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Les amants réguliers
di Philippe Garrel
Regia: Philippe Garrel
Soggetto: Philippe Garrel
Sceneggiatura: Marc Cholodenko, Philippe Garrel, Arlette Langmann
Fotografia: William Lubtchansky
Montaggio: Francoise Collin
Musica: Jean-Cluade Vannier
Scenografia: Mathieu Mnut
Costumi: Cecile Berges, Bustine Pearce
Interpreti: Louis Garrel, Clotilde Hesme, Julien Lucas, Francois Toumarkine, Aurelia Alcais, Jean-Louis Annaloro, André Auberger, Marc Barbé. Robert Bazil, Xavier Boiffer, Lna Breban, Nicolas Bidet, Emmanuel Broche, Pauline Bureau, Noelle Cazenave, Michel Charrel, Rebecca Convenant, Mai David, Fanny Deblock, Amandine Dewasmes, Damien Dorsaz, Sara-Jeanne Drillaud, Daniel Dubois, Violeta Ferrer, Vladislav Galard, Cecile Garcia-Fogel, Maurice Garrel, Marie Girardin
Distribuzione: Istituto Luce
Produzione: Maia Films
Formato: 35mm., col.
Nazionalità ed anno: Francia/Italia, 2005
Durata: 178’
4
The Dreamers di Bertolucci finiva con i tre protagonisti che lasciavano l’appartamento/placenta per tuffarsi nelle vie di Parigi sconvolte dalle prime contestazioni del ’68 francese, Les amants réguliers inizia dove il suddetto finisce, in una notte illuminata da lanci di molotov, tra barricate e cariche della polizia; il seguito ideale del film del Maestro italiano quello del “grande” Garrel.
Ma… Ma a differenza di The Dreamers un film lontano anni luce nella sua completezza e nello sviluppo della storia molto più sincera ad autentica, un film che cerca di immergersi nel movimento per raccontarne la vitalità e i limiti oggettivi, per dare un senso compiuto e un quadro onesto e generoso di quel che fu per davvero il ’68 parigino, non solo come nel film di Bertolucci “un qualcosa da vivere pericolosamente sul filo del sesso e della trasgressione” m qualcosa di “reale e concreto che voleva cambiare il mondo (anche se solo ideologicamente “purtroppo” e chi scrive non ha mai conosciuto il ’68 direttamente ma solo nei racconti o sui libri). Un operazione che potrebbe apparire nostalgica per uno come Garrel che il ’68 l’ha vissuto in pieno con tutte le sue contraddizioni e le sue verità, ma che comunque il Maestro francese (tra i meno noti sia in patria che all’estero per essere uno che “vive in disparte”) mostra con sincerità spietata: una rivoluzione elitaria, borghese, intellettuale. In definitiva un qualcosa destinato a fallire. Sullo sfondo della storia con S maiuscola si aggirano per il lungo Senna il giovane contestatore Francois (Louis Garrel protagonista anche del film di Bertolucci - altro puntodi contatto) e della scultrice Lilie che nel loro amore ricreano i sentimenti del ’68, ovvero la fedeltà ai propri ideali.
Un grande film che merita di essere visto, e che al momento mettiamo nel novero dei film che dovrebbero contendersi il Leone veneziano.
Parigi, 1969. Dopo aver partecipato alle sommosse studentesche dell'anno precedente, un gruppo di amici inizia a fare uso di oppio. Su questo sfondo, un ragazzo e una ragazza, membri del gruppo, si innamorano l'uno dell'altra...
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