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FLYBOYS - Original motion picture soundtrack
di Trevor Rabin
Track listing:
1. Main Title 5:30
2. Training Montage 3:44
3. Cassidy Funeral 6:18
4. We're Out Of Gas 0:27
5. The Last Battle 3:12
6. Dogfight 5:39
7. Rawlings And Luciane Fly 2:34
8. Rawlings And Luciane 3:34
9. The Planes Arrive 1:55
10. ID The Planes 0:51
11. The Cuffs Are Off 0:50
12. Have To Get Luciane 1:20
13. Heroes 4:34
14. Battle Hymn 1:49
15. Black Falcon 4:14
16. Briefing Room 2:11
Durata totale:48:11
Etichetta:Varese Sarabande
Anno: 2006
Una soundtrack riesce nel suo scopo laddove diventa un tutt'uno con l'immagine, amplificandone il senso, aprendola ad una molteplice esplosione dell'identico significato e spostandosi lungo una linea tematica ben definita o quando diventa opera autonoma racchiusa in se stessa, aprendosi a nuovi significati anche con il rischio di entrare in collisione con il film cui fa riferimento. Trevor Rabin nella soundtrack di Flyboys resta inchiodato al bivio fra le due strade, indeciso su quale intraprendere; il risultato è un'opera ineccepibile sotto il profilo tecnico e produttivo ma solcata da momenti indefiniti e tematicamente poco chiari e con richiami talvolta espliciti a pellicole dello stesso genere.
Prendiamo in esame la prima traccia, Main Title: al di là dei richiami tematici ad American Outlaws il senso che la circonda resta appannato e poco definito. Se le prime note richiamo un "hero movie" con sottili marcature etniche grazie all'uso dei fiati che portano alla mente le terre d'Irlanda, immediatamente dopo ci si sposta verso i sentieri del melò, relegando a pochissime battute il senso dell'azione che si andrà ad esprimere. Il senso della confusione e del disorientamento appare anche nella successiva Training Montage dove, oltre a tornare prepotentemente il tema romantico entra in scena il tema patriottico che, lavorando su accordi in maggiore e su ritmi sostenuti, si carica di simbologie comedy, alterandone il senso che portava alla base. Sembra quindi che Rabin voglia sfuggire ai topoi della pellicola cui fa riferimento ma senza nuovi elementi di sostituzione: l'eroismo, portato avanti da temi in minore, il patriottismo caricato di commedia, la guerra, con i primi accenni all'azione che arrivano solo nella quarta traccia, We're out of gas, pezzo esile, che dura una manciata di secondi e che nulla aggiunge a quanto già sentito. E la fuga senza direzione di Rabin è costretta ad un ritorno alle origini in The Last Battle e Heroes, dove l'uso canonico dei cori e dei fiati riporta il treno sui binari, regalandoci i due pezzi meglio riusciti all'interno di un'opera senza direzione e con brani dalla durata eccessivamente breve.


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