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TRANSFORMERS
di Michael Bay
Sceneggiatura: Alex Kurtzman, Roberto Orci
Fotografia: Mitchell Amundsen
Montaggio: Paul Rubell, Glen Sclantebury
Musiche: Steve Jablonsky
Scenografia: Nigel Phelps
Costumi: Deborah Lynn Scott
Interpreti: Shia LaBeuf, Megan Fox, Josh Duhamel, Rachael Taylor, Tyrese Gibson, John Voight, John Turturro
Produzione: Paramount
Distribuzione: Universal
Nazionalità ed anno: Usa, 2007
Durata: 135'
Data di uscita: 28 giugno 2007
Titolo originale: id
Sito ufficiale
Soundtrack
Transformers non può non attingere al proprio mito postmoderno, legato ai cartoni animati e all'infinità di giocattoli che hanno spopolato nel cuore di ogni bambino (ma le femminucce non si sentano escluse) per almeno un decennio. Si porta così dietro il difficile compito di non deludere i fans della saga, da una parte, ma al contempo di risultare un'opera appetibile anche a chi in quegli anni si dedicava ad altro (o magari non c'era proprio).
La produzione, sapendo che non si accingeva a produrre un blockbuster come un altro, ha dunque affidato il progetto a Michael Bay, uno dei registi che negli anni si sono costruiti miglior fama con un cinema fortemente orientato all'intrattenimento puro.
Scelta che si è rivelata azzeccata, con un Bay in grande spolvero che ha sapientemente mescolato il suo tipo di cinema - quello dei soldati che avanzano al crepuscolo, in controluce il disco del sole tramontante, quello delle pallottole che fischiano ancor più delle orecchie del pubblico, inondate da una colonna sonora invasiva - con un modello di cinema che potesse avvicinare qualsiasi tipo di pubblico al film, vale a dire un lato più puramente ‘commediale', con venature addirittura da sit-com, ponendovi al centro il giovanissimo Shia LaBeuf, vero mattatore della scena, bravo al punto da guadagnarsi uno sponsor d'eccezione quale Steven Spielberg.
Transformers, lo diciamo da subito, è un buon film d'intrattenimento, quasi esclusivamente per la perizia del proprio regista, che pur poteva essere un quasi capolavoro se non si avvertisse un netto scarto qualitativo tra la prima e la seconda metà. Nella prima ora si viene deliziati dalla maestria espositiva del regista, che usa un mix di macchina a spalla e piani rallentati per rilanciare continuamente il ritmo, non far mai stare tranquillo il proprio pubblico, riuscendo, con un sapiente uso della colonna sonora e del montaggio, a legare alla perfezione le sequenze che interessano l'esercito e la sicurezza nazionale, con quelle del giovane Sam Witwicky, che si scoprirà poi essere colui il quale ha più speranze in assoluto di salvare la terra dagli Decepticons (i robottoni cattivi, per intenderci, combattuti da quelli buoni, gli Autobots).
Una prima ora che fila via con sommo piacere, sorprendente per come ancora oggi la costruzione di un cinema d'intrattenimento possa essere affatto banale e scontata. Quando però Bay perde la totale libertà di muoversi a proprio piacimento tra le pieghe della trama, ed è costretto ad andare a sciogliere i nodi narrativi, la pellicola perde indubbiamente di smalto, costretta com'è a ripetersi, a estremizzare e a parodiare situazioni già perfettamente espresse e risolte nella prima metà. In questo modo l'enfasi viene riposta totalmente nella spettacolarità dei robot giganti e nei loro scontri all'ultimo sangue, tralasciando giocoforza quella prospettiva sana che aveva visto porre al centro lo spettatore ed il suo rapporto con il girato, e non viceversa.
Nonostante ciò, Transformers è un film che non deluderà quasi nessuno, giusta sintesi tra esigenze e aspettative diverse che, sorprendentemente, fa intravedere tracce di cinema d'ottima fattura, che pur non inficiano la godibilità e la scorrevolezza del girato.



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