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TRANSFORMERS THE ALBUM – Colonna sonora originale

di Artisti Vari

Track listing:
1. What I've Done - Linkin Park 3:25
2. Doomsday Clock - Smashing Pumpkins 3:44
3. This Moment - Disturbed 3:05
4. Before It's Too Late (Sam and Mikaela's Theme) - Goo Goo Dolls 3:05
5. Pretty Handsome Awkward - The Used 3:35
6. Passion's Killing Floor - H.I.M. 5:14
7. What's It Feel Like to Be a Ghost? - Taking Back Sunday 3:43
8. Second to None - Styles of Beyond feat. Mike Shinoda 3:07
9. End of the World - Armor For Sleep 4:01
10. Retina and the Sky - Idiot Pilot 3:37
11. Technical Difficulties - Julien-X 4:22
12. Transformers Theme - MuteMath  2:46

Durata totale: 43:44
Etichetta :Warner Bros.
Anno: 2007

TRANSFORMERS THE ALBUM – Colonna sonora originale
1 e mezzo

Le collezioni di canzoni ispirate da una pellicola sono croce e delizia delle colonne sonore, ponendosi come protesi integrativa targhettizzata che difficilmente realizza un meccanismo simbiotico ma che si propone, all'interno meraviglioso mondo virtuale dell'entertainment, come fruizione altra legata esclusivamente dal brand. Il meccanismo è talmente perverso che la catena che si è venuta a creare ricorda l'uovo e la gallina in cui i rapporti che legano i vari prodotti si ramificano in ogni direzione in un mostruoso albero genealogico senza radici.
Certo se l'operazione riesce, riesce bene (si veda la soundtrack di Spiderman 3 che, pur con l'alibi dell'indie, porta a casa un prodotto che si collega e si scollega intercambialmente dalla pellicola ispirante). Ma non è il caso di Transformers, collezione di brani posticci etichettabili sotto il non-genere del crossover, che giunge oramai fuori tempo massimo (Godzilla quasi dieci anni fa aveva fatto di molto meglio nello stesso campo e con innesti e scelte combinatorie di gruppi originali se non addirittura ardite). La scaletta è come scartare i regali natalizi di qualche anziano e odioso parente: aprono ovviamente i Linkin Park, in un brano autocannibalico che ripulisce il suono già fighettino della band  e comprensivo di ritornello pop per generazioni prozaccomani da cantare sottovoce allo stadio con il braccio alzato solo a metà. La muffa torna con gli Smashing Pumpkins, da poco riunitisi: il dubbio amletico è chi fa da vetrina a chi. Billy Corgan riappiccica pezzi del passato che forse conveniva lasciare sepolto e coniuga qualche dissonanza da Siamese Dream, una linea di chitarra da Mellon Collie ed echi della svolta di Adore. Il risultato è Doomsday Clock, che apre Zeitgeist, l'orrendo disco della blasonata "reunion".
Il resto è la cravatta dentro al pacchetto regalo: i Disturbed accompagnati da riff ripetitivi in un brano che non parte mai, gli H.I.M. che si muovono senza direzione frullando il frullabile ma con una linea melodica se non altro interessante, le insensate contaminazioni tra pop ed elettronica degli Idiot Pilot. E, incredibile a dirsi, il brano migliore del disco è la ballata dei Goo Goo Dolls, non ai livelli di Iris ma sicuramente il pezzo più ispirato all'interno di una soundtrack che, ne siamo certi, gonfierà le azioni della Warner ma, siamo sinceri, è incredibilmente brutta. E dura anche poco.

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