer, con Orson Welles, ma che forse solo con questo si ricostruisce appieno il dramma di quel “fattaccio” privo di senso e senza onore alcuno, se non quello di riempire le loro giornate fatte di sesso e di poco altro, dove la noia la fa da padrona. Due uomini, che una volta arrestati tirano il fuori il peggio di se, meschini, vigliacchi e privi di scrupoli, che si incolpano l’un con l’altro, una volta scoperti. Due anime alla deriva che non danno nessuna importanza agli altri se non in funzione dei loro desideri. Un film “tenebroso” che ammanta l’uomo in genere di un cotè poco gratificante… Dentro ognuno di noi alberga il mostro…
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oshima ha scritto:
Finalmente si da spazio anche a prodotti non di nicchia ma che vanno oltre, come questi bei film di Todd Haynes e quello Tom Kalin, grande regista di videoart e di spot... Tre grandi prodotti
Lun, 02/01/2006 - 02:36


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