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GRINDHOUSE – A PROVA DI MORTE

di Quentin Tarantino

Sceneggiatura: Quentin Tarantino
Fotografia: Quentin Tarantino
Montaggio: Sally Menke
Musiche: Artisti Vari
Scenografia: Steve Joyner
Costumi: Nina Proctor
Interpreti: Kurt Russell, Vanessa Ferlito, Rosario Dawson, Jordan Ladd, Rose McGowan, Sydney Tamia Poitier, Tracie Thoms, Mary Elizabeth Winstead, Zoe Bell, Michael Parks
Produzione: A Band Apart, Rodriguez International Pictures, Troublemaker Studios
Distribuzione: Medusa
Nazionalità ed anno: USA, 2007
Durata: 127'
Data di uscita:
1 giugno 2007
Titolo originale: Grindhouse - Death Proof
Sito ufficiale 
Sito italiano 
Soundtrack

GRINDHOUSE – A PROVA DI MORTE
2 e mezzo

Grindhouse, come corpus unico di tre ore e passa, avrebbe dovuto celebrare i rituali di fruizione degli spettacoli double feature di periferia (due film scadenti al prezzo di uno "normale"), in un gioco di ammiccamenti con lo spettatore portato alle estreme conseguenze. Separato dal "gemello" Planet Terror di Robert Rodriguez (che vedremo a settembre) dopo il prevedibile flop statunitense, arriva in sala A prova di morte, gonfiato di circa mezz'ora e privato dei trailers fasulli di Eli Roth, Rob Zombie &C. di cui tanto si era parlato nei mesi precedenti.
Dopo il fiasco commerciale e la calorosa accoglienza di Cannes (ma alla presenza di Tarantino), comparare le due versioni da 90' e 127' può essere d'aiuto per un salomonico verdetto sull'onestà intellettuale di un film dichiaratamente fracassone, slegato, ambiguo come il regista che lo ha diretto e "sporco" come il genere cui vuol fare riferimento (Stuntman Mike, controfigura e killer misogino di donne troppo spavalde, è un Kurt Russell tornato ai b-movies delle proprie origini).
Nella sintetica versione USA mancano scene dal metraggio considerevole, come la lap dance di Vanessa Ferlito (addirittura sostituite dalla scritta MISSING REEL!) o il "prologo" che introduce Rosario Dawson e le sue amiche, in cui Tarantino reitera la stucchevole trovata del "toccata e fuga" in bianco e nero già visto in Kill Bill: la dimostrazione eclatante che, se si voleva tagliare qualcosa, era possibile farlo un po' ovunque, tra lunghe chiacchierate molto meno esilaranti di quelle de Le Iene, scene che non portano da nessuna parte, dettagli superflui e una prima mezz'ora dove a conti fatti non succede un bel niente. Molto furbescamente, l'operazione è così autoreferenziale da contenere al suo interno la risposta a ogni minima obiezione (i b-movies del periodo non brillavano certo per dinamismo o verosimiglianza); ma anche a prendere il film per un'operazione filologica, qualcosa non torna. Si pensi ai complessi camera-car nelle scene di inseguimento, espediente tecnico molto "raffinato" per un film che troppo spesso si affida alle false spuntinature di una pellicola mal giuntata ad arte per dare l'idea del "buttato via", ma poi cita puntigliosamente Punto zero o Zozza Mary, pazzo Gary (che b-movies non erano) le volte in cui c'è da alzare il tiro per sottolineare la bravura del regista dietro la macchina da presa.
Certo, il finale tagliato via con l'accetta è un vero orgasmo mentale per un regista appassionato del genere: ma il divertimento che Tarantino deve aver avuto nel rivisitare quel cinema che lo ha nutrito sin da bambino rischia di non arrivare mai allo spettatore. Le cause sono molteplici, dal fallimento dell'operazione Grindhouse (dove la coabitazione di due film analoghi creava un meccanismo di reciproca giustificazione) alla distanza culturale (in Europa il costume dei double features è stato assorbito solo metacinematograficamente, quando il film in sala era ancora l'unica finestra sul mondo); ma è specialmente l'incertezza di Tarantino se nobilitare un prodotto basso o attenersi pedissequamente al suo modello a suscitare perplessità sul senso dell'operazione, come sulla sua autenticità.

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... della bella Domitilla...
mi sono andato a sparare il film del nostro beniamino Tarantino...
il film non è per niente horror... a parte il CRASH clamoroso... con gamba mozzata volante annessa...
un pò mi ha anche annoiato... DONNE che parlano sempre di uomini per ore... ma forse è voluto e fà pensare che anche il Quentin sia un pò misogino...
Non riesco a dare un giudizio perchè l'opera che vediamo in Italia non è quella voluta dagli autori quindi un bel N/A in questo caso era meglio del basso voto del Ceccarelli, bisogna ammettere però, che riesce sempre nei sui film a cospargere un'aurea di autentica realtà anche nelle storie poco verosimili...
Un piccola segnalazione: "PUNTO ZERO" lo era eccome un B-Movie anzi per meglio dire un film dell'exploitation degli anni settanta, anche se una pietra miliare del genere.

Gio, 14/06/2007 - 02:47

ma domitilla non ti aveva detto de nun andacce??!!
comunque, dopo tutto il casino della cruisette, alla fine l'ho visto pur'io.
è no scandalo. Ma nessuno dice niente? A me nun me pareva vero, infatti sono andata in sette cinema diversi pe sinceramme.
Voglio dire, può piacere oppure no, ma è na vergogna che la pellicola sta messa così male coi mezzi tecnici moderni. pure il sonoro zompava sempre.


Gio, 14/06/2007 - 09:25

... vero...
pensa al cinema dove l'ho visto io... (pomezia)... dove ancora permane la fumata collettiva fra primo e secondo tempo... appena iniziata la seconda sequenza con un altro gruppo di donne... la pellicola è passata in B/N... dopo pochi minuti fine primo tempo... inzio secondo tempo ... macchina giallissima con righe nere... mancava solo lei... UMA... da li abbiamo inveito abbondantemente contro il proiezionista (eravamo 10 in sala di pomeriggio)... rispettando in pieno i buoni propositi di Quentin/Rodriguez...

Ven, 15/06/2007 - 01:22

"Voglio dire, può piacere oppure no, ma è na vergogna che la pellicola sta messa così male coi mezzi tecnici moderni. pure il sonoro zompava sempre".

ahahahhahahahahaahahhaahahahhaahahah Spero davvero tu sia ricoperta da una busta...


Gio, 14/06/2007 - 13:33

beh no... sciocchino, ce sta la legge antiterrorismo, che non lo sai?
comunque me stai sinpatico che ridi ai miei post. magari sei pure n ber ragazzo.
Il nome tuo l'hai preso da shining, ve'? bello, quello der pianista che diventa pazzo per colpa de su padre. me ce so pure commossa.


Gio, 14/06/2007 - 14:59