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THE HISTORY BOYS
di Nicholas Hytner
Sceneggiatura: Alan Bennett, dalla sua omonima commedia
Fotografia: Andrew Dunn
Montaggio: John Wilson
Musiche: George Fenton
Interpreti: Richard Griffiths, Frances De La Tour, Stephen Campbell Moore, Samuel Barnett, Dominic Cooper, James Corden, Jamie Parker, Russell Tovey
Produzione: Free Range Films, British Broadcasting Corporation (BBC), DNA Films, Royal National Theatre
Distribuzione: 20th Century Fox
Nazionalità ed anno: UK, 2006
Durata: 104'
Data di uscita: 25 maggio 2007
Titolo originale: id.
Sito ufficiale
Le divise scolastiche e le architetture monotone delle detached houses ci portano in una provincia inglese qualunque, all'inizio degli anni ottanta, per il trimestre conclusivo di un anno scolastico al termine del quale un gruppo di studenti particolarmente brillanti tenteranno l'esame per Oxford o Cambridge. A caldeggiarne l'ammissione il preside, che sogna un risultato lusinghiero per il proprio istituto, e tre insegnanti, incaricati, ciascuno per la propria materia, di curare la preparazione dei ragazzi.
Fra interminabili sessioni di studio e le inevitabili discussioni esistenziali che le corredano, ad essere dipinto è un discreto microcosmo scolastico sospeso tra l'adolescenza e l'età adulta, una parentesi fragilissima con una precisa data di scadenza, eppure pervasa di un'atmosfera di ripetitiva eternità.
Con l'eccezione delle miss emancipande di Julia Roberts e di tanti covi di vipere di collegi femminili (si veda Quelle due in America), il film studentesco di formazione è generalmente maschile, con le donne e le ragazze a fare da condimento cum grano salis al dialogo tra gli uomini. Questo The History Boys, oltre a non fare eccezione, si spinge un passo più in là ed esplicita, senza malizie pruriginose, un universo di passioni omoerotiche che sembra accompagnarsi senza eccezioni al rapporto tra docente e discente. Lungi dal fissarsi in forme troppo stereotipate (l'insegnante dalle mani troppo lunghe è compatito e protetto dai suoi studenti, il bullo adolescente è più che disposto sia a dare l'assalto alle grazie della segretaria del preside che a corteggiare un professore), il tema dell'amore tra uomini è la cifra narrativa più adatta a infondere nei rapporti descritti una profonda idea di parità, che mette in secondo piano qualsiasi accenno alla trasmissione del sapere. Il discorso sulla storia parte proprio da questo: accozzaglia di fatti giustapposti, narrazione ordinata di esperienza o mero spunto per l'esercizio di una sofistica attraente, la storia raccontata da studenti e insegnanti in The history boys è la vita come esercizio di passione, e in quanto tale è leggerissima, drammatica suo malgrado, sempre sul punto di essere dimenticata. La storia così intesa esce dall'universale per entrare nella dimensione privatissima di chi ancora non si è affacciato a un mondo che pretende di descrivere, e di chi, figura patetica eppure non priva di dignità, a quel mondo si è sempre rifiutato.
Film sulla scuola che sembra mettere in primo piano gli studenti, ma che in realtà è svolto tutto dal punto di vista degli insegnanti, The History Boys mette in campo ottime performance attoriali, in testa lo strabordante (in tutti i sensi) Richard Griffiths (per intenderci, il Monty di Withnail & I), uno di quei caratteristi di cui si fa fatica a ricordare il nome, ma senza i quali molti film avrebbero subito un deciso scadimento. Spesso indeciso sulla direzione da prendere, il regista Nicholas Hytner si affida moltissimo all'ottimo copione di Alan Bennett (che a teatro ha mietuto successi clamorosi, facendo man bassa di Tony Awards) e ottiene buoni risultati soprattutto sul versante della commedia, finendo però per macchiarsi della colpa difficilmente perdonabile di un finale inutile e pieno di quella retorica che il film era riuscito abilmente a dribblare per quasi cento minuti.



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